«Sono al quarto anno a Este, e sarà l'ultimo comunque vada. Non ho alternative». Più di un sasso, è un macigno. E
a lanciarlo esattamente sette giorni fa, al raduno della squadra, è stato il direttore generale Simone Tognon.
Impossibile non tornare di nuovo sull'argomento, e Tognon spiega per filo e per segno la sua posizione: «Le mie
idee economiche, tecniche e di investimento nelle risorse sono completamente distanti da quelle degli altri
componenti della società. Quindi, chiudo la stagione provando a vincere il campionato, e poi porto le mie
convinzioni da qualche altra parte».
Scaviamo ancora sulla questione: dove è che siete distanti con il club? «A marzo il presidente Renzo Lucchiari mi
ha dato in mano la società per ridisegnarla secondo le mie idee. Ho incontrato i genitori dei ragazzi del settore
giovanile per spiegare il mio progetto: ridurre il numero delle squadre (portarle da sedici a sette-otto, ndr) non per
un discorso di costi, ma per aumentare la qualità. E avrei scelto persone diverse anche a livello dirigenziale. Un
discorso di progetto, dalla prima squadra fino alla scuola calcio. E ho messo la faccia. Invece, a un certo punto, il
presidente ha voluto mediare la situazione su suggerimento di altri dirigenti. Quindi, ho fatto anche una bella
figura...». E precisa subito: «Beninteso, non ce l'ho con i Lucchiari perchè mi hanno fatto operare sempre in
massima libertà, ma a questo punto non posso più portare avanti le mie idee a Este». Ma è un separato in casa?
«No, però - ribadisco - ho convinzioni diverse dagli altri».
Non crede che queste sue esternazioni a inizio stagione possano mettere a rischio l'annata? Dopo tutto i giocatori
potrebbero dire: intanto, Tognon a fine anno non ci sarà più. «Non sarà così, perchè abbiamo scelto giocatori che
sono prima di tutto degli uomini. E sanno che c'è un unico obiettivo da perseguire, a prescindere dalla posizione di
Simone Tognon». Quale? «Provare a vincere il campionato. Sono già arrivato secondo con 68 punti (due stagioni
fa, ndr), questa volta voglio tentare di arrivare primo. Anche se la concorrenza è agguerrita». E potrebbe cambiare
opinione in caso di approdo in Seconda divisione? «No, no. Non è solo questione di una squadra, ma di un
progetto».
Passiamo all'organico, e Tognon è più che eloquente: «La squadra è estremamente competitiva, abbiamo ampia
scelta in tutti i ruoli. Sono contento per la rosa che ho messo a disposizione dell'allenatore, e credo che sia
soddisfatto anche lui. Lo stesso vale per il presidente, per tutti. Ci approcciamo a una stagione importante».
Ci soffermiamo su Gianluca Zattarin. L'anno passato è stato per lui il primo in panchina, adesso alla vigilia della
seconda stagione avrà ancora più responsabilità, anche alla luce dell'obiettivo che ha appena dichiarato. Cosa ne
pensa? «Gianluca è un ragazzo forte, e sa il fatto suo. Quindi, si prende tranquillamente le responsabilità, ed è
consapevole di averne. Abbiamo condotto insieme il mercato, e non avrà problemi a gestire questa situazione».
Intanto, questa settimana i giallorossi affronteranno due amichevoli: mercoledì con una selezione di Tambre
D'Alpago, e sabato con il Padova all'Euganeo.
Autore: Giovanni Pisano
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