Il Piacenza esce dal campo del Lentigione con una sconfitta per 3-1 che lascia l'amaro in bocca e apre riflessioni profonde sulla tenuta mentale e agonistica della squadra. Al termine della sfida, Arnaldo Franzini ha analizzato il match sottolineando come, al di là del punteggio finale, la differenza sostanziale si sia vista soprattutto nell'approccio emotivo.
Secondo il tecnico, gli avversari hanno messo in campo una ferocia superiore, dettata probabilmente dalla consapevolezza di giocarsi una fetta importante della propria stagione. «Sicuramente dal punto di vista dell'intensità e della cattiveria, della voglia di vincere, oggi si vedeva che loro si giocavano tanto» ha ammesso l'allenatore, evidenziando una disparità di motivazioni che ha pesato nell'economia della gara.
Nonostante il passivo, Franzini ha tenuto a precisare che, fino agli episodi chiave, la partita non aveva padroni assoluti. Per buona parte della prima frazione di gioco, infatti, le due compagini si sono studiate senza che nessuna delle due riuscisse a prevalere nettamente sul piano tecnico o tattico, mantenendo un sostanziale equilibrio che sembrava difficile da spezzare.
«Fino alla mezz'ora la partita era in equilibrio, poi non è mai un caso che si spezzi in un modo o nell'altro» ha osservato il mister, ricordando come il rigore concesso agli avversari abbia radicalmente mutato l'inerzia del confronto. Quel fischio arbitrale ha tolto certezze ai biancorossi, regalando invece grande fiducia e slancio a un Lentigione che ha saputo approfittare del momento.
A complicare i piani di rimonta del Piacenza è stato poi il raddoppio immediato, arrivato su un'incertezza difensiva che Franzini non ha faticato a definire pesante. «Il nostro errore solito clamoroso ha consegnato il 2-0 e la partita ha preso la piega quasi definitiva» ha dichiarato con amarezza, sottolineando come certi cali di concentrazione siano diventati un fardello troppo oneroso.
Nella ripresa, un timido segnale di reazione si è visto, ma la sfortuna o l'imprecisione sotto porta hanno impedito di riaprire i giochi quando il cronometro avrebbe ancora permesso una riscossa. «Abbiamo avuto la palla del 2-1 anche clamorosa per segnare subito, e lì poteva essere un segnale» ha commentato il tecnico, rammaricandosi per l'occasione sciupata che avrebbe potuto cambiare il finale.
Il clima attorno alla squadra si è fatto teso, con i sostenitori presenti che non hanno nascosto il proprio malcontento attraverso una contestazione a fine partita. Franzini, lontano dal voler alimentare polemiche, ha mostrato comprensione per l'umore della piazza, accettando le critiche come parte integrante di un percorso che non sta rispettando le attese iniziali.
«Dobbiamo rispettare i tifosi perché sono delusi come lo siamo noi di come è andato il campionato» ha affermato con onestà, aggiungendo però che non è ancora il momento di arrendersi. L'obiettivo ora è quello di blindare un piazzamento utile per la post-season: «Dobbiamo avere la forza di guardare avanti e pensare a fare il massimo cercando di arrivare in una posizione importante per i play-off».
Infine, l'allenatore ha spiegato alcune scelte di formazione, come l'assenza di Sbardella dal primo minuto, dovuta a motivi personali che lo hanno tenuto lontano dagli allenamenti settimanali, e la sostituzione di Poleddri, apparso in difficoltà sotto la pressione avversaria. Per Franzini, la priorità resta ora ritrovare compattezza per chiudere dignitosamente il torneo.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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