A sole tre settimane dal suo insediamento sulla panchina della Gelbison, l'allenatore Massimo Agovino si prepara a un crocevia cruciale. Questo pomeriggio, sul campo del "Valentino Giordano" di Castelnuovo Cilento, i colori rossoblù affronteranno il Messina, in una gara che si preannuncia tanto delicata quanto fondamentale. L'obiettivo primario è invertire il trend domestico, un dato che parla di una sola vittoria in cinque precedenti casalinghi.
Nonostante la classifica veda i giallorossi relegati all'ultima posizione, Agovino ha chiarito che il posizionamento è fuorviante. Il peso della penalizzazione iniziale, ben 14 punti sottratti, ha falsato ogni valutazione: «Domani sarà una partita di rilievo, conosciamo l’importanza della posta in palio, contro il Messina ultimo solo in quanto pesa la penalizzazione iniziale. Hanno un organico forte, senza il meno quattordici sarebbero nelle prime posizioni», ha sentenziato il tecnico, rendendo onore alla caratura dell'organico siciliano.
La preoccupazione maggiore di Agovino è rivolta non tanto alla classifica, quanto alla condizione attuale del Messina: «Temo il loro stato di forma, sono in salute mentale, con grandi qualità tecniche, lo dicono i punti fatti fino ad oggi e noi dovremo stare attenti». Il messaggio alla sua squadra è chiaro: l'approccio dovrà essere impeccabile. L'auspicio è rivedere in campo l'atteggiamento audace e concentrato mostrato nelle recenti trasferte, quali Lamezia e Barcellona: «Io vorrei che domani la mia squadra facesse una gara come quelle a Lamezia e Barcellona, con la foga e l’attenzione giusta».
Subentrato a stagione in corso, Agovino ha intrapreso una vera e propria corsa contro il tempo per infondere i suoi dettami nel gruppo. Con quindici o sedici sessioni di allenamento alle spalle, il tecnico cilentano ha descritto il suo lavoro come un intenso "ritiro", focalizzato su ogni aspetto della preparazione.
«In settimana tocchiamo tutti gli aspetti, noi lavoriamo a livello tattico, visto che sono qui da tre settimane e li voglio portare ai concetti a me cari», ha spiegato Agovino, sottolineando il grande impegno del gruppo: «Mi seguono tutti, sono professionisti seri e sto cercando di entrare nelle loro teste».
Con un sorriso, ha poi aggiunto: «Faccio un po’ da zio, mi aiutano i capelli bianchi».
Il cambiamento più evidente, percepito anche dai giocatori stessi, riguarda l'impostazione offensiva: «Per quanto riguarda il gioco offensivo, rispetto alla gestione precedente, secondo i giocatori, adesso andiamo più in verticale, limitando il palleggio eccessivo». L'obiettivo è più aggressivo, cercando di «riempire l’area con più giocatori, un approccio diverso, utilizzando giovani anche fuori ruolo, capaci di sacrificarsi e dare il massimo».
La dirigenza, con il presidente Puglisi in testa, ha risposto prontamente al bisogno di rafforzamento evidenziato dal tecnico. L'arrivo del difensore Joao Da Silva e dell’attaccante Giacomo Rossi testimonia la volontà di non mollare, sopratutto dopo il "contraccolpo" subito per la pesante sconfitta casalinga con il Savoia.
Tuttavia, Agovino ha frenato gli entusiasmi circa un impiego immediato di entrambi: «Il presidente due domeniche fa è stato molto chiaro in conferenza stampa, riconoscendo che servivano rinforzi, oltre al cambio di allenatore. La società è stata prontissima, ha tanta voglia e non si molla». Riguardo ai singoli: «Joao non gioca da tanti mesi, era a Lucca in una situazione difficile. Rossi, invece, che l’anno scorso, quando io allenavo la Luparense, nel girone C, militava nella Union Clodiense, è allenato, vedremo domani».
Sul fronte infermeria, Piccioni e Ferreira saranno certamente indisponibili, mentre in attacco c'è cautela per un elemento chiave: «Liurni sta bene e tocco ferro perché ci serve in attacco. Qualche infortunato di rilievo ce l’abbiamo, ma non mi piango addosso».
Il vero nemico è però quello psicologico, il peso di una vittoria casalinga che manca dalla prima giornata: «Può pesare non vincere dalla prima giornata in casa, vedo che c’è tanta voglia di tornare a fare tre punti, ma ci serve fare qualcosa in più. Fino ad oggi la Gelbison è stata una squadra da trasferta, quindi dobbiamo migliorare, ma senza assillo, essendo consapevoli delle nostre forze, lottando su ogni pallone, con cuore, passione e acume tattico».
Una nota di amarezza, infine, è stata espressa per il divieto di trasferta imposto ai tifosi messinesi, una decisione che, secondo Agovino, va contro lo spirito dello sport: «Senza tifosi avversari si penalizza il gioco del calcio e la società, perché la nostra situazione che ci costringe a giocare in campo neutro, non consente di fare incassi. Nel resto di Europa non ci sono divieti. Purtroppo, in Italia abbiamo questo tipo di problemi». L'appello conclusivo è per i sostenitori rossoblù, affinché partecipino numerosi per regalare alla squadra una meritata soddisfazione tra le mura amiche.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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