La Procura di Milano, guidata dal procuratore Marcello Viola, ha allargato il perimetro investigativo dell'inchiesta sul presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione legato al mondo del calcio. Nell'ambito del procedimento, che ha portato due giorni fa all'esecuzione di quattro misure cautelari ai domiciliari, i magistrati hanno depositato un decreto di perquisizione e sequestro contenente un elenco di centinaia di "parole chiave" destinate all'analisi forense di telefoni e dispositivi elettronici degli indagati. Tra quelle parole chiave figurano oltre sessanta cognomi riconducibili a noti calciatori di Serie A.
È opportuno precisarlo con chiarezza fin dall'inizio: nessuno dei giocatori menzionati risulta indagato, e la loro presenza nell'elenco non costituisce né implica alcuna ipotesi di reato a loro carico.
Al centro del procedimento condotto dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza vi sono quattro persone raggiunte da misure cautelari: Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, ritenuti i presunti organizzatori del giro di prostituzione, insieme ad Alessio Salamone e Luz Fraga. Secondo l'ipotesi accusatoria, il gruppo avrebbe operato attraverso la Ma.De. Milano, una società descritta negli atti come mero "schermo" utilizzato per organizzare serate nei locali della movida milanese, alle quali avrebbero partecipato calciatori di vari club, tra cui Milan, Inter e Juventus.
Stando a quanto emerso dall'ordinanza della giudice per le indagini preliminari Chiara Valori, alcune di queste serate sarebbero state seguite da un cosiddetto "servizio extra": incontri notturni in hotel con prestazioni sessuali a pagamento, in alcune occasioni accompagnate anche dall'uso di gas esilarante, la cosiddetta "droga della risata". I pagamenti documentati ammonterebbero complessivamente a circa mezzo milione di euro, effettuati tramite bonifici su Revolut o su conti correnti italiani intestati agli indagati.
L'elenco delle parole chiave, anticipato dal quotidiano Il Giornale e successivamente verificato e diffuso dall'agenzia ANSA, è contenuto in una pagina del decreto di perquisizione. La sua funzione è esclusivamente tecnica: orientare le ricerche nelle memorie dei dispositivi sequestrati agli indagati, alla ricerca di riscontri alle ipotesi d'accusa. Nell'ordinanza a carico degli arrestati, i nomi dei calciatori sono sistematicamente coperti da omissis.
Nell'elenco, secondo quanto riportato dalle fonti citate, compaiono cognomi riconducibili a giocatori attivi in Serie A e in Nazionale, tra cui Bastoni, Leao, Vlahovic, Bellanova, Calafiori, Bisseck, Pinamonti, Ricci e Scamacca. Il Giornale ha reso noti anche altri cognomi: Hakimi, Giroud, Skriniar, Coutinho e Menez, riferibili a ex giocatori di Inter e Milan; e ancora Arthur Melo, Ruggeri, Nuno Tavares e Maldini — quest'ultimo ricondotto dal quotidiano a Daniel Maldini, figlio di Paolo e attualmente in forza alla Lazio. Tra i nominativi in forma estesa compaiono Soualiho Meité, Nuno Tavares e Carlos Augusto.
L'elenco include poi una varietà di altre parole chiave di diversa natura: termini come "palloncini", "party", "percentuale", "incasso", "Mykonos", "privé", "sesso", "weekend", "hotel", "hockey" e "prestazione", oltre ai nomi di squadre — Monza, Milan, Lazio, Como e Verona — e di locali citati negli atti processuali.
Due casi particolari emergono dall'ordinanza per circostanze differenti. I nomi di Marcus Pedersen, calciatore del Torino, e Christian Volpato, in forza al Sassuolo, sono comparsi — secondo quanto riportato da Il Giornale — per un'omissione nella redazione degli atti: sarebbero sfuggiti alla procedura di oscuramento all'interno di un'intercettazione che riportava presunti conteggi economici legati alle serate. La trascrizione recita: "allora 1000 da… Pedersen (…) allora 3280 il Verona (…) aspetta ti dico il Volpato al volo, stai lì. 3.420".
Nella richiesta di misura cautelare presentata dalla pm Bruna Albertini compare invece il nome di Cheickh Niasse, centrocampista del Verona, identificato anche con il nome di battesimo in un passaggio degli atti.
Un ulteriore elemento segnalato nella documentazione processuale riguarda Dejan Stanković, storico centrocampista di Lazio e Inter. Nella richiesta di custodia cautelare dei pm, si legge che uno degli indagati non arrestati avrebbe avuto otto contatti telefonici con un'utenza intestata all'ex calciatore serbo. Gli atti non forniscono ulteriori precisazioni sul contenuto o sulla natura di questi presunti contatti tra utenze. Stanković non è indagato.
Uno degli snodi investigativi centrali che i magistrati milanesi si troveranno ad affrontare riguarda la distinzione tra i calciatori che potrebbero aver semplicemente partecipato alle feste organizzate dalla Ma.De. Milano e quelli che avrebbero invece usufruito dei servizi sessuali a pagamento. Le due situazioni sono, sul piano giuridico, profondamente diverse: la partecipazione a una serata in un locale non configura alcun reato, mentre l'acquisto di prestazioni sessuali rientra nell'ambito delle ipotesi che la Procura sta verificando nei confronti degli organizzatori.
A tal fine, l'attività investigativa proseguirà su più fronti: l'audizione come testimoni delle donne coinvolte, l'analisi forense dei dispositivi sequestrati e ulteriori attività tecniche. È in questo contesto che i cognomi dei calciatori assumono rilevanza come chiavi di ricerca, senza che ciò implichi alcuna posizione processuale a loro carico.
Ad oggi, nessun coinvolgimento nei fatti contestati dall'inchiesta risulta provato nei confronti di alcuno dei giocatori citati.
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