Tre giorni di lavoro intensi e immediati prima del primo vero e importante test sul campo. Massimo Morgia ha iniziato a dirigere la squadra nel pomeriggio di giovedì scorso e, dopo soli tre allenamenti, si è subito tuffato nella mischia in vista della sfida contro il San Donato Tavarnelle, formazione che si trova a ridosso dei rossoneri in classifica. In occasione della sua prima conferenza stampa, il neo tecnico ha analizzato le sensazioni vissute in questi primi giorni e le prospettive della sua gestione.

«Ho avuto ottime sensazioni dai primi allenamenti, ho visto ragazzi che mi seguono, che hanno voglia, responsabilità e sorriso. Sono molto felice di questo primo impatto, non sono emozionato ma determinato, l'emozione probabilmente la proverò domani sulla panchina che hanno occupato tre maestri, Meregalli, Vitali e Bergamasco che mi hanno trasmetto tanto da tutti i punti di vista e tre grandi come Simoni, Orrico e Scoglio. Anche da loro ho imparato un sacco di cose. Domani sedendomi su quella panchina, sicuramente un po' di emozione ci sarà: sono un uomo ed è normale averle».

L'approccio umano e professionale del tecnico si fonda su principi ben precisi trasmessi alla rosa fin dal primo giorno, con un chiaro richiamo alle ambizioni stagionali del club.

«Cosa ho trasmesso ai ragazzi? Quello che mi ha sempre contraddistinto da allenatore e da giocatore: il coraggio e non la paura, mai vergognarsi. Questo anno era partito con ambizioni chiare e io non le voglio mollare».

Capitolo formazione e scelte tattiche, il nuovo allenatore mantiene il massimo riserbo sugli undici titolari che scenderanno in campo, pur confermando in modo inequivocabile la propria identità di gioco e l'impostazione offensiva.

«La formazione? Ce l'ho ben chiara ma la tengo per me, nessuna anticipazione. Tre punte? Ci saranno sempre e se non ce l'ho ci faccio giocare un difensore che farà la punta, con questo modulo ci sono cresciuto».

Riguardo agli avversari di giornata e alla gestione del reparto arretrato e dei portieri, Morgia mostra grande pragmatismo e totale fiducia nello staff e nei collaboratori che lo affiancano quotidianamente.

«Il San Donato? C'è chi controlla per me gli avversari, è una squadra che ha fatto abbastanza bene. Il portiere? Ho due portiere e un preparatore che ci lavora dall'inizio della stagione e a lui mi affido per la prima scelta ora, poi ci sarà uno che sarà titolare e non intendo alternarli. Anche io avrei comunque scelto due quote».

Sezione: Serie D / Data: Sab 07 novembre 2026 alle 15:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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