Dopo la vittoria casalinga sulla Sammaurese, l’amministratore delegato de L’Aquila, Simone Bernardini, è intervenuto nel corso della trasmissione Domenica Sportiva su Rete 8 per fare chiarezza su alcuni temi caldi del club, primo fra tutti l’addio del precedente tecnico Pochesci e la conseguente scelta del nuovo allenatore, Fucili. Le parole del dirigente hanno tracciato un quadro netto delle motivazioni che hanno portato al cambio in panchina, focalizzando l'attenzione sui risultati deludenti ottenuti lontano dalle mura amiche.
Bernardini ha spiegato che la decisione di cambiare la guida tecnica è maturata dopo una serie di prestazioni insoddisfacenti in trasferta, una dinamica che la società ha ritenuto inaccettabile per una squadra come L’Aquila. "Come abbiamo visto i risultati fuori casa non arrivavano, quindi da professionisti del settore quali siamo abbiamo fatto una riunione interna per capire come ripartire perché lo dobbiamo a tutti," ha dichiarato il dirigente.
La critica si è concentrata sull’atteggiamento troppo remissivo mostrato dalla squadra lontano dal proprio stadio. "Non è pensabile che una squadra come la nostra possa andare fuori casa a subire la partita ovunque." L'episodio che ha fatto traboccare il vaso è stata la prestazione a Sora, giudicata come un punto di non ritorno. "A Sora ci siamo trovati in forte imbarazzo e abbiamo deciso di cambiare," ha confessato Bernardini, confermando che il cambio in panchina è stato dettato dalla necessità di invertire immediatamente la rotta e di ripristinare un’identità più combattiva e dominante anche in trasferta.
L'amministratore delegato ha poi chiarito le dinamiche che hanno portato alla scelta del nuovo allenatore, Fucili, sottolineando la competenza del direttore sportivo, ma anche una personale conoscenza dell’uomo. "Fucili? Il direttore sportivo mi ha chiesto di chiamarlo perché è marchigiano come me e lo conosco meglio. Poi abbiamo fatto un colloquio e lo ha fatto il direttore sportivo in primis."
Bernardini ha espresso piena fiducia nel lavoro svolto dal nuovo mister, evidenziando come i benefici del suo operato siano già visibili, soprattutto nella valorizzazione di alcuni elementi della rosa che prima erano ai margini. "Fucili sta facendo un lavoro importante con la quotidianità," ha affermato il dirigente, citando un esempio emblematico di questa ritrovata gestione delle risorse umane. "Uno dei migliori in campo delle ultime partite è stato Giorgio Mantini che col vecchio allenatore non aveva mai praticamente giocato se non ad Ascoli dove era stato il migliore dopo Di Renzo." La rinascita di un giocatore come Mantini è la prova che la scelta di Fucili sta portando risultati concreti non solo a livello tattico, ma anche nella gestione psicologica e motivazionale dei singoli calciatori.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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