C'è profumo di calcio vero, di sfide che sanno di categorie superiori, ma anche di cruda attualità. Domenica 25 ottobre (fischio d'inizio alle ore 14:30), lo stadio "Nicola De Simone" accenderà i riflettori su Siracusa-Trapani, big match valevole per la nona giornata del girone I di Serie D. Una sfida intrisa di nostalgia per i trascorsi in Serie C di entrambe le piazze, ma oggi fortemente ancorata a una classifica condizionata dalle pesanti penalizzazioni che la giustizia sportiva ha inflitto ai due club.

Qui Siracusa: il "fortino" De Simone per dimenticare Licata La compagine aretusea, guidata da mister Gaspare Cacciola, arriva al derby con una fame di riscatto palpabile. La recente e amara sconfitta in trasferta per 2-1 contro il Licata ha frenato la corsa di una squadra che, sul campo, avrebbe raccolto ben 14 punti (ruolino che le garantirebbe il sesto posto in solitaria, a ridosso delle primissime). La zavorra del -7 in classifica, tuttavia, costringe al momento gli azzurri alla dodicesima piazza a quota 7 punti. L'ancora di salvezza e il vero punto di forza stagionale del Siracusa, fino a questo momento, è stato proprio il "De Simone". Tra le mura amiche, il rendimento è stato a dir poco perfetto: quattro vittorie su quattro incontri disputati, con un bottino di 10 reti segnate e appena 3 subite, dato che certifica la terza miglior difesa casalinga del raggruppamento. Contro il Trapani si andrà alla ricerca della "cinquina" interna, anche se lo staff tecnico dovrà sciogliere in extremis le riserve sulle condizioni fisiche del centrocampista Luca Lulli, risultato indisponibile nella sfortunata trasferta di Licata.

Qui Trapani: la cura Misiti e la legge del "corto muso" Sull'altra sponda, il Trapani arriva in terra aretusea cavalcando l'onda dell'entusiasmo. Dopo un avvio di campionato da incubo, macchiato da quattro sconfitte consecutive, la società ha optato per il cambio di rotta. L'arrivo in panchina di mister Misiti (subentrato all'esonerato Aronica) ha totalmente rigenerato l'ambiente granata. Con la nuova gestione sono arrivate tre vittorie nelle ultime quattro gare. Il denominatore comune? Il "corto muso" di allegriana memoria. I successi, compreso l'ultimo casalingo contro il Castrumfavara, sono infatti maturati tutti per 1-0, a testimonianza di una ritrovata e granitica solidità difensiva. Anche il Trapani è però costretto a fare i conti con un forte handicap: la penalizzazione di 5 punti lo relega al 16° posto in piena zona playout, a quota 4 (a -3 proprio dai siracusani).

I granata cercheranno di migliorare l'attuale rendimento offensivo esterno, dove finora hanno siglato una sola rete (nella vittoriosa gita a Ragusa) incassandone quattro. Le chiavi tattiche e cosa aspettarsi Sarà una vera e propria partita a scacchi. Mister Misiti dovrebbe confermare il collaudato 4-2-3-1, modulo studiato per garantire ampiezza in costruzione e densità per vie centrali in fase di non possesso. L'obiettivo del Trapani sarà alternare fasi di controllo a transizioni e ripartenze veloci per aggirare la retroguardia azzurra. Di contro, il Siracusa di Cacciola farà valere il fattore campo provando a imporre il proprio ritmo fin dai primissimi minuti, sfruttando l'inerzia e la spinta del caloroso pubblico del "De Simone".

Siracusa-Trapani non è, e non potrà mai essere, una partita come le altre. È il derby della riscossa per due storiche nobili del calcio siciliano, decise a scalare in fretta una classifica che oggi non rende per nulla giustizia ai veri valori delle due rose. Novanta minuti in cui le penalità resteranno fuori dal rettangolo verde: conteranno solo cuore, tattica e la voglia di primeggiare nell'Isola.

Sezione: Serie D / Data: Ven 23 ottobre 2026 alle 19:30
Autore: Anna Laura Giannini
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