Una vigilia di fuoco, in campo e fuori. L'ultima giornata del campionato di Serie D mette di fronte Reggina e Sambiase in un derby calabrese che, per gli amaranto, ha il sapore amaro dell'occasione perduta. Con il primo posto ormai svanito e l'orizzonte dei playoff che incombe, il clima attorno alla squadra è teso, segnato da un annunciato sciopero del tifo organizzato. Ma mister Alfio Torrisi, nella consueta conferenza stampa pre-gara, non ci sta a recitare la parte dello sconfitto. In un lungo, appassionato e a tratti polemico intervento, il tecnico ha difeso il lavoro svolto dal suo arrivo, rispedito al mittente le accuse di lesa maestà verso la precedente gestione e ribadito il suo amore per la piazza reggina.

A chi gli fa notare il rischio di un calo di tensione vista la delusione dell'ambiente e i playoff ormai alle porte, Torrisi risponde in modo perentorio: "È fondamentale domani, consapevoli di quello che sta girando fuori dal campo, cercare di non sbagliare assolutamente l'approccio alla gara e non sbagliare assolutamente la partita. Per noi è fondamentale, di vitale importanza fare una vittoria, perché sappiamo quello che potrà accadere, dobbiamo farci trovare in ogni caso pronti e dobbiamo continuare. Le condizioni mentali non sono state delle migliori dopo le ultime partite, dove ci siamo allontanati dal primo posto, ma nonostante ciò abbiamo dato continuità di risultati [...]. Il problema grosso della contestazione si prevede domani: di sicuro non aiuta la squadra e lo ha dimostrato nel corso della stagione. Quando la curva ha iniziato a incitare la squadra, è stato quello che ha fatto cambiare lo switch. È non è un caso che da quando la curva alla fine della contestazione ha iniziato a vincere, la squadra ha iniziato a vincere. I tifosi per noi sono stati determinanti in questo percorso, tantissimi meriti vanno a loro. Questo mi preoccupa, perché la squadra ha già dimostrato che in clima di contestazione non è riuscita a fare risultati importanti. Però domani, a prescindere, i tifosi sono da contestare e contesteranno, noi dobbiamo cercare in tutti i modi di vincere questa partita, di avere lo stesso atteggiamento che si è avuto a Milazzo [...] Non possiamo cercare alibi. Queste sono eventuali situazioni che potrebbero essere a nostro favore e dobbiamo cercare spunti per fare il massimo. E questo è l'unico croce che abbiamo addosso, meritata, ed è il secondo tempo di Lamezia. Io la squadra non la posso rimproverare di nulla. L'unica prestazione indegna che ha fatto è stata il secondo tempo di Lamezia".


Il passaggio più infuocato della conferenza riguarda le polemiche nate dopo le sue dichiarazioni sulle prime otto giornate di campionato. Torrisi si toglie più di un sassolino dalla scarpa: "Rimango basito, anche se poco sorpreso, perché ho visto che moltissimi – non tutti grazie a Dio – pseudo-giornalisti o opinionisti non fanno altro che strumentalizzare quello che alcune volte viene detto, sempre contro o a discapito della Reggina. E questo è un dato di fatto. Io non ho mai disprezzato il lavoro di nessuno, perché tutti andiamo a lavorare per fare il massimo, ma quando si parla di dati oggettivi io ho parlato di una squadra che ha fatto otto partite, otto punti, con una media di un punto a partita. Parlare male del lavoro di chi mi ha preceduto avrebbe forse voluto dire, nel caso in cui si parlava dell'aspetto tecnico, dell'aspetto tattico... si possono fare 8 partite, 8 punti con una squadra che prende pali e traverse. Io non l'ho fatto. Ma parlare di questo, ed essere tacciato come presuntuoso... io glielo spiego cosa vuol dire vincere. Perché a differenza di chi lo dice, io le ho vinte tutte. Io con il Trapani i record ce li ho io, lo staff e la squadra. Quarantanove risultati utili consecutivi in Serie D in due anni li ho fatti io. Io non mi voglio vendere a nessuno, devono parlare solo i risultati del campo [...]. Abbiamo trovato una squadra fisicamente imbarazzante, e non ho mai parlato del lavoro degli altri, ma non è colpa dell'allenatore. A dicembre la squadra non prendeva gli stipendi, società assente, centro sportivo all'abbandono più totale [...]. Tutto questo, menzogne. E quando io ho iniziato a ribaltare questa situazione sono stato attaccato, etichettato come uomo di ballerino, come uomo aziendalista. No, io sono aziendalista per natura, ma ho dei dati oggettivi".


