L'ombra lunga della paura ha finalmente lasciato il posto al sollievo. Il Caldiero Terme si prepara ad affrontare l'ultima fatica del campionato di Serie D ospitando tra le mura amiche la Varesina, ma lo fa con l'animo di chi ha già tolto le castagne dal fuoco. La salvezza, aritmeticamente conquistata, permette ai termali di vivere gli ultimi novanta minuti con la mente sgombra, anche se mister Cristian Soave avverte: non ci saranno sconti.
Intervenuto alla vigilia del match, il tecnico gialloverde non ha nascosto il peso specifico che questa settimana ha avuto per tutto l'ambiente, scrollatosi di dosso le tensioni degli ultimi mesi. Alla domanda su quanto si senta più leggero dopo aver centrato l'obiettivo, l'allenatore è stato schietto:
"È di parecchio [l'alleggerimento, ndr], perché c'era insomma ovviamente tanta paura di andare dentro a un vortice pericoloso, un vortice che ovviamente noi tutti non meritavamo, soprattutto la mia società non merita. E poi, come dico sempre, anche gli obiettivi più piccoli in certi momenti della stagione diventano grandi e potrebbero essere invece motore di ripartenza forte, perché poi anche i piccoli obiettivi bisogna ottenerli e bisogna portarli a casa. Quindi il fatto di esserci stati dentro e di aver portato a casa l'obiettivo di rimanere in questa categoria importante e difficile, secondo me è stato bello, ecco".
Tuttavia, l'impegno di domani contro la Varesina non sarà una semplice passerella. Gli ospiti, a differenza del Caldiero, arrivano col coltello tra i denti, bisognosi di punti vitali in chiave playout. Soave predica massima serietà e rispetto per gli avversari, pur annunciando un po' di turnover per premiare chi ha faticato di più durante l'anno: "È una partita che sicuramente sarà una partita vera, perché comunque troviamo una squadra che necessita di fare dei punti per farsi poi lo spareggio salvezza. Una squadra che, non lo dico oggi perché ci giochiamo contro, ma sinceramente mi stupisce la loro posizione di classifica, un po' per la qualità della società, un po' per tanti campionati di fila che han fatto nei vertici della classifica. Però probabilmente si sono incastrati dentro a una situazione che a loro non faceva, dove la testa poi ha una valenza importante su quello che è il risultato e il campo. Quindi cerchiamo di fare una partita seria, l'ultima in casa. Sicuramente ci sarà spazio anche per qualche ragazzo che ha giocato un po' meno, perché è giusto così, e però questo non vuol dir nulla, anzi avranno grandi motivazioni per mettersi in mostra e per fare una grande partita".
Con la salvezza in tasca, la mente di un allenatore non può fare a meno di correre già al futuro e ai bilanci di un'annata vissuta sulle montagne russe. Un'annata che, per ammissione dello stesso Soave, sfugge alle normali logiche della statistica sportiva e richiederà un'analisi profonda e misurata insieme ai vertici del club nei prossimi giorni: "Ovviamente i primi pensieri e le prime valutazioni nella mia testa le sto facendo. Ovviamente sarà motivo di farlo con la società sicuramente nei prossimi giorni. Abbiamo deciso di finire la stagione e poi di trovarci. Non è una stagione facilmente valutabile, sinceramente, perché nemmeno i numeri, che per me sono la cosa insindacabile di questo sport, mi aiutano. Nel senso che comunque abbiamo fatto dei filotti importanti, delle partite importanti, non abbiamo perso neanche tantissimo, abbiamo vinto un po' pochino, però abbiamo fatto anche tanti risultati utili. Quindi è una valutazione da fare a 360 gradi, capire nei momenti difficili cosa è successo. Cercheremo di farlo con il massimo della serietà come sempre e dell'equilibrio, e però insomma qualcosa sicuramente di distorto c'è stato".
Il campo ora attende l'ultimo fischio d'inizio. Poi, per il Caldiero e per Soave, sarà tempo di sedersi attorno a un tavolo per decifrare il passato e programmare, con rinnovato slancio, il futuro.
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