L'esordio di Gianni Paris nei quadri dirigenziali del Chieti non poteva essere bagnato da un risultato migliore, con il successo per 2-1 sulla Recanatese che regala ossigeno puro a tutto l'ambiente neroverde. L'avvocato marsicano, ufficialmente entrato in società come rappresentante legale, si trova subito ad affrontare una sfida su due fronti: quello agonistico del rettangolo verde e quello, ben più complesso, del risanamento economico.
Al centro del dibattito resta il progetto dell'azionariato popolare, un'iniziativa inizialmente annunciata e poi temporaneamente sospesa, che rappresenta un pilastro della nuova strategia di sostentamento. Paris ha voluto chiarire la situazione ai microfoni di Rete8, esprimendo il proprio dispiacere per il rinvio di uno strumento che avrebbe garantito una maggiore velocità nei flussi di cassa per i tesserati.
«Mi dispiace perché mi avrebbe aiutato e avrebbe aiutato tutti i tesserati eccetera ad accelerare quelle che sono le entrate di ognuno, però è soltanto rimandato perché ormai fa parte della forma giuridica di sostentamento del club», ha spiegato il dirigente. Il piano prevede un patto di fiducia con la piazza, basato sulla massima trasparenza e sulla regolarizzazione di tutte le pendenze pregresse.
L'obiettivo è quello di mostrare ai sostenitori fatti concreti prima di chiedere il loro supporto diretto. Paris è convinto che «nel momento in cui vedranno che tutti gli stipendi sono stati pagati sia ai giocatori, allo staff tecnico, alle maestranze sia di prima scuola che di settore giovanile, scuola calcio, ci daranno una mano», confidando nella risposta passionale della città di Chieti.
Spostando l'attenzione sulle vicende di campo, la vittoria ottenuta contro i marchigiani assume un valore specifico immenso, specialmente alla luce delle imminenti nubi giudiziarie. Il successo permette alla squadra di mettere fieno in cascina prima che si abbatta sulla classifica la scure della penalizzazione di quattro punti, legata alle mensilità non corrisposte nell'ultima parte dello scorso anno.
L'analisi tecnica del match evidenzia una squadra capace di soffrire e colpire al momento giusto, mostrando una maturità che ha impressionato positivamente il nuovo rappresentante legale. «La squadra oggi ha giocato la giusta partita con un grande primo tempo e un secondo tempo di contenimento e effettivamente si parla di tre punti di platino», ha commentato con entusiasmo Paris.
Il peso specifico di questo risultato è stato descritto dal dirigente con una metafora familiare molto efficace, volta a sottolineare quanto sia fondamentale muovere la classifica in un momento così delicato. «Per me sono tre punti di quelli che avendo uno zio fabbro pesano tantissimo e questi oggi pesano tantissimo soprattutto nell’ottica del problema che arriveranno i quattro punti di penalizzazione», ha aggiunto con schiettezza.
Il riferimento è ai mancati pagamenti dei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre, un fardello ereditato che la nuova gestione sta cercando di tamponare con ogni mezzo. Nonostante queste difficoltà extra-calcistiche, Paris ha trovato nello spogliatoio un gruppo compatto e fermamente intenzionato a difendere la categoria conquistata sul campo, senza farsi distrarre dalle vicende societarie.
Prima del fischio d'inizio, il colloquio con i calciatori aveva già lasciato presagire una prova di carattere, poi confermata dai novanta minuti di gioco. «I ragazzi con i quali ho parlato prima dell’inizio della partita mi sono sembrati motivati, mi hanno dato la risposta che speravo e questa cosa ovviamente è il risultato al 91esimo», ha osservato il dirigente, esaltando la determinazione del gruppo.
Tuttavia, la consapevolezza della realtà impone di tenere alta la guardia su quello che accadrà nelle aule di giustizia sportiva. Alla domanda su quale sia l'ostacolo maggiore per il futuro del club neroverde, Paris non ha avuto dubbi nell'indicare la scrivania come il campo di battaglia più insidioso rispetto alla sfida contro gli avversari domenicali.
«Salvezza più difficile? Secondo me è quello da tribunale. Sì perché la squadra è forte, oggi mi ha fatto veramente piacere vederla», ha concluso l'avvocato, ribadendo che se dal punto di vista tecnico il Chieti ha dimostrato di valere ampiamente la Serie D, la vera impresa sarà garantire la sopravvivenza burocratica e finanziaria del sodalizio abruzzese.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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