La quinta vittoria consecutiva conquistata contro il Francavilla rappresenta un altro mattone fondamentale nella risalita della Fidelis Andria, spinta dalla cura del tecnico Nicola Ragno a un cambio di passo deciso dopo un avvio di campionato complesso.

Ospite di ‘LuNeDì Puglia’ su Antenna Sud, il presidente della Fidelis Andria, Luca Vallarella, ha analizzato a trecentosessanta gradi il momento vissuto dal club biancazzurro, partendo dall'impatto avuto dalla nuova guida tecnica sul gruppo:

«Quando è arrivato Ragno avevo grande fiducia ma non pensavo riuscissimo a vincere cinque partite di fila. Con la Turris abbiamo perso ma è stata una partita equilibrata. Bisogna dare atto a Ragno per l’ottimo lavoro, con il supporto della società. Si è creata simbiosi con la squadra e sono molto fiducioso».

Un filotto di risultati utile per mettersi definitivamente alle spalle le difficoltà iniziali in un ambiente caloroso ma esigente come quello andriese:

«Andria è una piazza pesante, quando si vince ci si esalta ma quando il pubblico inizia a rumoreggiare i giocatori con delle titubanze possono sentire il peso della maglia. Per fortuna, il periodo brutto è passato e ora guardiamo al futuro. Lavoriamo sempre per il bene della Fidelis. L’inizio è stato scioccante, anche la preparazione atletica è stata scarsa e gli avversari correvano di più. C’è stato un grosso difetto di preparazione, abbiamo cambiato tanto prendendo diversi giocatori in base alle indicazioni del mister».

Il massimo dirigente del club federiciano ha poi tracciato un quadro sull'equilibrio che regna nel Girone H di Serie D, sottolineando il valore delle avversarie per la corsa al vertice:

«È un bellissimo campionato e lo sapevamo. Il Martina è un’ottima squadra, così come la Virtus Francavilla. Bisogna tenere d’occhio anche le campane. Il campionato è lungo, siamo ancora alla decima giornata. Ci sono molte squadre che possono ambire a vincere il campionato, tra le quali spero ci sia anche la mia».

Non è mancato un passaggio sull'eliminazione dalla Coppa Italia di Serie D, competizione che secondo il presidente della Fidelis Andria avrebbe garantito ulteriore spinta emotiva all'ambiente:

«Mi è dispiaciuto molto, avevamo bisogno in questo momento di giocare e creare quel clima di entusiasmo che si crea anche in Coppa Italia. In Coppa c’erano 3mila spettatori, così come in campionato».

Successivamente, la prima carica del club è tornata sui passaggi societari legati all'ex presidente Di Benedetto e sui conti societari ereditati nel recente passato:

«Quando ho rilevato la società, lui era l’unico a tenere a bada i calciatori in una situazione disastrosa. Abbiamo chiuso insieme la stagione, poi ho rilevato le quote da Di Benedetto. Se mi sono pentito? Assolutamente no, mi sono accollato la situazione debitoria. Abbiamo pagato tutto, anche il ritiro dell’anno precedente. Ho dato mandato al mio legale di perseguirlo, oggi siamo in regola con tutti i pagamenti e la debitoria con l’erario è totalmente rateizzata».

Infine, lo sguardo si è spostato sulle manovre di mercato, con il presidente della Fidelis Andria intenzionato a completare la rosa secondo le indicazioni della guida tecnica:

«C’è qualche giocatore nel mirino di alcuni club ma non dobbiamo cedere nessuno. Dobbiamo accontentare il mister, il quale ha bisogno di un esterno e di un centrocampista. Abbiamo un calciatore spagnolo in prova e siamo vigili sul mercato».

Sezione: Serie D / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 23:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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