Il verdetto emerso dal rettangolo verde al termine della finalissima degli spareggi post-campionato ha scatenato la grandissima esultanza di tutto l'ambiente biancoscudato, capace di far proprio il mini-torneo del raggruppamento grazie alla migliore posizione ottenuta nella stagione regolare.

Al termine del match, il massimo esponente della società siciliana, Luca Giovannone, è intervenuto pubblicamente per tracciare un bilancio e commentare la bellissima e intensa sfida calcistica andata in scena, manifestando grandissima stima per la compagine avversaria.

Il numero uno del club ha voluto evidenziare lo spessore tecnico e il blasone delle formazioni che si sono date battaglia, affermando con decisione: «sono fermamente convinto che oltre al Savoia anche Nissa e Reggina meritavano la Serie C».

L'ammirazione nei confronti del sodalizio calabrese e della sua gloriosa storia sportiva è emersa chiaramente dalle successive parole del patron, il quale ha aggiunto che «la Reggina è fortissima e voglio rivederla prima possibile in Serie A».

Il successo ottenuto sul campo spalanca adesso le porte a possibili scenari di ammissione alla categoria superiore per vie burocratiche, un'opportunità che la dirigenza intende perseguire con estrema convinzione e ottimismo nei prossimi mesi.

La massima carica dirigenziale ha voluto fare il punto sulla situazione strutturale e sulle reali chance del club di salire tra i professionisti, chiarendo che «ci credo ai ripescaggi, siamo terzi guardando anche chi ci sta davanti. Lo stadio non sarebbe un problema, servirebbero soltanto piccoli ritocchi. Adesso però ci godiamo questa festa».

L'occasione è stata utile anche per fare definitiva chiarezza attorno ad alcune indiscrezioni di mercato societario circolate con insistenza nell'ultimo periodo, che volevano il patron interessato a investire proprio nella compagine dello Stretto.

Il presidente ha voluto smentire in maniera categorica queste voci di corridoio, spiegando come sono andate realmente le cose in passato e ammettendo che «io alla Reggina? No, non c’è mai stata questa possibilità, o meglio è mancato l’attimo fatale».

Nel corso della sua approfondita analisi, l'imprenditore ha colto l'occasione per tracciare un parallelismo con una sua precedente ed importantissima esperienza vissuta nel calcio d'élite nazionale al timone di un club storico del nord Italia.

Il ricordo della passata gestione ha permesso al patron di evidenziare le differenze con l'attuale e calorosa accoglienza ricevuta in Sicilia, dal momento che «ho salvato il Torino, poi l’ho dovuta lasciare a Cairo perché la piazza voleva un piemontese. Qui invece mi adorano».

La considerazione finale del presidente è stata un'ulteriore ed esplicita attestazione di stima per l'incredibile passione che caratterizza la tifoseria amaranto, considerata una realtà assolutamente d'alta classifica nel panorama nazionale per attaccamento ai colori.

Il numero uno biancoscudato ha concluso la sua disamina svelando i dettagli del suo ritorno nel mondo del pallone, chiosando: «quando ho pensato di rientrare nel calcio non c’era la Reggina. Per me resta una delle prime otto piazze d’Italia, como calore addirittura la prima».

Sezione: Serie D / Data: Lun 18 maggio 2026 alle 09:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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