Il Notaresco esce sconfitto dalla finale playoff del girone F sul campo del Teramo con il punteggio di 3-1, ma la prestazione offerta dai ragazzi di Roberto Vagnoni lascia intatto l'orgoglio per una stagione straordinaria. Il tecnico degli ospiti ha analizzato la sfida in sala stampa con grande lucidità, sottolineando come la sua squadra abbia espresso un ottimo calcio e sia rimasta in partita fino alle battute conclusive, rammaricandosi soltanto per alcuni episodi cruciali e per i troppi infortuni che hanno condizionato la gestione dei cambi nel secondo tempo.
«Giocavamo contro il Teramo con motivazioni talmente importanti, non è che noi non le avevamo perché noi comunque abbiamo fatto oggi una grande partita secondo me, al di là dell'approccio iniziale dove il Teramo sapevamo che partisse così forte, sapevamo che Carpani fa sempre gol, sapevamo che si inseriva, sapevamo tutto, però poi ecco sul gol non siamo stati bravissimi a leggere questo inserimento, però c'è da dire anche nel primo tempo noi siamo entrati in area del Teramo almeno quattro-cinque volte, vedi l'occasione di Pistilla a tre metri dalla porta, vedi le tre-quattro conclusioni di Infantino dove stavo sempre rimpallato, quindi la squadra nonostante tutto ha fatto una grande gara» ha dichiarato Vagnoni mettendo in evidenza la reazione dei suoi.
Le rotazioni forzate a causa dei problemi fisici hanno indubbiamente scombinato i piani del Notaresco nel momento migliore della ripresa, costringendo l'allenatore a ridisegnare continuamente l'assetto tattico della squadra sul terreno di gioco: «Poi abbiamo dovuto fare cambi forzati, l'infortunio di Quacquarelli, l'infortunio di Andreassi, e a un certo punto ci eravamo messi anche 4-2-3-1 con Di Carano a metà campo, poi si è fatto male Quacquarelli quindi ci ha costretto a rivedere le cose, ma la squadra ha fatto una grande gara e se poi andiamo sul 2-1, se non facciamo quella stupidaggine lì con Ciucci, che non è entrato benissimo a livello mentale secondo me, la portiamo fino alla fine, e adesso non voglio dire che avremmo fatto gol però il Teramo si era abbassato, noi stavamo giocando, il Notaresco oggi ha fatto una grande gara a livello di gioco».
Il piano partita dei padroni di casa ha sfruttato al meglio le caratteristiche dei propri elementi di spicco, in particolare la capacità di ribaltare rapidamente il fronte del gioco una volta passati in vantaggio, un fattore che ha messo a dura prova la retroguardia ospite: «Poi il Teramo quando si mette in queste condizioni che ti va in vantaggio ti può attaccare diretto con un giocatore come Giamba che ti attacca la profondità quasi sempre, tira sempre il collo, non è semplice, ma abbiamo alla fine rischiato anche il giusto e ti ho detto, se non prendiamo il terzo gol secondo me possiamo pareggiarla» ha rimarcato con un pizzico di amaro in bocca il tecnico del Notaresco.
Un grosso rimpianto nella preparazione della finale è stato rappresentato dall'assenza per infortunio di un elemento chiave nel pacchetto avanzato, che avrebbe permesso una gestione del possesso palla e dei lanci lunghi molto più efficace per scardinare la difesa avversaria: «La squadra ancora fisicamente sta bene, ringrazio il preparatore, ringrazio lo staff che ha lavorato sempre bene, quindi noi siamo arrivati bene a questa partita, però non voglio tornare indietro e trovare scuse se ci mancava Paudice che è un giocatore importante che insieme a Vandina ha giocato poco, perché se abbiamo un giocatore così forte fisicamente come Paudice insieme a Infantino, insomma, è un'altra musica e possiamo anche non spendere tante energie per giocare e fraseggiare, trovare proprio dei fraseggi per poter mettere in difficoltà l'avversario, possiamo giocare anche noi diretti su quei due e con molta semplicità, e lì diventa ancora più difficile difendere, e quindi questa assenza ci ha condizionato».
«Ma gli altri hanno fatto molto bene, oggi ho visto un grande Notaresco nonostante poi il risultato, sapevamo che il Teramo è una squadra che se sbagli fa gol, ecco la differenza che c'è tra le squadre che stanno davanti e quelle che magari lottano sotto e dove c'è tanto equilibrio ecco» ha continuato Vagnoni tracciando una linea di demarcazione sottile ma decisiva sul valore clinico delle grandi squadre rispetto alle rivali.
Inevitabile la domanda sul futuro e sulle scadenze contrattuali dopo una cavalcata trionfale che ha portato il club dalla salvezza ai playout dell'anno scorso fino all'atto conclusivo dei playoff, con una programmazione ancora tutta da scrivere con i vertici societari: «Ma il mio futuro me l'hanno chiesto tutti, ma io sinceramente con la mia società non ho mai parlato, non ci siamo messi seduti, mi aspetto sinceramente di metterci seduti e cercare di essere così complici come siamo stati in cinque minuti all'inizio della stagione, la società decide sempre e io l'intenzione mia è quella di stare qui perché sto bene, però ecco vorrei essere uno che è voluto dal Notaresco a rimanere a lungo corso».
«Non c'è l'idea perché non ci siamo mai messi seduti e quindi non c'è mai stata l'idea di Vagnoni confermato, rimane il fatto che abbiamo fatto bene, io ho fatto bene insieme alla squadra, la squadra ti fa far bene e io faccio far bene la squadra, quindi però con il Notaresco mi aspetto, come ho detto prima, un mettersi seduti e parlare, se poi si trovano le condizioni per restare io sono contentissimo, però ecco ci dobbiamo mettere seduti, spero che la società comunque ecco a breve mi chieda di metterci seduti e di trovare l'accordo, quello sì» ha puntualizzato l'allenatore richiedendo tempi brevi per la pianificazione.
Infine, un chiarimento doveroso è arrivato su un convulso episodio di nervosismo registrato proprio nei secondi finali della partita nei pressi delle panchine, una situazione che il tecnico ha preferito smorzare immediatamente riconducendola alla normale tensione agonistica di una finale: «Ma io stavo girato perché stavo a pensare ad altre cose, ma ho visto che comunque c'è stato qualcosa con Infantino, una spinta normale che può succedere, poi dopo si enfatizza un po' troppo e a fine partita dove ci sta un po' di nervosismo sono cose che succedono, possono sembrare così straordinarie ma sono cose normali secondo me».
«Sì, io sto bene, guarda caso ho fatto sempre campionati importanti, quindi ecco ti ho detto, mi aspetto che la società mi prolunghi di rimanere, e poi se ci sono i presupposti per rimanere va bene, se non ci sono... però ecco mi aspetto di metterci seduti e di parlare di programmare, quello sì» ha concluso Roberto Vagnoni riaffermando la totale disponibilità a proseguire il matrimonio con la piazza abruzzese.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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