Il presidente del Fasano, Ivan Ghilardi, è intervenuto con decisione durante la trasmissione Forcing su Antenna Sud, tracciando un bilancio profondo e senza filtri sul momento che sta attraversando la sua squadra. Il numero uno biancazzurro ha analizzato con lucidità le recenti battute d'arresto, non cercando alibi ma mettendo in guardia tutto l'ambiente sulle insidie del finale di stagione.

Secondo il patron, i risultati negativi dell'ultimo periodo sono il frutto di un mix tra direzioni di gara non impeccabili e prestazioni individuali che non hanno rispecchiato le reali potenzialità del gruppo. Tuttavia, la fiducia resta solida, poiché Ghilardi ha sottolineato che «i miei uomini hanno carattere e grinta per tornare ai livelli di inizio campionato», vedendo nel distacco dalla vetta uno stimolo anziché un limite.

Trovarsi a sei lunghezze dal primo posto deve rappresentare una spinta psicologica per rincorrere l'obiettivo prefissato finché la matematica non darà il suo responso definitivo. La visione di Ghilardi sul campionato di Serie D è quella di un equilibrio estremo, dove nessuna compagine può dirsi realmente favorita nonostante alcune rose dispongano di alternative più numerose in panchina.

Il presidente ha poi lanciato una riflessione interessante sulla volata finale, paragonando la chiusura del torneo a una competizione a sé stante. «È come se le ultime dieci partite fossero un nuovo campionato, con tutte le squadre a zero punti», ha spiegato, evidenziando come i distacchi attuali possano essere annullati in breve tempo grazie agli scontri diretti che rimescoleranno i valori.

Un capitolo a parte è stato dedicato al fenomeno mediatico della Kings League, verso cui Ghilardi ha mostrato un totale disinteresse, definendola una distrazione che non deve intaccare il mondo dei professionisti. Il patron è stato tranchant, affermando che «in questo momento la Kings League non deve alimentare discussioni, stiamo sbagliando a darle troppa importanza».

Per il massimo dirigente del Fasano, esiste una netta separazione tra lo sport agonistico e l'intrattenimento amatoriale, tanto da paragonare il nuovo format al «calcetto organizzato dopo il lavoro il lunedì». Ghilardi ha ammesso candidamente di non aver mai seguito un match di tale competizione e di non aver alcuna intenzione di approfondirne il regolamento o le dinamiche.

Il discorso si è poi spostato sulla disciplina interna e sulla tutela degli interessi della società. Il presidente ha chiarito che il rispetto degli accordi è alla base del rapporto professionale: «Se un giocatore decide di non rispettare le mie indicazioni, l’unica conseguenza possibile è la rescissione contrattuale», ha avvertito, ribadendo che l'armonia tra club e tesserati è imprescindibile.

In merito alle voci di mercato o a possibili fughe verso altri palcoscenici, Ghilardi ha citato l'esempio di Vincenzo Corvino, sottolineando come il calciatore sia focalizzato esclusivamente sul bene del Fasano. La missione condivisa resta la promozione, con l'intento dichiarato di «portare il Fasano in Serie C», un traguardo che non ammette distrazioni esterne o fughe in avanti.

In chiusura, non è mancata una nota di nostalgia mista a realismo sul cambiamento dei valori nel calcio moderno. Ghilardi ha ammesso che il romanticismo legato alle bandiere sta scomparendo, poiché oggi le dinamiche extracalcistiche influenzano pesantemente le carriere, rendendo difficile trovare atleti che si leghino a lungo a una sola maglia.

Secondo il presidente, il calcio della passata generazione era fondato su una passione viscerale che oggi deve fare i conti con distrazioni che prima non esistevano. Nonostante questo, l'invito è quello di non restare ancorati al passato ma di adattarsi ai tempi correnti, mantenendo però ferma la serietà necessaria per difendere i colori della propria città.

Sezione: Serie D / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 11:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
vedi letture
Print