L’avventura di Andrea Sottil sulla panchina del Modena si chiude con un’analisi lucida e orgogliosa del percorso compiuto, lontano dalle voci che hanno etichettato l’annata come negativa. Il tecnico non ha dubbi sulla qualità del lavoro espresso sul campo: «E’ stata una bellissima stagione, al di sopra delle aspettative. Mi dispiace sentir parlare di fallimento, perché i numeri dicono tutt’altro. L’obiettivo dichiarato del club sono sempre stati i playoff».

Secondo l’allenatore, i riscontri oggettivi premiano la gestione tecnica messa in atto sin dal ritiro estivo: «Mi hanno chiesto di creare una squadra con un’identità forte che avesse potuto giocarsela contro tutti. I dati dicono che è stata la miglior stagione da quando la famiglia Rivetti ha acquisito la società».

Un aspetto che Sottil tiene particolarmente a sottolineare riguarda il ripristino del legame viscerale con l’ambiente: «Abbiamo riconciliato il rapporto con la tifoseria, vinto un derby molto simbolico e riacceso il fuoco della piazza. La gente di Modena mi ferma in città e mi ringraziava per quello che ho fatto. La soddisfazione per un allenatore è anche lasciare qualcosa di tangibile a chi ama questa squadra».

Il focus si sposta poi sulla crescita del parco giocatori, un patrimonio che la società potrà sfruttare nel tempo: «Abbiamo valorizzato la rosa incrementando il patrimonio del club: io ho allenato una squadra formata da giovani debuttanti affiancati da giocatori esperti. Il giusto per la filosofia del Modena».

Sottil elenca con soddisfazione i traguardi raggiunti dai singoli talenti passati sotto la sua guida: «Da allenatore sono orgoglioso che Massolin sia stato venduto all’Inter, che Tonoli abbia richieste dalla Serie A, che Beyuku sia stato convocato al Mondiale U20 con la Francia e che Nieling e Nador abbiano dimostrato di competere in Italia. Tra l’altro Nieling piace tanto in Olanda, ci sono top club di quel campionato che lo vogliono. Significa che tutto il lavoro di quest’anno ha portato a dei frutti importanti in vista del futuro del Modena».

Il tecnico evidenzia inoltre la capacità del gruppo di attingere dal vivaio nei momenti di massima emergenza fisica: «Nel corso della stagione abbiamo avuto un momento di difficoltà legato agli infortuni e Samuel Wiafe che è un 2008, arrivato dalla Primavera, si è subito messo a disposizione della squadra. Sotto la nostra gestione hanno esordito in prima squadra anche Edoardo Colpo (2008) e Tito Fabbri (2009), il più giovane della categoria. Ci tengo a sottolinearlo. C’è stato un grande lavoro da parte dello staff e la squadra è diventata competitiva grazie a un metodo ben preciso».

Sottil preferisce guardare all’insieme della stagione piuttosto che isolare l’amaro epilogo dei playoff: «Il calcio è anche questo: perdere una partita, nei minuti finali, contro la Juve Stabia ai playoff, quando durante la stagione avevamo vinto sia andata che ritorno proprio contro di loro. Il bilancio finale dell’annata non si può ridurre a una sola partita, quello 0-1 al Braglia».

In conclusione, l’allenatore difende la bontà del progetto intrapreso dalla proprietà, ribadendo la necessità di pazienza per costruire realtà vincenti: «Ad inizio anno la proprietà aveva intenzione di iniziare una nuova era. Penso che siano stati raggiunti tutti gli obiettivi stagionali e ogni nuovo progetto ha bisogno di tempo per svilupparsi al meglio. Chi vuole oscurare tutto con l’ultima partita è ingiusto».

La chiusura è un messaggio di gratitudine rivolto all’intero ambiente canarino: «Era da quasi 12 anni che il Modena non si giocava i playoff, noi quest’anno ci siamo sempre rimasti dentro. Anzi, per diverso tempo siamo stati primi. Sono soddisfazioni per me e per chi ha lavorato duramente per un anno intero. Ovviamente ringrazio la famiglia Rivetti per l’opportunità che mi ha dato ad inizio stagione, e auguro il meglio al Modena, una società con delle basi solide e grandi ambizioni».

Sezione: Serie B / Data: Lun 25 maggio 2026 alle 06:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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