Il Giulianova torna a far festa tra le mura amiche, conquistando tre punti di fondamentale importanza contro un Atletico Ascoli che si presentava all'appuntamento in uno stato di forma smagliante. La formazione ospite, reduce da una striscia di imbattibilità che durava ormai dalla ventesima giornata, si è dovuta arrendere alla foga agonistica dei giallorossi, capaci di ribaltare l'inerzia del match dopo un avvio complicato.
Al termine della sfida, l’allenatore Rosario Pergolizzi ha analizzato con estrema lucidità il doppio volto mostrato dai suoi ragazzi nel corso dei novanta minuti. Il tecnico ha ammesso con un sorriso che tra il primo e il secondo tempo è accaduto l’esatto opposto di quanto si vede solitamente sui campi di calcio, ovvero una trasformazione radicale in positivo dopo una frazione di sofferenza.
Secondo la lettura di Pergolizzi, l'approccio iniziale è stato condizionato da un eccessivo timore reverenziale che ha schiacciato la squadra nella propria metà campo. «Siamo entrati con paura, avevamo un baricentro troppo basso», ha spiegato il mister, sottolineando come la timidezza tattica stesse rischiando di compromettere il risultato contro un avversario qualitativamente valido.
Tuttavia, il rientro dagli spogliatoi ha mostrato un Giulianova rigenerato e molto più aggressivo, capace di alzare la linea di pressione e mettere in crisi le fonti di gioco ascolane. «Nel secondo tempo alzando il baricentro e pressandoli di più la squadra è cambiata, un ottimo secondo tempo», ha aggiunto l'allenatore, visibilmente soddisfatto della reazione caratteriale dei suoi giocatori.
L'elogio del tecnico non è mancato nemmeno nei confronti degli avversari, descritti come una compagine completa e strutturata, ma superata oggi dalla voglia di vincere dei padroni di casa. Pergolizzi ha rimarcato la superiorità morale dei giallorossi nella ripresa: «Sono un’ottima squadra, che sa giocare a calcio e ha forza fisica, hanno il giocatore giusto in ogni ruolo. Noi abbiamo messo qualcosa in più, abbiamo avuto più fame».
La chiave del successo, secondo la visione dell'allenatore, risiede proprio nella capacità di liberare la testa dalle pressioni e dai cattivi pensieri che avevano bloccato le gambe nella prima parte di gara. «Quando non pensi e sei libero mentalmente fai queste prestazioni», ha commentato, evidenziando come la serenità psicologica sia il motore principale per esprimere il potenziale tecnico dei singoli.
Con il turno infrasettimanale ormai alle porte, il Giulianova si proietta verso la prossima sfida con un morale decisamente rigenerato. Vincere uno scontro diretto di questo livello permette di affrontare il recupero delle energie con una predisposizione mentale differente, nonostante le fatiche fisiche che accomuneranno tutte le formazioni impegnate nel torneo.
Pergolizzi ha paragonato il cammino della sua squadra a quello delle formiche, sottolineando l'importanza di accumulare punti preziosi in vista dei momenti di flessione che inevitabilmente arrivano nel corso di una stagione. «Anche quando si vincono i campionati ci sono dei periodi di magra, e come le formiche devi portare a casa il mangiare che ti servirà dopo», è stata la metafora utilizzata dal tecnico.
Il mantra per il finale di campionato resta quello del pragmatismo estremo: saper soffrire e non uscire mai dal campo a mani vuote, specialmente quando la giornata non permette di puntare al bottino pieno. «Quando non puoi vincere non devi mai rischiare di perdere, devi portare a casa qualcosa perché ti fa lavorare», ha ribadito, confermando la crescita costante del gruppo e la sana competizione interna.
Un capitolo a parte è stato dedicato al futuro della panchina e alla crescita societaria del club. Sebbene la questione tecnica resti aperta, Pergolizzi ha espresso parole di grande stima per la proprietà, invitando la piazza a tenersi stretto il vertice del club per garantire quella stabilità necessaria a un progetto ambizioso in una piazza storica come quella abruzzese.
Sulla sua permanenza, il mister ha lasciato intendere che ogni decisione andrà ponderata in un clima di confronto costruttivo: «Il mio futuro? Io ho sempre lasciato la porta aperta, ma come tutte le famiglie bisogna sedersi e parlare». L'obiettivo comune resta comunque la continuità, cercando di mantenere la personalità e la forza anche nei periodi meno brillanti della stagione.
L'elogio finale è andato nuovamente alla presidenza, considerata una figura rara nel panorama calcistico attuale per la capacità di lasciare autonomia allo staff tecnico. «Indipendentemente dalla mia scelta questa città deve tenersi stretto il Presidente, è una persona che ti lascia lavorare e nel calcio vuole crescere», ha concluso Pergolizzi, ribadendo che Giulianova ha tutte le potenzialità per un futuro radioso.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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