Le sue parole trasmettono semplicità, anzi sono lo specchio di un ragazzo di 30 anni che prima di essere un calciatore vuole essere un esempio di giusti valori e sani principi. E trasmetterli ai più piccoli lo riempie di soddisfazione. Federico Corno, capitano della Caronnese con una lunga carriera alle spalle con questi colori, ci racconta cosa significa indossare ancora questa maglia che definisce “una seconda pelle”. Uno sguardo va alla stagione appena iniziata, senza nascondere ambizioni e obiettivi, perché quel traguardo tanto atteso e sperato è importante per la Caronnese quanto per lui. Lo definisce un sogno. E ai sogni, si sa, è giusto crederci.
Sei ormai una bandiera di questi colori, come lo vivi?
Si, è così dopo tutti questi anni. Cresce ovviamente il senso di responsabilità, unito ad un entusiasmo che non smette mai e ad obiettivi sempre chiari nella mia testa. Voglio dare il massimo, affinché questa stagione possa portare i risultati sperati, pensando sempre in grande per raggiungere quel traguardo che da anni cerchiamo e vogliamo. Un sogno per me, in primis.
Ti senti un esempio per i tuoi compagni, soprattutto i più giovani?
Si, è una cosa a cui tengo moltissimo, un tassello fondamentale. E non penso al calciatore, ma all’uomo. Essere un buon esempio è la cosa che mi preme maggiormente, la mia filosofia è che prima di essere un buon calciatore bisogna essere un uomo con sani principi e valori importanti. Da queste basi, si costruisce il resto. E questo, ogni giorno, voglio trasmetterlo ai tanti giovani e ragazzini di questa società.
Cosa ti aspetti da questa stagione?
E’ appena iniziata, abbiamo disputato soltanto due giornate e quindi è davvero presto per poterlo dire. Abbiamo fatto tantissimi cambiamenti e non è semplice trovarsi con tutti i compagni nuovi, uno staff rivoluzionato e anche una parte della dirigenza cambiata. Ma l’importante è lavorare sempre tutti insieme, in qualsiasi situazione. Bisogna avere idee chiare e la società le ha sempre avute e continua ad averle. Io seguo la linea.
Come ti sembra il girone di quest’anno?
Si passa dalla Liguria e dalla Toscana. Non conosco però le squadre e quindi, per ora, non mi sbilancerei. Stiamo a vedere.
Da tanti anni alla Caronnese…cosa ti ha sempre spinto a restare fedele a questa maglia?
Sono gli amici con la A maiuscola, quelli veri. Come Fabrizio ( Volontè ndr) , suo papà, i magazzinieri che conosco da una vita. Sono legami importanti, a cui tengo tantissimo e a cui sono affezionato da davvero tanto tempo. Per me le persone fanno la differenza. E questa maglia per me, ormai, è una seconda pelle.
Da attaccante, c’è un giocatore a cui ti sei ispirato?
No, sinceramente no. Però ho letto recentemente una frase di Batistuta che mi ha colpito molto: “Non ho vinto quasi nulla con la Fiorentina? Si, è vero, ma mi sento comunque un vincente, lo sono perché ho fatto in modo che la Fiorentina lottasse contro i più potenti”. Una frase che è diventata il mio cavallo di battaglia. Un’ispirazione vera, come pensiero e filosofia.
Come si vede Federico Corno guardando al futuro?
Domanda difficile. Mi piacerebbe lavorare a tempo pieno come rieducatore e massaggiatore, perché questo è il mio lavoro. Ovviamente vorrei continuare a restare in ambito calcistico, non mi vedo tanto come allenatore, forse più come direttore sportivo. Ma è presto per pensarci, per ora mi vedo ancora in campo…ho le ultime cartucce da giocarmi (ride ndr).
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