Nel calcio, come nella vita, il tempismo è tutto. Ci sono squadre che partono a razzo per poi sciogliersi sul più bello, e altre che, dopo aver balbettato a lungo, scelgono il momento esatto in cui cambiare marcia. L'Albalonga appartiene senza dubbio alla seconda categoria. In un Girone G dove le posizioni di vertice assoluto sembrano ormai congelate – con la Scafatese in fuga solitaria verso il professionismo e il Trastevere solido alle sue spalle – i fari degli addetti ai lavori sono tutti puntati sulla bagarre playoff. E la squadra di Ruggero Panella, oggi, è la variabile impazzita che spaventa tutti.
Per capire il peso specifico del momento vissuto dai laziali, bisogna riavvolgere il nastro. Prima dell'attuale filotto positivo, l'Albalonga assomigliava a una fuoriserie col freno a mano tirato: per ben tredici turni, la squadra si è trascinata in un limbo di incostanza, incapace di infilare due risultati utili consecutivi. Un blocco più mentale che tecnico, che mister Panella ha avuto il merito di scardinare con pazienza e lavoro quotidiano.
La scintilla è scoccata all'inizio di febbraio, in coincidenza con la sfida al Budoni, innescando una reazione a catena devastante. Da quel momento, l'Albalonga ha smesso di specchiarsi e ha iniziato a colpire: 13 punti raccolti sui 15 disponibili nelle ultime cinque uscite. Ma a impressionare è soprattutto il doppio volto di questa squadra, capace di indossare l'abito da sera per seppellire di reti il Real Monterotondo (un roboante 5-3 a metà mese) o l'elmetto da trincea per blindare la porta, come dimostrano i soli 4 gol subiti in questa striscia dorata, a fronte di ben 12 marcature all'attivo.
La vittoria di domenica contro il Valmontone non ha portato solo i tre punti, ma ha certificato l'aggancio a quota 40 al Monastir. I sardi, attualmente terzi solo per un insignificante vantaggio nella differenza reti, guardano dallo specchietto retrovisore una squadra in totale trance agonistica, mentre loro stessi sono reduci da due pesanti scivoloni di fila. Il sorpasso, carte alla mano, sembra nell'aria.
Eppure, mister Panella sa bene che i cali di concentrazione sono il peggior nemico in questa fase. La prepotente risalita delle ultime settimane è stata costruita massimizzando i punti contro avversarie di bassa classifica, ma il calendario ora presenta il conto. Domenica prossima i laziali voleranno sull'isola per affrontare il Sarrabus Ogliastra, ottava forza del campionato a sole quattro lunghezze di distanza.
Non sarà una semplice partita di Serie D, ma un vero e proprio esame di maturità. Uscire indenni dalla Sardegna significherebbe lanciare un messaggio inequivocabile al campionato: la "pazza" Albalonga è guarita, e ai playoff farà paura a tutti.
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