Matteo Dagasso ha scelto il Venezia per l'ambizione del progetto e per la fiducia percepita sin dal primo momento. Il centrocampista, arrivato in laguna nell'ultima finestra di mercato, si è presentato ai tifosi arancioneroverdi in conferenza stampa alla vigilia di una sfida particolare: quella contro il Pescara, la squadra in cui è cresciuto calcisticamente e che ha lasciato da pochi giorni.
"Mi ha spinto il progetto ambizioso di questa società, ma soprattutto la fiducia che ho sentito fin dal primo colloquio con il direttore", ha spiegato il giocatore, che ha poi rivelato di essersi confrontato con un altro ex biancazzurro prima di prendere la decisione finale. Il portiere Plizzari, con cui aveva condiviso due anni e mezzo proprio a Pescara, gli aveva parlato in termini entusiastici dell'ambiente veneziano, confermando le sensazioni positive del neo-acquisto.
Il passaggio dal fondo alla vetta della classifica di Serie B è avvenuto con una rapidità sorprendente. Dagasso ha ammesso di essere a conoscenza dell'interessamento del club lagunare, ma di non aver seguito nel dettaglio le trattative: tutto si è concretizzato in pochissimo tempo, portandolo dall'ultima posizione del campionato al primo posto.
Il percorso di Dagasso nel calcio è iniziato proprio nelle giovanili del Pescara, dove ha compiuto tutta la trafila dalla scuola calcio alla Primavera. Un cammino però segnato da difficoltà importanti: "In Primavera ho avuto infortuni pesanti e sono stato fermo quasi due anni. Poi ho avuto la fortuna di incontrare Zeman, che mi ha dato fiducia da subito. Lo ringrazio perché non so quanti allenatori avrebbero fatto lo stesso. È stato fondamentale nel mio percorso. L'anno scorso ho avuto Baldini, anche a lui devo molto", ha raccontato il centrocampista, evidenziando come il tecnico boemo sia stato determinante nel rilancio della sua carriera dopo un periodo così complicato.
L'impatto con la nuova realtà è stato più che positivo. Dagasso ha espresso grande soddisfazione sia per il rapporto instaurato con l'allenatore Giovanni Stroppa sia per l'accoglienza ricevuta dai compagni di squadra: "Mi sono trovato molto bene, sia con il mister che con la squadra. Mi piace molto il suo gioco. I compagni mi hanno accolto benissimo, mi hanno aiutato fin da subito e sono molto contento".
Dal punto di vista tattico, Dagasso si definisce un giocatore versatile, capace di ricoprire più ruoli nella zona nevralgica del campo. A Pescara ha alternato il ruolo di regista a quello di mezzala, ma ha una preferenza netta: "Preferisco giocare da mezzala. Mi piace avere la palla, inserirmi e partecipare al gioco". Caratteristiche che si sposano perfettamente con il calcio propositivo di Stroppa e con le qualità di un reparto mediano che molti considerano il più competitivo dell'intera Serie B.
Proprio su questo aspetto, il neo-acquisto veneziano non ha nascosto l'ammirazione per i colleghi di reparto: "È un centrocampo fortissimo, l'ho capito subito. Sto cercando di imparare e di rubare qualcosa ai miei compagni. Mi alleno forte ogni giorno per ritagliarmi il mio spazio". Un atteggiamento da studente applicato che potrebbe trovare la prima occasione concreta già nella sfida di sabato, considerata la squalifica di Doumba. Interrogato su questa possibilità, Dagasso ha risposto con pragmatismo: "Ogni giocatore ha l'ambizione di giocare. Con tutti questi campioni a centrocampo è uno stimolo in più per allenarsi al massimo. Il mister mi tiene in considerazione e questo mi rende felice".
La partita contro il Pescara rappresenta inevitabilmente un momento carico di emozioni per un giocatore che in Abruzzo è cresciuto sia dal punto di vista umano che professionale. Dagasso non lo nega: "Sarà emozionante rincontrare i miei ex compagni e tante persone a cui sono legato. Però siamo professionisti e dobbiamo pensare alla partita". Un equilibrio delicato tra sentimenti personali e necessità agonistiche, in una sfida che il Venezia dovrà affrontare con la massima concentrazione per mantenere la vetta della classifica.
Inevitabile, per un centrocampista cresciuto nelle giovanili biancazzurre, il confronto con il più illustre prodotto del vivaio pescarese degli ultimi anni: Marco Verratti. "Per un ragazzo di Pescara Verratti è un idolo, un simbolo. Ho avuto la fortuna di vederlo allo stadio durante la promozione. Da piccolo i miei riferimenti erano lui, Del Piero e Modric", ha affermato Dagasso, citando tre campioni che incarnano diverse declinazioni del ruolo di centrocampista: dalla regia pura alla fantasia offensiva.
Il match di sabato assume anche i connotati della rivincita per il Venezia, che all'andata vide sfumare una vittoria che sembrava acquisita. Dagasso era in campo quel giorno, dall'altra parte, e ricorda bene l'andamento di quella gara: "Eravamo sotto 2-0, la partita sembrava finita. Poi un episodio ha acceso la scintilla e siamo riusciti a pareggiare nel finale. Speriamo che sabato finisca in maniera diversa".
La lotta per la Serie A si annuncia serrata, con quattro squadre in corsa per i posti che contano. Il Venezia, attualmente in testa, sta dimostrando solidità e continuità, come testimoniato dalla reazione immediata alla sconfitta interna contro il Modena. La trasferta di Cesena ha rappresentato un test importante per la mentalità del gruppo: "Con serenità. Ci siamo sempre allenati forte. Dopo la sconfitta con il Modena siamo stati bravissimi a reagire a Cesena con una grande prestazione", ha sottolineato Dagasso, evidenziando la capacità della squadra di gestire anche i momenti difficili.
L'approccio del centrocampista alla volata finale è quello di chi conosce l'importanza di mantenere i piedi per terra: "Dobbiamo pensare partita per partita. Siamo una squadra forte e lo stiamo dimostrando, ma dobbiamo continuare a lavorare duramente per raggiungere l'obiettivo". Una filosofia che rispecchia quella dell'intero ambiente veneziano, consapevole di avere le carte in regola per centrare la promozione ma altrettanto cosciente che il campionato di Serie B non concede sconti a nessuno.
Per Dagasso, dopo anni difficili segnati dagli infortuni e la rinascita grazie a Zeman, si apre ora un nuovo capitolo in una piazza ambiziosa e con un organico di alto livello. L'obiettivo è conquistare spazio in un centrocampo di qualità e contribuire alla risalita del Venezia nel massimo campionato. La sfida contro il Pescara rappresenta il primo banco di prova emotivo, ma il giovane centrocampista sembra avere le idee chiare: professionalità prima di tutto, con lo sguardo rivolto verso la Serie A.
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