La stagione della Reggina si chiude ufficialmente sul campo della Nissa al termine dei tempi supplementari. Gli amaranto non riescono a scardinare lo 0-0 che, in virtù del miglior piazzamento in classifica dei padroni di casa, decreta l'eliminazione dai play-off. In sala stampa, l'allenatore Alfio Torrisi ha analizzato il match e l'intera annata con grande schiettezza, non nascondendo le difficoltà strutturali e psicologiche vissute dal gruppo nell'ultimo periodo.
«Intanto buonasera a tutti, mi preme esordire facendo i complimenti alla Nissa per la vittoria dei play-off, per la stagione che ha fatto e soprattutto vorrei fare i complimenti alla città di Caltanissetta e alla grande sportività che abbiamo trovato oggi, che penso sia anche corretto sottolineare anche perché non è scontato e non è facile trovare un ambiente come quello che si è trovato oggi» ha dichiarato il tecnico in apertura, applaudendo il clima dello stadio.
«Quindi viva lo sport e questo è dimostrazione che le cose si possono fare anche in modi diversi e si può tifare in un modo sano e genuino come ha fatto l'intera città oggi, la curva e anche la tribuna centrale, detto questo, sì, la nostra spada di Damocle anche oggi è stata quella che ci ha commesso in tutta la stagione, una squadra che purtroppo realizza poco» ha proseguito analizzando i difetti cronici sotto porta.
«Non siamo stati come sempre incisivi e feroci in area di rigore e abbiamo creato contro la seconda miglior difesa del campionato a casa loro cinque occasioni gol limpide, importanti, bravo anche il loro portiere su qualche occasione, ma noi poco precisi, poco cattivi, abbiamo penso affrontato una squadra importante che secondo me soprattutto nel reparto offensivo ha i migliori giocatori del girone» ha aggiunto il mister.
«Noi dal canto nostro abbiamo penso offerto una prestazione di qualità buona, consapevoli che comunque arrivavamo a Caltanissetta con una situazione mentale diversa dalla Nissa, dove loro tenevano tantissimo a questa partita e l'hanno dimostrato, noi penso abbiamo onorato l'impegno nel miglior modo possibile però è inutile nasconderci, nessuno di noi voleva fare questi play-off» ha confessato apertamente Torrisi.
«Dopo la delusione di quella grande rincorsa che abbiamo fatto, che poi non si è concretizzata, sapevamo che comunque a livello mentale, accompagnata anche alla situazione che c'è in città, non venivamo qua nelle migliori occasioni, nella migliore condizione, detto questo penso che entrambe le squadre hanno fatto una buona partita e hanno avuto le occasioni» ha spiegato l'allenatore riguardo al contraccolpo psicologico patito dalla squadra.
«Le ha avute la Nissa per fare gol, le abbiamo avute noi anche per poter fare gol e il risultato alla fine forse è anche giusto per quello che hanno espresso le due squadre e la classifica del campionato, prima la Nissa com'è giusto che sia, quindi complimenti a loro e noi guardiamo a casa nostra e pensiamo al domani» ha concluso sul match, prima di rispondere alle domande dei cronisti sulle scelte tattiche dei singoli.
«Secondo me abbiamo fatto una lettura diversa, non avevamo bisogno secondo me di mettere uomini in area anche perché avevamo bisogno più di scardinare la difesa della Nissa che era ben schierata, ben piazzata con cinque giocatori che difendevano a blocco basso sulla linea dell'area di rigore, l'ultima sostituzione avevo pensato di mettere Barillà che aveva l'ultimo passaggio» ha chiarito l'allenatore in merito al mancato inserimento della seconda punta.
«Poteva mettere più qualità, aveva il calcio da fuori e quindi non ho optato per le due punte e quindi, visto che già avevo cambiato gli esterni, non aveva senso fare un'altra sostituzione per poi eventualmente mettere le due punte che mi avrebbero comunque portato a far uscire Di Grazia, nonostante abbia fatto 120 minuti penso che oggi la sua prestazione è stata eccellente sotto tutti i profili» ha sottolineato difendendo le sue mosse.
«Andrea è un giocatore che da un momento all'altro, su un piazzato o cercando un guizzo, può farci vincere la partita e quindi la scelta è stata questa, la gestione delle emozioni non si può fare in automatico oppure non sono robotizzate, le emozioni vanno coltivate e vanno allenate e quando si parla di ferocia parliamo di una certa aggressività e intensità che si allena durante la settimana» ha continuato Torrisi soffermandosi sull'atteggiamento.
«A livello motivazionale non siamo arrivati bene a questa partita ma lo sapevamo, perché in città si vive una situazione che non è bella per il calcio, noi abbiamo fatto qualcosa di importante, abbiamo avuto 2,32 di media punti, la migliore media punti del campionato da quando sono arrivato io, quando la squadra era nei playout e abbiamo fatto una rincorsa incredibile che purtroppo non si è concretizzata» ha rivendicato con orgoglio.
«I tifosi sono stati fondamentali in tutto quello che si è fatto, oggi sapevamo che dovevamo e volevamo provare a vincere la partita e penso che l'abbiamo dimostrato sul campo, però quando poi l'intensità mentale va allenata e gli stimoli ti vengono a mancare diventa difficile poi farlo trasferire in campo, nonostante non siamo arrivati nel miglior momento mentale per tutte le situazioni che ci sono» ha insistito il tecnico.
«Abbiamo fatto una prestazione secondo me di qualità dove probabilmente se avessimo fatto gol l'avremmo vinta, se avesse segnato la Nissa prima l'avrebbe vinta la Nissa, alla fine non l'abbiamo persa però è normale che la classifica premia come giusto che sia la Nissa, a cui ribadisco e faccio i complimenti» ha ribadito tracciando un bilancio definitivo sul verdetto del campo.
Il focus si sposta inevitabilmente sul futuro personale del tecnico e sulle prospettive della panchina per la prossima stagione: «Io non mi sento di dire nulla, io aspetto la società, c'ho un anno di contratto e spero che a breve possiamo sederci e discutere come eventualmente, quali sono le basi e le intenzioni di affrontare la stagione, e poi da lì si deciderà il mio futuro, è molto semplice».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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