Nonostante una rincorsa incredibile che aveva riportato la Reggina a ridosso della vetta a poche giornate dalla fine, il crollo c'è stato. Il mister lo analizza lucidamente: "Sette partite fa la Reggina era alla pari col Savoia e davanti alla Nissa. Era come se fossimo in testa alla classifica. Cosa è successo? Alla fine ci ha fatto perdere il campionato non perché non siamo mai stati primi, ma una delle cose è che la squadra non poteva giocare sulla corda. È stata una certa carenza da un punto di vista del gioco, una volta finito il campionato forse si poteva fare un tipo di ragionamento diverso. Il miracolo paradossalmente era stato fatto, ma l'abbiamo bruciato noi col tempo. [...] Le due vittorie (Palermo e Barcellona) non erano scontate. Diciamo che ci è mancato qualcosa. Perché non ci dormo la notte? Perché chi meglio di me, a un certo punto, ha creduto veramente di averlo vinto il campionato? Mentalmente ero ormai convinto che ce l'avremmo fatta. Ma ci è sfuggita. Perché? Sono autocritico. Qualcosa l'avrò sbagliata. Ma non c'è dubbio su questo. In mezzo a tutto quello che ho fatto, dovevo fare qualcosa in più. Forse mettere un attaccante in più. Ma la squadra ha fatto un percorso straordinario. [...] Ci è mancata quella continuità di gol o la fortuna: pali, traverse, salvataggi sulla linea... I numeri non mentono. Abbiamo fatto 94 gol. Però se non fai gol gira male".


Sulla spinosa questione del ricorso legale presentato dalla società, per cui il tecnico era stato criticato dopo aver detto in passato che "i campionati si vincono sul campo", Torrisi chiarisce la sua posizione: "Sulle dichiarazioni o su quello che sia il pensiero io penso che ci sono state delle situazioni in passato dove alcune squadre hanno pagato delle categorie, hanno pagato penalizzazioni di punti. Ognuno penso che debba essere cosciente e consapevole delle responsabilità che ha quando fa questo mestiere. L'Igea ha pagato a caro prezzo un errore. Se vi fossero stati altri non dovrebbero pagare? È inutile dire queste situazioni qui. Penso che ci sono le leggi che vanno rispettate. [...] Non c'è categoria, se la Reggina in C o in B... se c'è un errore è giusto che ci sia l'azione".


In chiusura, uno sguardo emozionato ma convinto verso il domani. Alfio Torrisi non ha dubbi su dove siederà la prossima stagione: "Il mio percorso di crescita sicuramente mi lascerà tanto. Allenare la Reggina è un privilegio, è una delle pochissime società che hanno storia. Qui sicuramente si respira un calcio diverso, non si parla di Serie D, non c'è categoria. Sul futuro io onestamente ho le idee abbastanza chiare: ne abbiamo parlato tantissimo con la società, avevamo già stabilito tutto quando ho firmato, quindi quello che c'è da dire lo dirà il presidente o il direttore. Sotto questo punto di vista sono abbastanza sereno. La mia volontà in ogni caso è quella di continuare con la Reggina e di portare la Reggina in Serie C. Su questo i dubbi devono essere pochi. Le chiacchiere le lascio a chi ha bisogno di compensare dei risultati che non raggiungono ogni anno".

Infine, un rapido aggiornamento sull'infermeria in vista della gara di domani: "Indisponibili abbiamo Barillà e Sartore, il resto è tutto disponibile. Rientrano in gruppo e non abbiamo altro da segnalare".

La Reggina è chiamata a chiudere la stagione regolare con dignità, rispondendo sul campo prima di tuffarsi nell'incognita dei playoff o delle aule di tribunale. La palla, da domani alle 15:00, passa al prato del Granillo.

Sezione: Serie D / Data: Sab 02 maggio 2026 alle 18:45
Autore: Francesco Vigliotti
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