Un pareggio a reti bianche che vale tanto, un punto sudato contro un avversario scorbutico e un ambiente che deve ritrovare compattezza. È un'analisi lucida, a tutto campo e a tratti viscerale, quella di mister Niccolò Pascali nel post-partita di Orvietana-Cannara. Chi si aspettava un allenatore deluso per la mancata vittoria casalinga, o per una prestazione offensiva meno brillante rispetto alle uscite contro Trestina e Tau, si è trovato davanti un tecnico orgoglioso del percorso di maturazione della sua squadra.
A chi gli ha fatto notare una certa spuntatezza in avanti, con il primo vero tiro in porta arrivato solo allo scadere, Pascali ha risposto difendendo a spada tratta il risultato e il valore degli avversari: "Oggi (ieri per chi legge, ndr) una partita da 0-0, la partita che ci aspettavamo, perché se n'era anche parlato in settimana. È una squadra che, continuo a dire, gioca sicuramente un calcio migliore di tanti altri avversari che abbiamo avuto, e gli faccio i complimenti perché sinceramente mi fa ridere quando vengono giudicate le squadre prima della matematica. Mi fa tanto ridere. Ci sono gli esempi sotto gli occhi di tutti, dal calcio che conta fino al nostro, succede sempre di tutto nei campionati. Il Cannara è venuto qua perché si può ancora salvare. E quindi è venuto a giocarsi la partita perché si deve salvare, esattamente come noi. A me fa ridere quando si giudicano le partite prima di giocarle, noi sapevamo che era una partita difficile".
Nessun dramma, dunque, ma la consapevolezza di aver mosso la classifica in una gara spigolosa: "Io non vedo una delusione, vedo un passo in avanti. Perché, come ci siamo detti la prima volta che ho un 'malato da guarire', sicuramente questa squadra due mesi fa questa partita la perdeva. Ma forse anche un mese fa. Perché siamo stati bravi a fare il quarto risultato dove non abbiamo preso gol in 10 partite, vuol dire che per il 40% delle partite noi non prendiamo gol. E io ai ragazzi cosa devo dirgli? Sicuramente di sfruttare meglio le occasioni che abbiamo. Avevamo preparato una partita e il Cannara è stato bravo il primo tempo a non farcela fare. Nel secondo tempo siamo venuti fuori, i cambi ci hanno dato qualcosa in più a livello prestazionale, più intensità sicuramente. Ma io non ho mai visto in questi campionati partite facili da vincere. Il Cannara domenica scorsa è andato a vincere in casa col Ghiviborgo, che se non sbaglio ha 6 punti più di noi. Quindi cosa c'è da dire? Bravi loro, onorare il campionato fino in fondo da parte di tutti e noi rimboccarci le maniche perché giovedì c'è un'altra battaglia".
Sul fatto che i risultati degli altri campi non abbiano spronato la squadra a osare di più, Pascali è pragmatico e cita un precedente doloroso: "Dove non si può vincere, è meglio non perdere. Questo era un discorso che avevamo fatto quando si era perso col Camaiore. Lì, vedi, quella partita lì, giocata alla grande, l'abbiamo persa 2-0, creando l'impossibile. Bravo il Camaiore a sfruttare le occasioni, qui bravi a non perderla. Quindi siamo cresciuti. E io sono contento dei miei ragazzi. Chiaramente per salvarsi serve un passettino in più, serve essere ancora più consapevoli delle proprie potenzialità, del proprio valore e di quanto questa società ci stia mettendo a disposizione l'impossibile per salvarci".
Il momento più intenso della conferenza arriva quando si tocca il tasto dolente del rapporto col pubblico, sfociato nel silenzio generale dopo una richiesta di incitamento da parte di un giocatore (Savshak) a gara in corso: "È inutile che ci nascondiamo dietro a un dito, c'è stato qualche problemino col pubblico. In queste situazioni ci può stare, a Orvieto non è che c'è tutto 'sto grande pubblico, però... Io anche prima della fine ho visto a un certo punto Savshak che aveva guadagnato una punizione ed è andato a chiedere al pubblico di essere sostenuti, e la risposta è stata silenzio. Da qualche settimana qui la situazione è un po' questa. Chiaramente non aiuta, forse sarà anche per quello che in casa non si vince quasi mai. Io parto da lontano: ogni partita che vado avanti stimo sempre di più il Presidente, perché da vent'anni e passa dà una garanzia sportiva a questa città. E basti questo. Noi lottiamo perché anche oggi è voluto stare con noi nel pre-partita, starci vicino, e noi ci attacchiamo a quelle persone lì. A quelli che ci vogliono stare vicino. Come a un altro nostro tifoso che ci tengo a salutare, Manuel, che ha scritto un messaggio bellissimo, meraviglioso, che io ho letto nel pre-partita alla squadra. Noi partiamo da quelle persone, gli altri... da noi si dice 'le chiacchiere le porta via il vento e le biciclette i livornesi', io lo posso dire... Però non bisogna dargli poi tutto 'sto peso, perché 'ste cose nel calcio capitano. I ragazzi lo sentono l'appoggio. E io ci muoio per questi ragazzi, non è un problema. Se c'è da morire, si muore insieme. Ci metto la faccia io come sempre, perché so quello che mi danno in settimana, mi danno tutto e di più. So quello che mi dà la società, so il direttore quanto ci tiene e dà la vita, so il direttore generale quanto ci tiene, so il magazziniere, so tutto. E do valore a tutti. E allora pretendo lo stesso valore per i ragazzi, non per me, a me possono dire che sono l'ultimo arrivato, non me ne frega niente. Tanto ci sono abituato, c'ho un fegato... non è un problema. È sedici anni che alleno. Perché ho 39 anni, la faccia da ragazzotto, ma è 16 anni che alleno, e probabilmente con tutti gli anni che ho fatto, ho visto qualcosina in più di tanta gente".
Tornando all'analisi tecnica del match, il mister ha evidenziato cosa è mancato rispetto al solito copione: "Siamo stati poco pericolosi, abbiamo creato poco. Rispetto del solito, perché questa è una peculiarità nostra, di solito creiamo tantissimo. Con il Tau abbiamo creato tantissimo. Oggi non siamo riusciti proprio a sviluppare. È come se mancasse il filtro per sviluppare l'azione. C'è stata quella bellissima azione individuale di Caon all'ultimo dove è stato molto bravo il portiere a pararla di piede, però abbiamo creato meno del solito. Anche sui calci d'angolo, a differenza di altre volte, siamo stati meno pericolosi. Dobbiamo rimboccarci le maniche e attaccarci a quello che di buono abbiamo fatto".
Infine, uno sguardo al temibile calendario che attende l'Orvietana in questo finale di stagione, a partire dal turno infrasettimanale: "Ieri il Poggibonsi non è stata certo una partita facile. Non esistono le partite facili quando ti giochi la vita. Il calendario... anche noi abbiamo dimostrato che paradossalmente abbiamo vinto col Grosseto, abbiamo fatto grandi partite a Trestina, a Tau, a Foligno. Paradossalmente con le squadre in cima alla classifica abbiamo dimostrato di essere spesso migliori di loro. Però il campionato è difficile, sappiamo che viviamo in uno dei tre gironi su nove più competitivi di tutta Italia, dove si vende cara la pelle, quindi non è assolutamente semplice. Il calendario è bene non guardarlo, è bene capire che ogni partita vale tre punti".
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