La notte del Dei Marmi rimarrà scolpita a lungo nella memoria collettiva di Carrara, grazie a un successo per tre a uno sullo Spezia che profuma di salvezza quasi raggiunta, come sottolineato con orgoglio dal tecnico azzurro Calabro: «Mancano ancora cinque sfide al termine e non abbiamo ancora blindato definitivamente il nostro obiettivo stagionale, ma questa sera ci siamo presi una soddisfazione immensa».
«È un traguardo che abbiamo voluto regalare a un ambiente composto da persone passionali, che meritano davvero di vivere giornate spettacolari come questa. Dedico il successo a tutto il popolo di Carrara, dai bambini fino agli anziani: è un dono che la squadra ha fatto con immenso piacere a chiunque ci abbia sostenuto incessantemente fino ad oggi».
L'allenatore ha poi voluto mettere in risalto la crescita del gruppo e la forza del lavoro quotidiano svolto dietro le quinte: «Parlanti sta mostrando progressi costanti e Ruggeri, dal canto mio, non è mai stato considerato una semplice alternativa. Il nostro segreto? In verità non ne esistono, la chiave di tutto resta il lavoro duro che svolgiamo h24 per permettere ai ragazzi di raccogliere questi frutti».
«Oggi ho voluto fermarmi un istante a godermi lo spettacolo della nostra curva, perché ogni tanto è necessario rendersi conto della bellezza di ciò che stiamo costruendo. Era giusto che i calciatori si prendessero ogni singolo applauso, mentre io ho il compito di riportare immediatamente l'equilibrio necessario per il finale di campionato».
Calabro è tornato anche sui momenti di incertezza superati grazie alla coesione dello spogliatoio: «Abbiamo sempre mantenuto la fede in ciò che stavamo facendo, persino quando dopo le sfide con Catanzaro e Palermo avevamo raccolto un solo punto a fronte di prestazioni che ne avrebbero meritati sei. In quei giorni complicati parlai chiaro alla squadra».
«Dissi ai ragazzi che continuando a credere nelle nostre potenzialità avremmo potuto puntare persino ai playoff, mentre l'essere titubanti ci avrebbe trascinato nel rischio della retrocessione. Da quella reazione sono nati i frutti attuali. La gara di stasera l'abbiamo dovuta vincere due volte, perché sul due a uno la situazione si era fatta critica e poteva accadere di tutto».
Protagonista assoluto della serata è stato anche il giovane Nicolò Calabrese, autore di una marcatura storica per la sua carriera: «Il gol rappresenta una soddisfazione indescrivibile, essendo il mio primo centro tra i professionisti, e credo di aver scelto il pomeriggio perfetto per realizzarlo. Sono felice per me, ma lo sono molto di più per la vittoria collettiva».
«Sapevamo perfettamente quanto la nostra tifoseria tenesse a questa partita. La nostra dote principale è stata l'interpretazione dei vari momenti del match: lo Spezia è partito meglio di noi, ma siamo rimasti compatti sapendo soffrire quando necessario. Peccato per l'errore dal dischetto di Abiuso che poteva chiuderla prima, ma siamo stati bravi a non perdere la bussola».
Lo stesso Abiuso ha analizzato la sua prova di carattere nonostante l'infortunio dagli undici metri: «Sono soddisfatto di come ho saputo reagire mentalmente dopo il rigore fallito e un gol che mi è stato annullato. Purtroppo sul tiro mi è scivolato il piede d'appoggio, sono cose che capitano, ma la squadra è stata eccezionale nel non disunirsi».
«Il nostro vero punto di forza è il gruppo, rimasto concentrato anche nelle fasi più intricate della serata. Dopo aver incassato la rete siamo rimasti lucidi: siamo consapevoli che all'interno di una partita si giocano tante mini-partite e non è quasi mai possibile dominare per tutti i novanta minuti di gioco».
L'attaccante ha concluso evidenziando come l'energia della città sia stata la spinta decisiva per superare i rivali: «Nelle settimane precedenti la città ci ha fatto respirare a pieni polmoni il clima elettrico del derby e questo ci ha permesso di scendere in campo con la cattiveria agonistica necessaria. Ora pensiamo alla Reggiana, a fine torneo tireremo le somme».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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