C'è un filo invisibile, ma robustissimo, che lega storicamente la Campania all'Argentina. Una rotta tracciata dai sogni, dal pallone e da una garra che da queste parti viene venerata come una religione. Se a Napoli il mito è intoccabile, sull'isola di Ischia, e più precisamente a Forio, c'è un ragazzo classe 1997 che sta scrivendo un romanzo tutto suo.
Il suo nome è Santiago De Sagastizabal. E, se non ne avete ancora sentito parlare, preparatevi a segnarlo sul taccuino. Perché le 28 reti messe a segno finora nel Girone A di Eccellenza campana non sono solo un numero statistico: sono una prepotente dichiarazione d'intenti.
Il Real Forio di mister Carlo Sanchez è una corazzata che veleggia a quota 72 punti, con la Serie D ormai a portata di binocolo (mancano solo cinque giornate e l'aritmetica è pronta a stappare lo spumante). Ma dietro questa macchina perfetta, c'è il volto da pibe e l'istinto da killer del suo numero nove.
Chi frequenta i campi polverosi e sanguigni dell'Eccellenza sa bene quanto sia difficile per un attaccante straniero imporsi al primo colpo. Non c'è tempo per l'ambientamento: le difese sono ruvide, gli spazi stretti, il tatticismo esasperato. Eppure, De Sagastizabal ha smentito ogni dogma. Ha trasformato l'area di rigore nel suo personale barrio, unendo la classica tecnica sudamericana a una fisicità dirompente.
Non è solo il classico attaccante d'area che aspetta il pallone sul dischetto. Santiago è il primo difensore, è l'uomo che fa salire la squadra nei momenti di apnea, è il terminale di un gioco corale che Sanchez ha saputo cucirgli addosso come un abito sartoriale di alta classe. Arrivare a sfiorare quota 30 gol prima ancora che arrivi la primavera significa una sola cosa: sei fuori categoria.
Ed è qui che la favola isolana si scontra con le spietate leggi del calciomercato. Vi diamo una notizia: i telefoni a Forio hanno già iniziato a squillare.
Fonti vicine all'entourage del giocatore ci confermano che le prestazioni "monstre" del bomber di Buenos Aires non sono passate inosservate oltre i confini del golfo. Diversi top club di Serie D — piazze blasonate che puntano al professionismo tra Campania, Puglia e Lazio — hanno già inviato i propri emissari sulle tribune del "Salvatore Calise". E non mancano un paio di timidi sondaggi da parte di club di Serie C, incuriositi da un profilo esploso nel pieno della maturità calcistica (27 anni), l'età perfetta in cui un attaccante unisce l'esperienza all'esplosività fisica.
Il Real Forio, dal canto suo, si gode il gioiello e spera di potergli affidare le chiavi dell'attacco anche nella prossima avventura interregionale. Santiago, da professionista esemplare, ha giurato amore alla causa biancoverde fino a missione compiuta. Il legame viscerale creato con la tifoseria isolana è forte: per le strade di Forio, De Sagastizabal è già una piccola divinità pagana.
Le ultime cinque giornate saranno la passerella d'onore per una squadra che ha cannibalizzato il campionato. Ma per De Sagastizabal saranno il palcoscenico per abbattere il muro dei 30 gol stagionali, un traguardo che lo consegnerebbe definitivamente alla hall of fame del calcio dilettantistico campano.
L'Argentina non è mai stata così vicina al mare di Ischia. Preparate il mate e mettete in fresco il limoncello: il conto alla rovescia per la D è iniziato, e a dettare il ritmo, a passo di tango, è sempre e solo Santiago De Sagastizabal.
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