Una vittoria rotonda, cinque gol fatti, una cornice di pubblico straordinaria con oltre 2.300 tifosi sugli spalti. Eppure, nel post-partita del successo per 5-2 del suo Matera contro il CS Vultur, mister Doudou Diaw è tutt'altro che appagato. L'allenatore biancazzurro si presenta in sala stampa con il volto scuro di chi esige la perfezione e non tollera cali di tensione, nemmeno a risultato acquisito.
Interrogato su cosa prevalga tra la gioia per i cinque gol e l'amarezza per le due reti incassate, Diaw non usa mezzi termini: "Sono molto arrabbiato, e non soltanto per i due gol presi in sé. A volte, sul 4-1, non si fanno i cambi per migliorare la squadra, ma per dare minutaggio e far giocare chi magari ha avuto meno spazio. Purtroppo, però, questo ha allentato l'intensità e la qualità del nostro gioco, ed è per questo che sono incazzato nero".
Il tecnico entra poi nel dettaglio degli errori che hanno permesso al Vultur di accorciare le distanze, puntando il dito contro un atteggiamento troppo rilassato: "Una squadra con i nostri obiettivi non può permettersi rilassatezza. Abbiamo preso un gol su calcio d'angolo quando noi, tutti i venerdì, ci alleniamo proprio sulle palle inattive: questo significa che è mancata la giusta concentrazione. Sull'altro gol abbiamo iniziato a essere troppo leziosi, perdendo palloni con passaggi di esterno. Ecco, queste cose dobbiamo lasciarle a Modric, è l'unico al mondo che lo sa fare. Noi dobbiamo giocare semplici, con il piatto del piede, senza inventarci nulla".
Il monito per il futuro è chiaro e perentorio: "Come mia abitudine, a fine partita non parlo in spogliatoio, faccio i complimenti e me ne vado, nel bene e nel male. Ma domani qualcuno mi sentirà. I ragazzi devono capire dove si trovano e dove vogliamo arrivare. Non posso mettere in campo giocatori che pensano a fare l'esterno o chissà cosa: o si danno una regolata, oppure non solo li lascio fuori, li lascio proprio a casa. Ve lo sto dicendo ora che abbiamo vinto 5-2, pensate se avessimo perso 2-1. C'è una linea tracciata: chi vuole stare a Matera deve navigare su questa linea".
Sollecitato sulle prossime avversarie di campionato, come il San Cataldo, Diaw mostra una determinazione feroce, incentrata esclusivamente sul percorso del Matera: "Non penso a casa degli altri. Con tutti i problemi che ho da risolvere qui, non mi frega niente del San Cataldo, del San Raffaele o del San Giuseppe. A me interessa solo vincere ogni partita. Matera è questo che merita, non possiamo avere 2.300 persone in Eccellenza, tifosi del genere, e stare a guardare. Io qui mi gioco la carriera, forse qualcuno non l'ha capito. È un'occasione unica e rara per me, che sono dieci anni che mi barcameno e lavoro gratis. Se qualcuno pensa di mettere un po' di sabbia sul nostro piatto, glielo faccio vedere io".
Rispondendo al giornalista Damiano Giorgio Longo in merito all'ottima trama di gioco espressa per larghi tratti, il mister ribadisce la sua filosofia: "I miei discorsi non cambiano in base al risultato. Questa è una squadra di ottima qualità, abbiamo scelto prima gli uomini e poi i giocatori. Dalla quinta giornata in poi la squadra giocherà ancora meglio, alzerà l'intensità ed emergerà di più. Quando sento dire che l'allenatore ha bisogno di tempo, io rispondo che non lo chiedo: siamo insieme da due mesi e qualcosa già si inizia a vedere".
L'ultima battuta è per l'infortunio alla caviglia occorso a Galan, costretto a uscire anzitempo, in vista dell'impegno di mercoledì in Coppa Italia: "Sinceramente il cuore mi si è fermato quando l'ho visto a terra con le mani alzate. Poi, vedendolo rialzarsi e camminare sui suoi piedi, mi sono un po' rilassato. È inciampato sull'erba, queste sono le difficoltà di quando si cambiano le superfici di gioco: gli si è impiantato il piede e la caviglia ha sentito un forte dolore. Domani valuteremo meglio, mi auguro non sia nulla di grave. Anche perché non c'è tempo per rilassarsi: mercoledì scendiamo in campo per il turno di Coppa Italia, una competizione a cui teniamo tanto quanto al campionato. Già da domani saremo in campo ad allenarci".
Insomma, a Matera si vince e si fa spettacolo, ma per Doudou Diaw la strada verso la perfezione è ancora lunga. E non ammette distrazioni di "esterno destro".
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