Un passivo pesante, che non lascia spazio ad alibi o a voli pindarici. Il CS Vultur esce dal "XXI Settembre" di Matera con un 5-2 sul groppone che impone riflessioni profonde. In sala stampa, l'allenatore irpino Sergio La Cava analizza la disfatta con la consueta schiettezza, mettendo da parte le illusioni e richiamando la sua squadra a un bagno di umiltà e realismo.


Alla domanda se sia stato troppo forte il Matera o se la Vultur abbia sbagliato l'approccio, La Cava non si nasconde dietro un dito: "Al di là del Matera, che considero una squadra forte e ci mancherebbe altro, noi abbiamo commesso troppi errori. Probabilmente non abbiamo preparato bene la gara. In più, in partite come queste, quando ti vengono a mancare quattro giocatori importanti, il peso si sente. Oggi avevamo fuori quattro elementi che non stavano bene; non faccio nomi perché non è giusto farli, ma devo ammettere che, pur avendo fatto anche noi alcune cose importanti, prendere cinque gol significa che purtroppo qualcosa non ha funzionato".


Stuzzicato sull'ipotesi che questa partita sia solo un passo falso in un cammino verso i playoff, il tecnico irpino risponde in modo tranciante, dimostrando tutta la sua esperienza: "Dopo una gara del genere, fare promesse significherebbe essere deficienti, e io non ritengo di esserlo. Alleno da anni e mi rendo conto che oggi abbiamo sbagliato un po' tutto. Al di là dell'approccio, a un certo punto potevamo anche riaprire la gara, se fossimo stati più tranquilli e calmi. Invece, appena rientrati in campo nel secondo tempo, abbiamo preso un terzo gol che non si prende neanche in Seconda Categoria. Se non aggiustiamo questi errori, non possiamo certo pensare ai playoff: dobbiamo pensare solo a fare un campionato per salvarci. È inutile che ci prendiamo in giro".

Il rammarico per l'emergenza di formazione resta, ma La Cava non lo usa come scudo: "Togliere quattro giocatori a una squadra che vuole fare un campionato importante, magari non a vincere ma da zona playoff, è un'assenza che pesa non poco. Non sono attenuanti, non sono scuse, bisogna solo lavorare molto. Oggi bisogna ammettere che il Matera è stato nettamente superiore e dobbiamo guardare alle altre squadre".


Sul finale, l'allenatore si sofferma sull'atteggiamento psicologico della squadra e su errori tattici che vanificano il lavoro settimanale: "C'è da lavorare tanto. Domenica scorsa non avevamo di fronte una squadra che ci ha messo sotto, i gol ce li siamo fatti da soli. Oggi, invece, il Matera ha creato azioni importanti, seppur agevolato da qualche nostra palla persa o da errori individuali. Abbiamo avuto una piccola reazione, ma quando mancano i giocatori di peso e chi va in campo non riesce a far fare il salto di qualità alla squadra, è un problema. Il peccato più grande è che in questi momenti ci sono giocatori che si abbattono, e diventa difficile far capire loro che il calcio è fatto così e che dalle sconfitte si può trarre qualcosa di positivo. Io sono un combattente, ma posso aiutarli fino a un certo punto: mi devono aiutare anche loro, con il lavoro e capendo gli errori".

La chiosa è un misto di frustrazione e incredulità per l'andamento del match: "Guardate il loro terzo gol: c'è un giocatore spalle alla porta, lo facciamo girare e ci fa gol. Poi siamo riusciti a fare il 3-1, abbiamo preso il 3-2 e, da quel momento, abbiamo regalato il campo a loro. Sono errori su cui si lavora in settimana e non capisco perché poi la domenica si commettano. Al di là delle altre due partite, in Coppa e in campionato, in cui non avevamo subito gli avversari, oggi purtroppo abbiamo subito il Matera in tutto e per tutto".

Lavoro, sudore e un drastico ritorno alla realtà: la cura La Cava per la Vultur inizia da questa amara serata materana.

Sezione: Eccellenza / Data: Lun 14 settembre 2026 alle 23:00
Autore: Chiara Motta
vedi letture