Il Nardò non va oltre lo zero a zero in casa dove ha ospitato ieri il Molfetta. Un risultato che non ha fatto particolarmente piacere ai tifosi soprattutto perché arriva dopo il pareggio, ottenuto col medesimo risultato, contro il Fasano.
A commentare il match il tecnico Nicola Ragno: «Preoccupa il pari? A me non preoccupa, abbiamo otto punti in quattro partite, due punti a partita, una media medio-alta. Ci sono partite che possiamo vincere, ci sono partite che possiamo pareggiare, sicuramente ci saranno delle partite che perderemo per un discorso di statistiche. Ritengo che questo punto alla fine quando non si può vincere bisogna non perdere. Perché abbiamo cambiato modulo? Siamo partiti con un modulo e poi poi non mi stava piacendo e quindi abbiamo cambiato già in corso nel primo tempo. Abbiamo avuto difficoltà all'inizio, anche se poi a tratti abbiamo fatto bene noi e a tratti hanno fatto bene loro. Ritengo che alla fine il pareggio sia giusto perché loro il secondo tempo penso che tiri in porta non abbiano fatti. Noi abbiamo cercato, anche a volte disordinatamente, di entrare in area di rigore e ci è riuscito più di una volta. Ci è mancato il guizzo vincente, ci è mancata la giocata vincente, però tutto sommato ripeto direi che il pareggio sia stato giusto. Noi in queste domeniche ci siamo anche adattati al parco giocatori che avevamo in rosa, non dimentichiamo che ci mancano due pilastri dietro anche se la difesa in queste tre partite con l'assenza sia di Russo che di Ranzolla bene o male ha concesso poco. Col Molfetta forse abbiamo concesso una o due palle in più però noi di fronte avevamo una squadra che ha investito tanto quest'anno. È una squadra che punta alle prime cinque posizioni. È chiaro che adesso il commento non bisogna farlo in base alla classifica perché se guardiamo la classifica e vedi Molfetta ha due punti... Io direi che Molfetta è una squadra che ha investito più di noi. Però a me non piace fare questi commenti, a me piace essere realista e trasparente. Noi abbiamo una squadra che deve cercare come obiettivo principale di fare quei famosi 42 punti. Poi, e lo dico per l'ultima volta perché non voglio essere ripetitivo, se qualcuno ha inizialmente ha sognato qua non si sogna. Questo è un campionato difficilissimo dove ci sono tantissime squadre, almeno otto, nove, dieci squadre che hanno investito tanto. Quindi si fa già fatica a trovare le squadre tra play out e retrocessione diretta. Quindi non dobbiamo preoccuparci di questo ma allo stesso tempo dobbiamo cercare di fare punti ed essere realisti. Se poi vogliamo dire che questa squadra può arrivare al primo posto, ci può arrivare ma ci si arriva con tutte le condizioni possibili immaginabili. Penso che gli investimenti nostri non siano come quelli del Brindisi o del Casarano. Parlo di queste due squadre perché ritengo queste due alla lunga saranno le due che dovrebbero sulla carta allontanarsi. Noi dobbiamo pensare a noi stessi, a fare il nostro campionato, a fare punti. C'è rammarico che abbiamo fatto due partite, due pareggi per zero a zero, però c'è il lato positivo che non abbiamo preso goal e quindi siamo la miglior difesa del campionato, parliamoci chiaro, e come attacco non siamo tra i peggiori. Io non sono preoccupato per niente. Vedo più preoccupanti altre situazioni. Noi dobbiamo essere realisti e la realtà nostra è quella di cercare di fare quanti più punti. Se portiamo questa media di 2 punti a partita direi che dopo questa media ci porterà molto ma molto lontano. Io spero che che si continui così. Quindi il nostro motto è sempre quello: si scende in campo per vincere perché anche col Molfetta siamo scesi in campo per vincere nn certamente per portare via uno zero a zero. Però di fronte avevamo una signora squadra, guardate la rosa loro. Poi è chiaro che la vedevi là sotto ad un punto e dici oggi si vince sicuramente. No, non è così. Ecco perché quando dico che le partite sono più difficili, le partite e i punti bisogna guadagnarli sudando. Quest'anno bisogna guadagnarli, non c'è una squadra materasso. Quindi si può perdere e vincere contro chiunque in casa e fuori casa. L'importante è che si fanno questi due punti e non si soffre come si è sofferto l'anno scorso. Anzi, l'anno scorso deve portare da esempio, se poi ci vogliamo illudere, illudiamoci, però io sono molto concreto e non voglio illudere nessuno. abbiamo preso due partenze che non mi son piaciute. Quindi diciamo che più che altro dobbiamo migliorare sotto questo aspetto. Però io porto avanti sei uomini, a volte anche sette. Il rischio di una ripartenza ci può essere. Ognuno ha un suo compito. Non è come la playstation».
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