Dieci giornate archiviate nel Girone C di Serie D (stagione 2026-2027) e la classifica inizia a spaccarsi in modo inequivocabile, delineando chi lotterà per il sogno professionistico e chi dovrà sudare sangue per mantenere la categoria. I verdetti dell'ultimo weekend ci consegnano un campionato a due facce: spietato ed esaltante in vetta, asfissiante in coda.

In vetta, a quota 24 punti, c'è un Cjarlins Muzane che al momento non sembra avere rivali. Mister Alessandro Moras, tecnico scelto dal vulcanico patron Vincenzo Zanutta per puntare al vertice, ha plasmato una squadra cinica, quadrata e letale. L'ultimo turno ha confermato questa maturità: un 1-0 pesantissimo sul difficile campo dello Schio, deciso al 51' del primo tempo da Serena. Ma la forza dei friulani risiede in una cooperativa del gol e in una profondità di rosa spaventosa: nelle settimane precedenti avevamo già ammirato la potenza di fuoco di attaccanti come Diaw (a segno alla nona e all'ottava giornata), Barišič, Camara e Tremolada. Un ruolino di marcia impressionante.

Dietro la capolista il vuoto inizia a farsi sentire (sono già 4 le lunghezze di distacco). La Luparense, salita a 20 punti, è incappata in un mezzo passo falso casalingo. La formazione del presidente Stefano Zarattini e di mister Nicola Zanini si è fatta bloccare sul 2-2 dal Calvi Noale. Ai "Lupi" non è bastato un Diallo letteralmente incontenibile: per lui una doppietta d'autore che fa il paio con le reti decisive segnate alla settima contro l'Este e alla quinta contro la Clodiense. Un attaccante di categoria superiore che però predica nel deserto se la difesa perde lucidità nei momenti chiave (come in occasione del pareggio di Castellan).

Rallentano vistosamente anche il Sandonà (terzo a 19 punti) e l'Union Clodiense (18), bloccate sullo 0-0 rispettivamente da Unione La Rocca Altavilla e Bassano. La solidità difensiva del Sandonà è lodevole (tre pareggi a reti bianche nelle ultime quattro gare), ma per vincere i campionati serve osare di più.

Di questi rallentamenti ne approfittano il Campodarsego (17 punti), corsaro in trasferta con il 2-1 griffato Kola-Cuomo, e soprattutto il Mestre (16 punti). La squadra arancionera sta trovando in Brandi il proprio "Re Mida": per lui un'altra splendida doppietta nel 2-0 casalingo al LME, fotocopia esatta di quanto aveva fatto alla nona giornata nel colpaccio in casa della Triestina.

Se in testa si vola, in coda la situazione è drammatica. Il caso più eclatante è quello del Brian Lignano, fanalino di coda fermo a quota 4 punti. L'ambiente è una polveriera: l'esonero di mister Maurizio Bedin avvenuto a metà settembre, e l'arrivo in panchina di Emanuele Busetto (scelta forte del presidente Zeno Roma), non hanno dato minimamente la scossa sperata. Anche nell'ultimo turno, l'ennesima sconfitta casalinga (1-2) per mano del Campodarsego certifica una sterilità cronica, nonostante l'impegno dell'attaccante Djoulou. Con 4 miseri punti in 10 giornate, la panchina di Busetto è già caldissima: la società potrebbe optare per un nuovo, disperato scossone o attendere la rivoluzione nel mercato invernale, ma il tempo stringe.

Situazione molto delicata anche per lo Schio (7 punti) e il Calvi Noale (9). I vicentini, pur lottando tenacemente contro la capolista, restano penultimi e in un trend involutivo rispetto al netto 4-1 sul Campodarsego dell'ottava giornata. Il Calvi Noale, invece, può sorridere a metà: il 2-2 strappato con i denti a San Martino di Lupari è un'iniezione vitale di autostima, ma non basta a uscire dalla zona retrocessione diretta.

Tira un sospiro di grande sollievo, infine, la Triestina (12 punti). Gli alabardati passano a Este all'ultimo respiro grazie a una rete di Sorrentino al 90'. Tre punti d'oro, che lavano via le scorie della brutta sconfitta con il Mestre e allontanano i fantasmi della zona play-out, dove invece iniziano a preoccuparsi formazioni come Bassano ed Este (13 punti).

Sezione: Serie D / Data: Mar 03 novembre 2026 alle 09:00
Autore: Cristo Ludovico Papa
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