Domenica 3 maggio, alle ore 15.00, il Castelfidardo scende in campo per l'ultima volta in questa stagione di Serie D. Al "Mancini" arriva il Sora per quello che sarà un match di pura formalità sul piano della classifica, ma tutt'altro che privo di significato sul piano sportivo e umano: la società fidardenese saluta la quarta serie nazionale dopo due anni di permanenza, con il rammarico di un'annata difficile che non ha lasciato scampo.
La retrocessione era ormai matematica da qualche giornata, sigillata definitivamente dalla sconfitta esterna sul campo del Fossombrone, che ha spento ogni residua speranza di agganciare la zona play-out. Un epilogo amaro per una squadra che, almeno nel girone di ritorno, aveva saputo cambiare marcia e mostrare un volto ben diverso rispetto a quello opaco dei primi mesi di competizione.
Proprio il ritardo accumulato nella prima parte del campionato si è rivelato fatale. Troppo pochi i punti conquistati nella fase iniziale, un deficit che nemmeno la reazione del ritorno è riuscita a colmare. Il calcio, si sa, non perdona i passi falsi in avvio di stagione, e il Castelfidardo ne ha pagato il prezzo con la perdita di una categoria conquistata con merito nelle stagioni precedenti.
Domenica, però, non sarà il momento dei rimpianti. La partita contro il Sora rappresenta l'occasione per congedarsi davanti al pubblico di casa con dignità e spirito competitivo, onorando fino all'ultimo minuto una maglia e una piazza che meritano rispetto. È questo il messaggio che arriva dall'interno dello spogliatoio, dove la voglia di chiudere nel migliore dei modi sembra genuina e condivisa.
A farsi portavoce del gruppo è Doudou Selemby, difensore che ha vissuto in prima persona le difficoltà e le parziali soddisfazioni di questa stagione. «Affronteremo la partita come tutte le altre e vogliamo chiudere nel miglior modo possibile la stagione», ha dichiarato il giocatore. «Abbiamo pagato la prima parte di stagione conquistando pochi punti, con il girone di ritorno più proficuo, ma non è bastato per rimanere in categoria».
Parole lucide, che non cercano alibi ma fotografano con onestà l'andamento di un'annata segnata da alti e bassi. Selemby ha poi voluto sottolineare il legame maturato con l'ambiente castellano: «Personalmente mi sono trovato molto bene in questa società ed è stata un'esperienza importante, anche nei momenti difficili abbiamo sempre dato il massimo».
Un bilancio in chiaroscuro, dunque, per il Castelfidardo di mister Stefano Cuccù: due anni in Serie D, qualche soddisfazione raccolta lungo il cammino, e ora la necessità di ripartire. Il fischio finale di domenica chiuderà un capitolo, lasciando aperta la domanda su come e da dove ricomincerà il progetto sportivo della società marchigiana.
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