Settantacinque punti, una finale di Coppa di Serie D e un campionato che ha fatto parlare di Ancona in tutta Italia. Eppure la promozione in Serie C è sfumata, e domenica si chiuderà definitivamente il cerchio della regular season con l'ultima partita contro il Notaresco. Il sindaco Daniele Silvetti analizza - come ripreso dal Corriere Adriatico - la situazione con realismo, senza nascondere il rammarico ma invitando a non trascurare ciò che di positivo questa stagione ha prodotto.
«In parte è vero, ma direi che bisogna guardare anche il bicchiere mezzo pieno. Nessuno all'inizio si sarebbe mai aspettato un simile campionato che ci ha dato una grande visibilità in tutta Italia, e mi riferisco anche alla finale di Coppa di Serie D. Certo, il rammarico c'è ma è stato creato un gruppo davvero importante che spero possa essere impreziosito e non smantellato».
Sul fronte arbitrale, il primo cittadino non si sottrae alla questione relativa ad alcune decisioni ritenute sfavorevoli ai dorici e favorevoli all'Ostiamare: «Con gli arbitri siamo stati sfortunati», taglia corto Silvetti, senza entrare ulteriormente nel merito.
La stagione, tuttavia, non è ancora conclusa. I playoff rappresentano un'ulteriore opportunità per tentare l'approdo nella terza serie nazionale, anche attraverso la strada del ripescaggio. Una via tortuosa, che il sindaco riconosce essere tutt'altro che semplice: «Esatto, e questo ci dà la possibilità vincendoli di tentare la scalata alla Serie C seguendo un'altra strada, quella dell'eventuale ripescaggio. Bisogna provarci, è difficile e complessa. Soprattutto, non dipende solo da noi».
Il nodo economico, però, rimane rilevante. In caso di ripescaggio, il club dovrà sostenere un esborso stimato attorno al milione di euro tra tasse e oneri vari. Una cifra che inevitabilmente pone la domanda su chi sarà chiamato a farvi fronte. Silvetti non elude la questione e anzi la inquadra in termini chiari: «Intanto cerchiamo di vincere i playoff e vediamo di non farci trovare impreparati nell'eventualità. Anche perché non andare in C per non potersi permettere la tassa sarebbe una beffa enorme. Dico questo: bisogna farsi trovare pronti nell'eventualità di un ripescaggio. Nel contempo cercheremo di capire i progetti della società».
Sul fronte societario, le novità sono concrete e significative. È imminente l'ingresso ufficiale di quattro soci anconetani nel club — le parti erano attese dal notaio nella giornata odierna — un passaggio che Silvetti legge come un segnale di ritrovata fiducia verso l'Ancona calcistica dopo anni difficili: «Questa è una grande cosa perché dimostra che tanti scetticismi sono alle spalle e che anche le forze del territorio si stanno riavvicinando all'Ancona nonostante le delusioni del passato. Oltre a questo, serve un impegno più importante per garantire stabilità alla Scc Ancona».
Non solo forze locali. Nei giorni scorsi si è parlato con insistenza della figura di Manolo Bucci, imprenditore laziale che avrebbe manifestato interesse per il club. Il sindaco conferma di averlo incontrato: «Bucci ha dimostrato di conoscere molto bene il mondo del calcio e sicuramente è interessato all'Ancona».
Un'ulteriore curiosità riguarda un contatto che sarebbe avvenuto tra Silvetti e Mauro Bosco, presidente della Vis Pesaro. Il sindaco lo conferma, ridimensionandone però la portata: «Sì, ho avuto con il presidente Bosco una chiacchierata generale ma niente di che. Da quello che ho capito non è molto contento del rapporto con il Comune di Pesaro».
Quello che emerge dal quadro complessivo è che attorno all'Ancona si sta ricreando un interesse che, fino a poco tempo fa, sembrava impensabile. Il fallimento del giugno 2024 aveva lasciato macerie non solo sportive ma anche di credibilità e fiducia. Oggi, secondo il sindaco, qualcosa si è mosso in profondità: «Diciamo che si è creato il giusto clima per attrarre investimenti e dopo il crac del giugno del 2024 vi assicuro che non era facile. Ma ora le cose sono cambiate grazie al lavoro svolto da Polci e dai suoi collaboratori e dagli ottimi risultati ottenuti sul campo dalla squadra. Abbiamo una grande tifoseria e un grande stadio. Ancona si merita molto di più».
Una città che non vuole rassegnarsi, un sindaco che chiede di non smantellare quanto costruito, e un club che — tra playoff, possibili ripescaggi e nuovi investitori — sembra finalmente tornato al centro dell'attenzione. Il percorso è ancora lungo, ma i presupposti per ripartire, questa volta, ci sono tutti.
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