Il direttore generale della Reggina, Giuseppe Praticò, ha analizzato con estrema lucidità il momento che sta attraversando il club amaranto, partendo dal lavoro svolto dalla proprietà in questa fase di rinascita sportiva.
«Credo fermamente che Nino Ballarino possieda un merito enorme, ovvero quello di aver prestato fede alla rifondazione totale della Reggina, mettendo in piedi una struttura organica che è cresciuta costantemente nel tempo» ha spiegato il dirigente.
«Basti pensare all'ingresso del Club Manager Antonio Cormaci o al contributo di professionisti che hanno dedicato ogni singola ora della giornata alla causa societaria. Attualmente la Reggina può vantare un assetto organizzativo di alto livello».
«Posso affermare con certezza che non ci siamo mai trovati a dover discutere di malfunzionamenti o criticità interne alla nostra macchina operativa, segno che il lavoro svolto finora è solido e ben strutturato».
Spostando l'attenzione sul rapporto tra la società e la piazza reggina, Praticò ha voluto fare un distinguo netto tra la percezione digitale e la realtà quotidiana che si respira tra le vie della città calabrese.
«Quella spaccatura che appare così marcata e violenta sulle piattaforme social, io personalmente non la percepisco affatto nel vissuto cittadino. È però innegabile che ricevere attacchi personali continui possa lasciare il segno» ha sottolineato il dg.
«Quando metti in gioco l'anima, il corpo e ingenti risorse finanziarie per una realtà dal passato glorioso come la nostra, e magari il traguardo sfuma per un soffio, è comprensibile che possa scaturire un sentimento di amarezza».
«Tuttavia, bisogna considerare lo sforzo profuso in un contesto non semplice, dove l'impegno economico e umano della proprietà è stato costante per cercare di riportare il club ai livelli che gli competono».
In merito alle insistenti voci di un possibile passaggio di mano o dell'interesse di nuovi gruppi imprenditoriali, il direttore generale ha preferito mantenere un profilo di stretta competenza professionale.
«Il presidente Ballarino mi ha riferito di non aver mai manifestato la volontà di abbandonare la guida della società, io non ero presente a Gela in quell'occasione. Sull'esistenza di eventuali cordate preferisco non esprimermi» ha dichiarato fermamente.
«Si tratta di dinamiche che attengono esclusivamente alla sfera della proprietà e nelle quali non voglio interferire. Il mio compito è quello di ricoprire il ruolo di direttore generale e agire affinché la Reggina ottenga i migliori risultati».
«Non conosco le intenzioni future di Nino Ballarino, ma posso comprendere che certi momenti portino dello scoramento. Resta il fatto che è un uomo battagliero e non gli appartiene l'idea di uscire di scena da perdente».
Il dirigente amaranto non si è sottratto nemmeno alle domande più spinose riguardanti le indagini che stanno scuotendo il panorama del campionato dilettantistico, invocando trasparenza e rigore normativo.
«Nello sport bisognerebbe eliminare definitivamente la cultura del sospetto. Sono emerse due questioni critiche che affronto con onestà intellettuale, ma che allo stesso tempo non possono essere sottovalutate o messe da parte» ha ribadito.
«Esiste un primo filone investigativo che riguarda alcune sfide caratterizzate da flussi di scommesse del tutto fuori norma. Non conosco i nomi dei club coinvolti, tranne quelli con cui ho avuto contatti perché destinatari di pec o interrogatori».
«C'è poi la questione sollevata dall'Acireale nei confronti della Sancataldese per presunte irregolarità nei tesseramenti del Messina, che sarebbero stati siglati da un dirigente colpito da inibizione in quel periodo».
«Se questo scenario venisse confermato, l'inibizione renderebbe nullo ogni atto firmato. Si tratta di un vizio che non può essere corretto dalla nuova gestione societaria facendo semplicemente appello al principio di continuità».
In conclusione, Giuseppe Praticò ha voluto ribadire la massima vigilanza da parte della società reggina, pronta a far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune qualora le inchieste dovessero produrre sviluppi concreti.
«Al momento non nutro aspettative particolari, ma stiamo monitorando l'evolversi della situazione con estrema attenzione. Insieme alla proprietà decideremo se intraprendere azioni legali per proteggere gli interessi della Reggina» ha concluso il dg.
«Aspetteremo di vedere quale sarà il corso degli eventi. Il nostro club deve essere tutelato in ogni sede e non esiteremo a muoverci se riterremo che la nostra posizione debba essere difesa con maggiore forza».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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