Il pallone della partita, come da consuetudine, lo conserverà lui. Stefano Scappini, trentotto anni, ha deciso con una tripletta il successo per 5-1 della Ternana sulla Recanatese in Coppa Italia di Serie D, cancellando in novanta minuti due mesi vissuti quasi sempre ai margini. Il centravanti ha segnato tre reti a una formazione composta anche da ragazzi che non erano ancora nati quando lui faceva il suo esordio proprio con la maglia rossoverde.

I numeri della stagione in campionato raccontano un avvio complicato. In otto partite Scappini ha accumulato appena centodieci minuti: un tempo da titolare a Prato, poco più di mezz'ora da subentrato contro la Tau Altopascio, gara nella quale ha anche segnato, e un'altra mezz'ora abbondante, sempre a gara in corso, con lo Scandicci. Nelle restanti sfide ha seguito i compagni dalla panchina, con l'unica eccezione della partita con l'Aquila Montevarchi, per la quale era stato mandato in tribuna. Sul suo rendimento iniziale hanno pesato alcuni acciacchi fisici, a cui sono poi seguite le scelte tecniche.

Mercoledì sera l'allenatore Enrico Barilari gli ha concesso una nuova occasione, inserendolo in una formazione che, per sua stessa anticipazione, avrebbe visto largo spazio ai giovani. Scappini, «diversamente giovane», ha risposto sul campo. Secondo il tecnico, il centravanti non ha mai smesso di lavorare con impegno, spesso oltre il dovuto. Durante le partitelle è frequentemente lui la voce che sprona i più giovani: li esorta a correre, a non abbassare la guardia, a crescere.

Barilari ne ha tracciato un ritratto netto: «Alla sua età - dice di lui il tecnico Enrico Barilari - ha capito che il fisico, quando non si è più giovanissimi, richiede un allenamento maggiore. Per questo, si allena molto di più di quando era ragazzo. Sa bene quello che deve fare». All'esperienza si accompagna, a suo giudizio, un entusiasmo da ragazzo: «Ha tanta voglia ancora di giocare - aggiunge l'allenatore - e con la Recanatese lo ha dimostrato. Ha corso tanto e giocato un'ottima partita. Tre gol non si segnano per caso».

Nella serata del 5-1 non è stato l'unico veterano a farsi notare. Mattia Proietti, rilevato il compito negli ultimi venti minuti dopo aver giocato in campionato la domenica precedente, è stato schierato in un ruolo inedito, quello di difensore centrale. A spiegare la scelta è stato ancora Barilari: «Lui è un altro che, come Stefano Scappini, sa che deve allenarsi più di prima. Non pensavo di metterlo, ma lui voleva fare venti minuti per allenarsi. Togliere Bunja Jobarteh dalla mediana, non mi sembrava il caso. E siccome Christian Bonacchi aveva bisogno di rifiatare, ho messo lui in quel ruolo. Può essere, per il futuro, una soluzione alternativa, sperando naturalmente che non serva».

Ora lo sguardo si sposta sul campionato. Proietti e Scappini puntano a ritagliarsi spazio domenica contro il Progresso, gara in cui non ci sarà un altro "senatore" del gruppo, Cesar Falletti, fermato da un infortunio muscolare. Per l'incontro non è prevista la prevendita: i biglietti si potranno acquistare soltanto in contanti, direttamente allo stadio, a partire dalle ore 13 di domenica.

Sul terzo gol di Scappini, l'allenatore ha svelato un retroscena legato al nuovo arrivato nello staff: «Quel gol è tutto merito di Lito Fazio». Il suo neo vice ha lavorato con la squadra sulle situazioni da palla inattiva. Barilari ha ricordato come funzionò la scelta: «Al mio arrivo - aggiunge Enrico Barilari - avevo detto che se non fossi riuscito a portare uno del mio staff avrei gradito la promozione di un tecnico dalle giovanili. Lito Fazio è il meglio a cui potessi aspirare, visto che lo scorso anno ha pure allenato in Serie C. Umanamente mi trovo alla grandissima. Professionalmente gli ho già dato a fare tante cose e lui le sta facendo bene. Ora lo staff è completo e c'è tutto per lavorare».

Sezione: Serie D / Data: Ven 23 ottobre 2026 alle 18:00
Autore: Anna Laura Giannini
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