Il verdetto finale, lungamente inseguito e giunto soltanto al termine di una logorante battaglia sul piano fisico e nervoso, premia la Nissa. Sul manto erboso dello stadio Marco Tomaselli, la finalissima dei playoff del girone I di Serie D contro la Reggina si chiude senza marcature, un risultato di parità che sorride interamente ai padroni di casa. A fare la differenza in modo definitivo, secondo le regole stabilite dal comitato, è stato infatti il piazzamento più favorevole ottenuto dalla formazione biancoscudata durante la stagione regolare, un vantaggio strategico rivelatosi l'autentica chiave di volta per il passaggio del turno.
L'avvio dell'incontro si sviluppa su binari di estrema prudenza, con le due compagini sul rettangolo di gioco chiaramente impegnate in una fase di studio tattico reciproco. La posta in palio, d'altronde, è talmente elevata da sconsigliare qualsiasi sbilanciamento offensivo precoce, traducendosi in una manovra bloccata a centrocampo. Il primo vero affondo porta la firma della squadra locale, che si rende pericolosa attraverso un'iniziativa di Terranova, la cui conclusione viene però respinta prontamente dall'estremo difensore avversario in traiettoria.
La sfida agonistica si accende poco dopo a causa di un episodio spigoloso a metà campo, quando Rotulo commette un intervento durissimo ai danni dell'esterno ospite Giuliodori. Il direttore di gara decide di sanzionare l'accaduto estraendo soltanto il cartellino giallo, una decisione che suscita non poche proteste tra le fila dei calabresi, convinti che l'entità del fallo potesse giustificare un provvedimento di espulsione diretta dal terreno di gioco. Scampato il pericolo, la retroguardia siciliana trema sul fronte opposto per via di una fiammata amaranto.
L'azione degli ospiti si sviluppa sull'asse composto da Ragusa e Mungo, con quest'ultimo che riceve un ottimo suggerimento e scaglia una violenta staffilata a colpo sicuro dall'interno dell'area di rigore. La traiettoria, destinata a creare seri grattacapi, viene tuttavia murata in modo provvidenziale dal corpo di un difensore di casa, abile a posizionarsi sulla linea di tiro. La prima frazione di gioco scivola via verso la conclusione senza regalare ulteriori sussulti significativi alle tifoserie presenti sugli spalti.
La pausa negli spogliatoi si esaurisce senza che i due allenatori, Francesco Di Gaetano e Alfio Torrisi, decidano di apportare modifiche agli undici titolari iniziali. L'avvio della ripresa vede la formazione di casa scendere in campo con un piglio decisamente più propositivo e intraprendente, cercando di schiacciare gli avversari nella propria metà campo. La retroguardia degli amaranto regge comunque l'urto grazie alla grande attenzione del portiere Lagonigro, sempre reattivo e puntuale nelle uscite.
La reazione dei calabresi non si fa attendere e si concretizza intorno al dodicesimo minuto del secondo tempo, quando Ferraro si libera sulla corsia di competenza e fa partire un tiro insidioso indirizzato sul primo palo. L'estremo difensore di casa, Castelnuovo, risponde da campione distendendosi in tuffo e deviando lateralmente la minaccia. L'allenatore degli ospiti tenta di dare freschezza al reparto avanzato inserendo nuove forze dalla panchina nel corso della frazione.
I successivi assalti offensivi condotti da Di Grazia, dallo stesso Ferraro e dal neo-entrato Edera non riescono tuttavia a produrre gli effetti sperati, andando a infrangersi contro l'organizzato muro difensivo eretto dai biancoscudati. Al ventottesimo della ripresa la Reggina va nuovamente vicinissima al gol del vantaggio con Distratto, il quale penetra in area e scaglia un destro potente che trova però la prodigiosa risposta di Castelnuovo, autore di un riflesso felino che salva il risultato.
La girandola dei cambi modifica l'assetto delle due squadre nel finale, con l'ingresso sul terreno di gioco dello specialista Kragl tra le fila dei locali. Il calciatore tedesco tenta subito di lasciare il segno provando a sorprendere Lagonigro con una conclusione velenosa; il portiere ospite è bravo a smanacciare la sfera, sventando il pericolo prima che il successivo diagonale rasoterra di Rapisarda si spenga di un soffio a lato del palo lontano.
Proprio allo scadere dei novanta minuti regolamentari si consuma l'episodio che avrebbe potuto cambiare la storia della partita e dell'intera stagione. De Felice si ritrova sul piede il pallone della possibile gloria a pochissimi passi dalla linea di porta, ma fallisce incredibilmente l'impatto decisivo mandando la sfera oltre la traversa a portiere battuto. L'errore macroscopico trascina inevitabilmente la contesa ai tempi supplementari, dove la stanchezza e la paura di perdere prendono il sopravvento.
Nel corso dei due extra-time i ritmi calano vistosamente e non si registrano occasioni da gol degne di nota, se si esclude il cartellino rosso sventolato ai danni di Giuliodori al quattordicesimo minuto del secondo tempo supplementare, un provvedimento che lascia la Reggina in inferiorità numerica per gli ultimi istanti. Al triplice fischio del direttore di gara Zini di Udine, dopo una serie di brevi recuperi, può esplodere la grandissima festa della Nissa per un successo storico che premia la solidità dei siciliani.
Nissa-Reggina 0-0 (d.t.s.)
Nissa: Castelnuovo; Tamajo, Bruno, Cusumano; Rapisarda, Palermo, Rotulo (33’ st Kragl), Provenzano (47’ st Cittadino), Lanza; Terranova (33’ st Alagna), De Felice. A disp.: Dregan, Agnello, Tumminelli, Silvestri, Bonta, Napolitano. All. Francesco Di Gaetano.
Reggina: Lagonigro; Giuliodori, R. Girasole, D. Girasole, Distratto (36’ st Porcino); Laaribi (1' 2ts Barillà), Fofana (36’ st Macrì); Ragusa (15’ st Edera), Mungo (36’ st Palumbo), Di Grazia; Ferraro. A disp.: Summa, Adejo, Desiato, Guida. All. Alfio Torrisi.
Arbitro: Zini di Udine (Scorteccia di Firenze e Merlina di Chivasso).
Note: espulso Giuliodori al 14' 2ts. Sono stati ammoniti: Cusumano, Rotulo, Ferraro, R. Girasole e Tamajo. Recupero: 2’, 4’, 1' e 1'.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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