Gianluca Caprari volta pagina e lo fa con la determinazione di chi vuole lasciarsi alle spalle mesi complicati. Nella conferenza stampa di presentazione tenuta ieri pomeriggio a Padova, l'attaccante ha raccontato senza filtri le ragioni che lo hanno spinto ad accettare la proposta del club biancoscudato e i dissapori che hanno segnato la fine della sua esperienza al Monza.
Un trasferimento che fino a poche settimane fa sembrava improbabile è diventato realtà a metà gennaio, quando il direttore sportivo del Padova ha avviato i contatti con il giocatore. "Il Direttore mi ha chiamato a metà gennaio, mi sono convinto sempre di più a venire qui, a Monza negli ultimi mesi non stavo più bene, sono qui per ritrovare il sorrire in campo", ha dichiarato Caprari, senza nascondere il malessere vissuto in Brianza.
Il nodo centrale della vicenda riguarda il rapporto deteriorato con l'allenatore del Monza, Salvatore Bianco. Caprari non ha usato mezzi termini nel descrivere quanto accaduto negli ultimi quattro mesi: "Con Bianco ci sono stati dei problemi, si dice dispiaciuto ma in quattro mesi sono passato da essere il giocatore più importante per lui a essere messo da parte, senza avere delle spiegazioni, mi è dispiaciuto. Ognuno fa le sue scelte, io penso al Padova, il resto è passato".
Una marginalizzazione improvvisa e mai chiarita che ha evidentemente pesato sul morale del calciatore, spingendolo a cercare una nuova destinazione dove poter ritrovare continuità e serenità. L'ambiente veneto, dove Caprari ha vissuto la stagione migliore della propria carriera con la maglia del Verona, rappresenta per lui un ritorno a sensazioni positive: "Mi sono trovato benissimo in Veneto, spero di proseguire come avevo finito in questa regione".
L'inserimento nel gruppo padovano è stato immediato. "Mi sono trovato subito molto bene, conoscevo già alcuni ragazzi", ha spiegato l'attaccante, che ha sottolineato il ruolo del direttore sportivo nell'agevolare l'ambientazione. La società ha illustrato a Caprari le ambizioni future, pur mantenendo i piedi ben piantati per terra: l'obiettivo primario resta la salvezza, poi si penserà a costruire qualcosa di più ambizioso.
"So che in futuro qui vogliono fare cose importanti. Ho conosciuto la squadra, ci sono tanti bravi ragazzi e i 29 punti fatti non sono un caso, vogliamo finire la stagione nel migliore dei modi", ha affermato Caprari. Il dialogo diretto con l'allenatore è stato determinante nella scelta: "Il Mister mi ha chiamato per dirmi che mi voleva qui, ora voglio aiutare il gruppo a raggiungere la salvezza, il prossimo anno vedremo a cosa puntare".
Sul fronte della condizione fisica, Caprari ha rassicurato tutti: i problemi al ginocchio sono superati. "Ho recuperato, mi sento bene, mi sto allenando con la squadra", ha dichiarato, aggiungendo che la migliore forma arriverà con la continuità: "Più gioco più riesco a trovare la migliore condizione, siamo a buon punto".
Il contratto firmato è valido fino a fine stagione, ma contiene una clausola significativa: in caso di salvezza, Caprari resterà a Padova anche per la prossima annata. "Se ci salviamo, il prossimo anno sarò qui", ha confermato il giocatore, legando così il proprio futuro agli obiettivi della squadra.
Dal punto di vista tattico, Caprari si è detto disponibile a ricoprire diverse posizioni nel reparto offensivo. "Conoscete le mie caratteristiche, a Verona ho fatto l'esterno d'attacco a sinistra. Se il Mister vuole giocare a due punte, mi ci vedo in quel ruolo", ha spiegato, mostrando flessibilità e voglia di mettersi a disposizione del tecnico.
In rosa ritrova compagni con cui ha condiviso esperienze importanti. Con Kevin Lasagna ha vissuto un anno e mezzo fondamentale a Verona: "È un giocatore con caratteristiche uniche", ha commentato. Diverso il rapporto con Papu Gomez, arrivato al Monza proprio nel periodo dell'infortunio di Caprari: "Ho avuto poco a che fare perché è arrivato a Monza quando io mi sono fatto male e non mi allenavo con la squadra, tutti conosciamo le sue enormi qualità".
Nonostante le difficoltà recenti, Caprari ha voluto chiarire che la sua carriera è tutt'altro che al tramonto. "Mi sento bene, credo di poter dare ancora tanto al calcio, se sono qui è perché mi sento bene e voglio fare ancora tanto", ha affermato con convinzione. L'attaccante si trova in una fase della carriera in cui esperienza e motivazione possono fare la differenza, soprattutto in un contesto come quello padovano, dove l'entusiasmo e il progetto societario potrebbero rappresentare gli stimoli giusti per rilanciarsi.
Già da avversario, nella gara d'andata vinta dal Padova sul campo del Monza, Caprari aveva avuto modo di apprezzare le qualità della squadra: "La squadra sa ciò che vuole, a Monza ci avevano battuti, in un campo non facile. Secondo me ci sono tante buone cose che già si sono viste di questa squadra, i 29 punti non sono un caso".
La presentazione di ieri ha dunque certificato non solo un trasferimento di mercato, ma anche la volontà di Caprari di voltare pagina dopo un periodo complicato. Le parole del giocatore sul progetto Padova sono state chiare: "Dalle parole del Direttore questo è un progetto importante, la nuova proprietà vuole fare, un passo alla volta, delle cose importanti. È fondamentale salvarsi, poi ci penserà la società a fare qualcosa di importante".
Un approccio pragmatico, che riflette la maturità di un professionista che ha vissuto momenti alti e bassi nella propria carriera e che ora vuole ripartire da un ambiente sereno, dove poter esprimere le proprie qualità senza le tensioni vissute negli ultimi mesi. Il Veneto, teatro dei suoi successi più recenti, potrebbe davvero rappresentare la cornice ideale per questo rilancio.
La sfida per Caprari e per il Padova è chiara: conquistare la salvezza e poi costruire insieme qualcosa di più ambizioso. I presupposti, a giudicare dalle parole dell'attaccante, sembrano esserci tutti.
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