La vittoria ottenuta nel derby sardo contro l’Olbia rappresenta uno spartiacque fondamentale per la stagione del Monastir, che grazie all'1-0 interno vede ormai a un passo il compimento del proprio percorso. Il tecnico Marcello Angheleddu, intervenuto nel post-partita, ha espresso tutta la propria soddisfazione per un risultato che, seppur non ancora vidimato dalla matematica, profuma di missione compiuta.
L'allenatore ha sottolineato l'importanza del successo ottenuto contro un'avversaria ritenuta in un eccellente stato di forma, capace di prestazioni offensive di rilievo nelle ultime uscite. «La vittoria di oggi ci avvicina molto al traguardo. Non è ancora matematico, ma ora lo sentiamo quasi nostro, e questo ci rende felici», ha esordito Angheleddu, evidenziando il valore dei tre punti conquistati.
La cronaca del match racconta di una sfida sofferta, dove il Monastir ha dovuto fare i conti con la qualità tecnica superiore degli avversari, riuscendo però a colpire su una situazione di palla ferma. Fondamentale, nell'economia della gara, è stato l'apporto dell'estremo difensore di casa, protagonista di alcuni interventi che hanno blindato il vantaggio minimo.
«Sapevamo che ci sarebbe voluta la massima attenzione. Abbiamo sofferto, ma siamo stati sostenuti da parate importanti, in particolare due del nostro portiere Eugenio Fusco, e sono felice della sua prestazione», ha spiegato il tecnico, ammettendo che nella ripresa la squadra ha faticato a trovare il raddoppio nonostante alcune buone occasioni iniziali.
La pressione dell'Olbia ha costretto i padroni di casa a una variazione tattica in corso d'opera per arginare la fisicità e l'intelligenza nelle giocate dei bianchi. Angheleddu ha infatti optato per un assetto difensivo più coperto: «Successivamente ci siamo dovuti abbassare, passando a una difesa a cinque, perché subivamo la loro fisicità e la loro qualità».
Nonostante le buone notizie dal campo, l'infermeria ha presentato il conto già durante la prima frazione di gioco con gli stop forzati di Masia e Naguel. Se per il primo si tratta di una contusione da impatto, per il secondo si teme un interessamento muscolare. Tuttavia, la profondità della rosa permette al mister di guardare con fiducia ai prossimi impegni ravvicinati.
«Fortunatamente abbiamo una rosa che ci permette di attingere anche da chi è rimasto fuori. Questo ci dà la possibilità di affrontare giovedì con grande ottimismo e di iniziare a sognare qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava insperato», ha dichiarato l'allenatore, lanciando un messaggio di ambizione a tutto l'ambiente.
Il tecnico non ha fatto mistero di un pizzico di fortuna nel computo totale della gara, riconoscendo i meriti di un'Olbia che forse avrebbe raccolto di più in altre circostanze. «Oggi l’Olbia probabilmente meritava qualcosa in più, viste anche le parate decisive del nostro portiere, ed è uscita a mani vuote», ha ammesso con onestà intellettuale.
Il focus si sposta ora sulla trasferta di Anzio, dove il Monastir cercherà di invertire un trend esterno che finora non ha sorriso particolarmente ai colori neroverdi. La recente pesante sconfitta contro la Scafatese è servita da lezione per comprendere i limiti da correggere quando si affrontano formazioni di alto profilo tecnico.
«Dobbiamo alzare l’asticella della concentrazione, perché concedere certe opportunità a squadre così è pericoloso», ha ammonito Angheleddu, ricordando che il lavoro dello staff si concentrerà proprio sul limare quelle disattenzioni che lontano dalle mura amiche sono costate care in termini di gol subiti.
Un tema caldo che circonda la piazza riguarda anche il possibile ingresso in società di una nuova figura imprenditoriale, un passaggio che potrebbe garantire una stabilità ancora maggiore e prospettive di crescita ambiziose. Il tecnico ha confermato di aver avuto contatti costruttivi con il potenziale investitore, focalizzandosi sugli aspetti legati al campo.
«È stata una chiacchierata molto costruttiva e speriamo che possa darci manforte, diventando un punto di slancio per questa piazza che negli ultimi tre anni ha visto una crescita enorme», ha spiegato Angheleddu, convinto che i risultati positivi siano il miglior biglietto da visita per attrarre nuove risorse e alimentare l'entusiasmo.
La soddisfazione più grande per lo staff tecnico rimane però la crescita individuale dei singoli atleti, molti dei quali alla prima esperienza vera in categoria o in cerca di rilancio. Vedere i propri giocatori finire sotto la lente d'ingrandimento degli addetti ai lavori è motivo di vanto per chi lavora quotidianamente sul rettangolo verde.
«Per lo staff, questa è la più grande soddisfazione e ne andiamo fieri. Il punto di ripartenza deve essere chiaro: l’obiettivo personale e la voglia dei ragazzi di conquistare qualcosa di importante», ha chiosato il mister, chiudendo il suo intervento con un richiamo alla fame agonistica necessaria per questo finale di stagione.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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