Il pareggio ottenuto dalla Paganese sul campo del Ferrandina ha lasciato un retrogusto amaro in casa azzurrostellata, non tanto per il risultato in sé, quanto per la gestione emotiva e tattica della sfida.
Al termine del match, il tecnico Novelli ha analizzato la prestazione dei suoi uomini, sottolineando come un approccio troppo teso abbia condizionato lo sviluppo della manovra fin dai primi minuti di gioco.
«Siamo partiti decisamente male nei primi quindici minuti, commettendo errori che solitamente non ci appartengono e questo è sintomo di una tensione eccessiva che non porta da nessuna parte» ha spiegato l’allenatore.
Nonostante il vantaggio iniziale, la squadra non è riuscita a mantenere la lucidità necessaria per chiudere la contesa, facendosi trascinare dall'istinto e perdendo quella calma olimpica fondamentale per interpretare i momenti del match.
Secondo Novelli, la frenesia è stata il nemico principale dei campani, impedendo ai calciatori di individuare i varchi giusti per colpire nuovamente o per gestire il possesso palla in modo proficuo.
«Quando si gioca con il timore o con l'ansia di dover vincere a tutti i costi, si finisce per non vedere le giocate più semplici e per forzare situazioni che richiederebbero invece maggiore serenità» ha proseguito il mister.
Un episodio significativo è stato l’infortunio di Piga, un elemento che garantisce profondità e spinta, ma Novelli ha voluto sgombrare il campo da ogni possibile giustificazione legata alle assenze individuali.
«L'uscita di Piga ha cambiato qualcosa a livello tattico, ma la forza di una squadra non deve mai poggiare su un solo giocatore, deve dipendere da un'idea collettiva che oggi è mancata nelle letture» ha ribadito con fermezza.
Nel secondo tempo, nonostante i tentativi di aumentare il peso offensivo inserendo più punte, la Paganese non ha trovato la via del gol, pagando anche una certa sterilità nei cross e nei duelli fisici.
L’allenatore ha poi evidenziato un limite comportamentale: «Troppo spesso cerchiamo il fallo cadendo a terra invece di restare in piedi per lottare e trovare l'appoggio verticale; l'arbitro non fischia tutto e noi perdiamo l'occasione di determinare».
Con lo sguardo rivolto al futuro e alla prossima trasferta contro l'Aversa Normanna, Novelli ha voluto fare chiarezza sugli obiettivi stagionali, cercando di abbassare la pressione che circonda l'ambiente.
«Non guardo le altre squadre e non paragonateci subito alla vetta; il nostro percorso è basato sulla crescita quotidiana e sulla misurazione del nostro reale potenziale, senza obblighi di vittoria del campionato» ha chiarito il tecnico.
La maturazione del gruppo passa proprio attraverso queste difficoltà, imparando a gestire l'attesa e il peso delle partite che aumentano di importanza man mano che ci si avvicina alla conclusione del torneo.
«È una questione di testa: più le gare diminuiscono, più qualcuno potrebbe avvertire la pressione inconsciamente, ma dobbiamo essere bravi a ritrovare quella tranquillità che ci permette di esprimere il nostro calcio» ha concluso Novelli.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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