Vigilia di grande concentrazione in casa Latte Dolce. Archiviato il pareggio casalingo di domenica scorsa, la squadra sassarese si prepara a una trasferta insidiosa e fondamentale per il prosieguo del campionato: il match valido per la nona giornata del girone G di Serie D contro la Viterbese. Un banco di prova severo per i ragazzi di mister Michele Fini, chiamati a confermare quanto di buono fatto vedere nelle ultime uscite e a cercare un risultato di prestigio in terra laziale.

Nella consueta conferenza stampa pre-partita, il tecnico ha analizzato a 360 gradi il momento della squadra, soffermandosi sulle insidie dell'avversario, sul rientro di pedine fondamentali e sulla mentalità che il suo gruppo deve acquisire.

Vietato abbassare la guardia. Mister Fini sa bene che per uscire indenni da Viterbo servirà una partita quasi impeccabile: "Affrontiamo una squadra che è stata costruita per cercare di vincere questo campionato – ha esordito l'allenatore –. È una formazione in salute: pur avendo cambiato guida tecnica, ha ritrovato velocemente la strada giusta. Sappiamo che dovremo andare lì a giocare una partita cercando di sbagliare il meno possibile. Domenica scorsa, nonostante la buona prestazione, non abbiamo ottenuto il bottino pieno ed evidentemente abbiamo lasciato qualcosa per strada. Per fare risultato contro di loro servirà una prestazione di grande spessore, sia in fase di possesso che di non possesso palla. Ci vorrà grande spirito di sacrificio, grande umiltà e totale disponibilità in entrambe le fasi".

A complicare i piani ci sarà anche il fattore campo: "Ci stiamo preparando per questo. Giocheremo su un campo in erba naturale, una superficie che solitamente non incontriamo nelle partite che disputiamo, né in casa né in trasferta. Sarà un ulteriore fattore da tenere presente: ci aspetta uno sforzo fisico e tecnico notevole".


La buona notizia arriva dall'infermeria e dal giudice sportivo. Dopo un mese di stop, torna a disposizione Filippo Pedone, una freccia in più per l'arco del Latte Dolce, fondamentale anche per la regola degli under: "Filippo è un classe 2007 che ha scontato una squalifica, a mio avviso, abbastanza pesante e ingiusta per le dinamiche dell'accaduto – ha sottolineato Fini –. Il giudizio spetta agli arbitri, ma dare quattro giornate a un ragazzo che si alza dalla panchina e fa un verso di stizza contro una decisione arbitrale mi è parso davvero eccessivo. Detto questo, recuperiamo un giocatore importante sia per le sue qualità, sia per una questione anagrafica: ci offre soluzioni in più per rispettare l'obbligo dei tre fuoriquota in campo. Valuteremo le condizioni di tutti tra oggi e domani per schierare la miglior formazione possibile".

Riguardo a un possibile atteggiamento più accorto per contenere gli avversari, il mister non si scompone, elogiando il cammino tattico dei suoi: "Stiamo lavorando bene dall'inizio del campionato con un certo tipo di gioco. È già capitato che a gara in corso abbiamo dovuto modificare l'assetto tattico, e la squadra ha dimostrato di saper lavorare con più sistemi per ovviare a diverse situazioni o per adattarsi agli avversari. Nelle ultime uscite la squadra si è comportata bene e ha fornito grandissime prestazioni, a partire dalla sfida contro il Monastir dove abbiamo creato tante occasioni, fino a domenica scorsa".


Il pareggio di domenica scorsa ha lasciato un po' di amaro in bocca per una disattenzione su calcio d'angolo che è costata cara. Ma Fini spegne sul nascere le polemiche su un presunto mal di palla inattiva, richiamando la squadra alla maturità: "Abbiamo subito gol su corner contro l'Ossi e domenica scorsa in casa contro l'Anzio, a cui si aggiunge una rete su punizione laterale contro l'Anagni. Ne abbiamo subiti tanti di calci d'angolo a sfavore, e aver preso 'solo' due reti non rappresenta un numero eccessivo. Non bisogna fasciarsi la testa cercando per forza un problema o un alibi per giustificare un errore".

La chiusura del mister è un vero e proprio manifesto della mentalità che pretende dai suoi giocatori: "Noi dobbiamo ragionare da professionisti, e i professionisti risolvono i problemi che si creano, non cercano colpevoli. Se dovremo cambiare qualcosa nel modo di marcare lo faremo, ma solo per trovare una soluzione reale, non perché vogliamo dare la colpa a un singolo episodio o per crearci degli alibi. Scaricare i problemi o cercare scuse è un atteggiamento da dilettanti. Se abbiamo preso due gol su tanti corner e uno su punizione laterale, significa semplicemente che dobbiamo essere molto più attenti".

Sezione: Serie D / Data: Ven 23 ottobre 2026 alle 20:00
Autore: Anna Laura Giannini
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