Quattro giornate non fanno una stagione, ma qualche indicazione la offrono. E quelle arrivate dall'avvio di campionato del Palermo parlano un linguaggio chiaro: tre successi e un pareggio, dieci punti messi in cascina, nessuna sconfitta. Un rendimento che, in condizioni normali, varrebbe la testa della classifica. A negare ai rosanero il primato provvede però il Mantova, appaiato a quota dieci e avanti in virtù della differenza reti. Un dettaglio contabile che non intacca la sostanza: la squadra allenata da Filippo Inzaghi ha costruito in poche settimane una base solida su cui lavorare.

Il primato mancato, del resto, è poca cosa rispetto al significato statistico di questo inizio. Come rilevato dal Corriere dello Sport, il bottino conquistato nelle prime quattro partite eguaglia i migliori avvii nella storia del club: prestazioni analoghe si erano registrate soltanto nelle stagioni 1946/1947, 1964/1965 e, in tempi assai più recenti, nel campionato 2023/2024. Un accostamento che intreccia epoche lontanissime del calcio italiano e che restituisce la misura di quanto sia raro, per il Palermo, partire con questo passo.

L'ultimo capitolo si è scritto ad Avellino, dove la sfida si è chiusa sull'1-1. Una gara di quelle che raccontano più della semplice divisione della posta: agonismo elevato, equilibrio, un finale in cui i rosanero hanno dovuto anche difendersi dal rischio di capitolare. Nel post partita, il tecnico ha riassunto così la serata: "È stata una partita combattuta, difficile, lo sapevamo. [...] È chiaro che nell'ultimo minuto abbiamo rischiato anche di prendere gol con Bani, per cui penso che alla fine, vista la partita, sia un risultato giusto. Penso che la gente abbia visto una bella gara e noi diamo continuità comunque ai risultati".

È l'ultima parola, "continuità", a definire meglio di ogni altra la lettura che l'allenatore dà del momento. Non l'entusiasmo per il singolo risultato, ma la capacità di non interrompere una serie: un principio che, nella lunga stagione della Serie B, pesa quanto e più dei picchi isolati.

Il calendario, adesso, concede un punto di osservazione privilegiato. Sabato 19 settembre il Barbera ospiterà il Padova nell'ultima gara prima della sosta per gli impegni delle Nazionali. Una pausa lunga, che offrirà l'occasione di tracciare un primo bilancio ragionato del lavoro svolto e di verificare se le premesse di questo avvio possano reggere la distanza. Prima, però, c'è una partita da giocare, e il peso specifico di un impegno casalingo che arriva in un momento favorevole non sfugge a nessuno.

Il quadro complessivo, insomma, consiglia soddisfazione e prudenza in parti uguali. La stagione è appena cominciata e la classifica di settembre raramente somiglia a quella di maggio; nessuno, in casa rosanero, ha intenzione di anticipare conclusioni. Ma un avvio capace di richiamare i riferimenti storici del club è un capitale che non si costruisce per caso. Il compito, ora, è trasformarlo in qualcosa di duraturo: il vero banco di prova comincia adesso.

Sezione: Serie B / Data: Mar 15 settembre 2026 alle 07:45
Autore: Anna Laura Giannini
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