Il Catanzaro di Alberto Aquilani conferma di essere una realtà solida e vibrante, capace di gettare il cuore oltre l'ostacolo anche quando la sorte sembrava aver voltato le spalle. Il successo interno contro l'Empoli, maturato al termine di una gara pirotecnica finita 3-2, rappresenta molto più di tre punti in classifica: è la certificazione di una squadra che sa soffrire e reagire con una forza d'urto impressionante.
Nonostante un avvio shock che ha visto i calabresi scivolare sotto di due reti nella prima frazione di gioco, il tecnico non ha voluto sentire parlare di un ingresso in campo errato sotto il profilo mentale. Per l'allenatore romano, infatti, il problema iniziale non è risieduto in una scarsa determinazione, quanto piuttosto in una gestione emotiva fin troppo carica che ha generato confusione.
«Questa è una squadra che merita i complimenti» ha esordito Aquilani nel post-partita, sottolineando come la prestazione vada valutata nel suo insieme e non solo per le incertezze dei primi minuti. Il tecnico ha tenuto a precisare un concetto chiave: «Più che di mancato approccio parlerei di frenesia: questa è una squadra che si carica sempre per vincere e oggi, forse, ha avuto troppa fretta».
L'analisi del primo tempo evidenzia un paradosso: pur incassando gol a freddo e mostrando qualche passaggio all'indietro di troppo, i giallorossi hanno continuato a produrre una mole di gioco considerevole. Secondo i calcoli del mister, la squadra è stata capace di generare almeno sette o otto nitide occasioni da rete prima dell'intervallo, segno di una manovra che non si è mai interrotta.
Durante la pausa, l'intervento negli spogliatoi è stato mirato a correggere l'intensità piuttosto che la tattica pura. Aquilani ha rivelato di aver chiesto ai suoi calciatori semplicemente di alzare i giri del motore: «Ho chiesto solo di alzare il ritmo, e i ragazzi hanno fatto quello che sanno fare», ha spiegato con soddisfazione, vedendo la sua richiesta tradursi in una ripresa travolgente.
La rimonta totale è stata l'apoteosi di questo cambio di marcia, con il sorpasso definitivo firmato da Cassandro dopo che la doppietta di Pittarello aveva rimesso tutto in discussione. Pur definendo la sfida complessivamente positiva, il tecnico ha ammesso che il difetto principale è stato quello di aver reso complicata una partita che poteva essere amministrata con maggiore serenità.
Non sono mancate, però, le note di autocritica su alcuni aspetti difensivi che andranno approfonditi durante le sedute di allenamento settimanali. In particolare, il primo gol subito è stato etichettato come un errore di lettura collettiva e individuale: «È un gol brutto, Liberali si è ritrovato a difendere in una zona che probabilmente non era la sua. Sarà uno spunto di analisi in settimana».
Oltre agli errori, ciò che ha entusiasmato Aquilani è stata la partecipazione totale di tutti gli effettivi alla fase d'attacco, citando le corse incessanti di Cassandro e le sovrapposizioni di Antonini. Questi segnali sono la prova di una vittoria ottenuta prima di tutto con la forza della mente e poi con il vigore atletico, elemento quest'ultimo che il mister rivendica con orgoglio.
«La tenuta fisica? I complimenti vanno al mio staff: le gambe stanno bene, è con la testa che dobbiamo essere sempre collegati» ha ribadito, evidenziando come la capacità di ribaltare il match non sia stata un caso fortuito, ma il risultato di una preparazione metodica che permette di avere ancora benzina quando gli avversari iniziano a calare.
Un capitolo a parte è stato dedicato a Pittarello, il grande protagonista della serata con una prestazione da trascinatore assoluto. Aquilani ha voluto sottolineare con fermezza il proprio supporto verso l'attaccante, ricordando come non tutti fossero convinti delle sue potenzialità al momento del suo arrivo in giallorosso.
«Qui in pochi ci credevano e lo sostenevano: mi prendo il merito di averlo fatto dal primo giorno. È un giocatore forte, e oggi percepisco in lui la voglia di fare la differenza» ha dichiarato il tecnico, esaltando l'impatto del calciatore che ha griffato due reti e fornito l'assist decisivo per la rete del sorpasso.
Tuttavia, restano dei margini di miglioramento su cui lavorare per evitare di soffrire eccessivamente in futuro, specialmente per quanto riguarda la gestione dei cross avversari. «Stiamo soffrendo sulle palle laterali, ed è una delle cose da sistemare» ha ammesso sinceramente l'allenatore, conscio che ogni dettaglio può fare la differenza nel lungo periodo.
In merito alla situazione in graduatoria, il Catanzaro resta saldamente nelle zone nobili, confermandosi una mina vagante del torneo. Nonostante l'entusiasmo del pubblico del Ceravolo, Aquilani preferisce mantenere i piedi per terra e non avventurarsi in pronostici a lungo termine, preferendo concentrarsi sul prossimo impegno immediato.
«Le analisi le faremo alla fine. Adesso siamo in corsa e ce la gioichiamo» ha concluso il mister, citando implicitamente un mostro sacro della panchina per definire la sua filosofia attuale: «La penso come Spalletti, voglio vincere la prossima col Padova». Una dichiarazione di intenti chiara per una squadra che non ha intenzione di fermarsi.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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