Chieri, il rientrante Brero: "L'unione del gruppo è evidente"

17.01.2020 08:00 di Francesco Pizzoccheri   Vedi letture
Chieri, il rientrante Brero: "L'unione del gruppo è evidente"

Andrea Brero ha appena fatto l’ultima curva e vede il rettilineo finale con l’agognata bandiera a scacchi. Già, manca davvero poco al rientro in gruppo dello sfortunato difensore centrale (classe 2001) di grande prospettiva, fuori dallo scorso agosto per quello che all’inizio sembrava “solo” un fastidio al ginocchio destro. Ma il medico sociale del Calcio Chieri Aldo Bava vuole andare a fondo e opta per una risonanza magnetica. Il responso è inequivocabile: condropatia rotulea tra il terzo e quarto grado, ovvero una patologia del ginocchio che interessa lo strato di cartilagine protettivo collocato dietro la rotula. Qui entra in scena il Dottor Stefano Ferrero (new entry estiva nello staff sanitario del club azzurro): “Ho iniziato a sentire un fastidio intorno ad agosto – racconta lo stesso Andrea -, ma era un fastidio che però non mi impediva di giocare: era costante, non aumentava e non diminuiva. Quando ha iniziato a peggiorare però il dottor Bava mi ha programmato una risonanza. Dopodiché il dottor Ferrero mi ha spiegato dettagliatamente l’infortunio e le due tipologie di intervento possibili per guarire. Alla fine si è scelto l’intervento meno invasivo e lo stesso Ferrero ha eseguito l’operazione dove lavora, ovvero l’Ospedale San Luigi di Orbassano. Sono davvero stato seguito con attenzione, professionalità e grande disponibilità da parte di tutti”.
L’intervento viene realizzato ad Halloween (alla faccia della scaramanzia): un mese di tutore e stampelle senza poter appoggiare la gamba in terra e poi via alla riabilitazione con il fisioterapista Franceschi: “Dal mese di dicembre praticamente tutti i giorni. Avevo perso tutta la muscolatura della gamba, mentre adesso sto rifacendo tutta la preparazione atletica per mettermi al pari dei miei compagni e tornare in gruppo. Non manca molto…”.
Più di cinque mesi fuori dal campo non sono stati facili, ma il difensore ex Juve e Pro Vercelli non è uno abituato a mollare: “Direi di no, non sono uno che si abbatte. Però non avevo mai avuto un infortunio, soprattutto di questa entità, per cui è stata comunque dura. Non mi sono mai perso una partita della squadra, anche in trasferta, perché ho sempre voluto far parte di questo gruppo. Vedendo da fuori le partite, ma vivendo lo spogliatoio in settimana, l’unione del gruppo è evidente. Molto del merito credo vada assegnato agli over della rosa, che sono riusciti a creare un’unità di intenti che è stata importantissima sia nelle vittorie che nei momenti di difficoltà. La voglia di giocare c’è e c’è sempre stata, ho rispettato i tempi imposti dallo staff medico, ma adesso che manca poco non vedo l’ora di rientrare”.