La complessa vicenda legata allo stadio comunale "Alfredo Giraud" si arricchisce di un nuovo, teso capitolo che vede contrapposti il Savoia e l'amministrazione cittadina di Torre Annunziata. La svolta è giunta l’11 marzo 2026, quando il Tribunale del Riesame di Napoli ha decretato l'annullamento del sequestro preventivo che interessava diverse aree della struttura.
Una decisione accolta con soddisfazione dai legali del club, i quali hanno sempre sostenuto l'illegittimità di tale provvedimento, ma che ha aperto le porte a una realtà inaspettata. Al momento della riapertura ufficiale dei locali, avvenuta alla presenza del Direttore Generale Nazario Matachione e dell'avvocato Francesco Maria Morelli, le autorità hanno trovato scenari di forte incuria.
Vani sottoscala e ambienti del piano superiore, situati nei pressi della sala stampa, sono apparsi colmi di scarti e immondizia di varia natura. La società biancoscudata ha immediatamente raccolto prove fotografiche per dimostrare le condizioni precarie in cui versano gli spazi appena tornati nella disponibilità del patrimonio dell’ente comunale.
In mezzo all'accumulo di rifiuti sono stati rinvenuti anche vecchi materiali sportivi appartenenti a gestioni societarie precedenti. Questo dettaglio è stato sottolineato con forza dal club per chiarire come l'attuale dirigenza sia totalmente estranea al degrado riscontrato, temendo che eventuali ispezioni sanitarie possano ingiustamente colpire la società.
Oltre all'emergenza materiale, si è scatenata una dura offensiva politica nei confronti del sindaco Corrado Cuccurullo. I vertici del Savoia non hanno nascosto l'irritazione per quello che definiscono un silenzio istituzionale inspiegabile, lamentando la totale assenza di risposte ai numerosi appelli e solleciti inviati nelle ultime settimane.
La dirigenza accusa il Comune di essere venuto meno alle promesse fatte durante la fase elettorale, quando il rilancio della squadra era stato descritto come un punto cardine per la rinascita sociale di Torre Annunziata. Ad oggi, invece, il club lamenta un vuoto di comunicazione che ostacola la programmazione tecnica e burocratica.
Il nodo cruciale della questione riguarda l'imminente scadenza per l'iscrizione al prossimo campionato professionistico. Con il Savoia in piena corsa per il ritorno in Serie C, la disponibilità di un impianto perfettamente a norma entro il 5 giugno 2026 diventa una condizione essenziale e assolutamente inderogabile.
Le norme federali non concedono margini di errore: senza la certezza di uno stadio omologato per la categoria superiore, il club rischierebbe di vedere sfumare il traguardo della promozione, indipendentemente dai risultati ottenuti sul campo. Per questo motivo, la pressione sull'amministrazione comunale è arrivata ai massimi storici.
La richiesta ufficiale è quella di istituire immediatamente un tavolo di confronto tecnico che veda la partecipazione della Polizia Municipale e dei responsabili dei settori Lavori Pubblici e Sport. Solo una collaborazione attiva tra le parti potrà garantire il completamento dei lavori necessari per adeguare il Giraud agli standard richiesti.
Per il club, il Savoia rappresenta un valore identitario fondamentale per la comunità e un'opportunità di riscatto che la città non può permettersi di sprecare. L'appello finale alla responsabilità punta a superare le attuali tensioni per dare dignità e certezze a una piazza storica del calcio campano.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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