Quarant'anni di attesa sono finalmente terminati. Il comune di Forio, perla dell'isola d'Ischia, si riappropria di un palcoscenico nazionale grazie alla straordinaria cavalcata del Real Forio 2014, capace di dominare e vincere con merito il girone A dell'Eccellenza campana. Un traguardo che va oltre il semplice dato sportivo, rappresentando il coronamento di un progetto ambizioso e la gioia di una comunità intera che non vedeva la propria squadra in Interregionale da quasi mezzo secolo. Per analizzare questo successo e tracciare le linee del futuro, noi di Notiziariocalcio.com abbiamo intervistato Luigi Amato, il presidente che ha guidato il club verso questa storica promozione.
«In queste ore sembra di vivere in un mondo fatato – esordisce il presidente Amato –. Abbiamo inseguito questo sogno in maniera incessante per tanto tempo e ora che è realtà, a volte, mi do i pizzichi per capire se sia tutto vero. È stato un traguardo fondamentale in un campionato avvincente, reso tale anche dal valore delle nostre avversarie, ma credo che la vittoria sia ampiamente meritata: la nostra costanza è stata l'arma in più. Forio è letteralmente impazzita di gioia, è stato un evento incredibile per la nostra comunità. Bisogna capire che vincere su un'isola non è affatto semplice, le difficoltà logistiche e organizzative sono pesanti. Noi abbiamo cercato di non far mancare nulla ai nostri tesserati, nonostante tra agosto e settembre, causa turismo, vi assicuro che le problematiche aumentano. Vincere qui vale cinque volte di più rispetto alla terraferma».
Qual è stato il momento decisivo in cui ha capito che la promozione era a portata di mano? «Con tutta sincerità, il momento esatto in cui ho pensato che questo sarebbe stato il nostro anno è stato quando Santaniello, al 90', ha parato il rigore contro il Bacoli. Quell'intervento ci ha permesso di vincere 1-0: se avessimo pareggiato, la Caivanese ci avrebbe raggiunto in classifica e l'inerzia del campionato sarebbe potuta cambiare».
Il prossimo anno la Serie D potrebbe regalare un derby affascinante con l'Ischia. Cosa ne pensa? «Io mi auguro con tutto il cuore che l'Ischia possa salvarsi e restare in categoria. È una società storica con un blasone importante, e lo dico anche per orgoglio isolano. I tifosi stanno già sognando questo derby e giocarlo sarebbe meraviglioso. Ischia è un'isola piccola e avere due squadre in Serie D sarebbe un risultato incredibile. Non dimentichiamo che Forio ha 13 mila abitanti: avere due realtà in quarta serie a soli 10 chilometri di distanza l'una dall'altra è qualcosa di unico».
Negli ultimi anni l'Ischia è stata inserita sia nel girone G che nel girone H. Lei avrebbe una preferenza per il raggruppamento del prossimo anno? «Per il nostro primo anno ci piacerebbe avere un impatto "soft" e quindi preferiremmo finire nel girone G, pur sapendo che ci adatteremo a qualsiasi decisione della Lega. Il nostro auspicio è quello: un girone magari più tecnico, ma forse meno invasivo dal punto di vista mentale per una realtà che si appresta per la prima volta ad affrontare la Serie D».
Guardando al futuro: quali e quante novità dobbiamo aspettarci per la prossima stagione? «Da buon programmatore, qualcosa mi ero già mosso a fare in sordina e in silenzio: parlo di dettagli per il ritiro e per l'abbigliamento, piccole cose per portarsi avanti col lavoro prima di passare alla parte amministrativa. Sabato chiuderemo il campionato contro l'Albanova, poi ci prenderemo una settimana di pausa per riprendere fiato. Subito dopo decideremo l'organigramma e definiremo le varie componenti della società. Non dobbiamo lasciare nulla al caso; tutto deve essere studiato e programmato con i tempi giusti».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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