Al termine del secondo test congiunto, che ha visto la Reggiana imporsi sul Masone, il tecnico Davide Dionigi ha offerto una panoramica approfondita sulla condizione attuale della squadra. Le sue dichiarazioni hanno toccato vari aspetti, dalla preparazione fisica agli infortuni, dal mercato alle sfide imminenti.
Il mister ha evidenziato la notevole stanchezza dei suoi giocatori, descrivendo la situazione come di «massima emergenza fisica». Ha spiegato che l'intenso lavoro svolto in questa fase del precampionato porta inevitabilmente a gambe e mente meno reattive, ma ha sottolineato che «deve essere così: se in precampionato fila tutto liscio, significa che qualcosa non va». Dionigi ha ribadito la necessità di aumentare ulteriormente i carichi di lavoro, poiché la squadra non ha ancora raggiunto il livello di forma desiderato. Nonostante le difficoltà e il terreno di gioco "un po’ stretto", ha espresso soddisfazione per l'impegno profuso dai ragazzi e ha notato l'emergere di «qualche buona giocata di ciò che stiamo provando».
La preoccupazione per gli infortuni è palpabile. Alla domanda sulla reazione di Rozzio che ha gettato la fascia, Dionigi ha risposto con pragmatismo, definendoli «piccoli acciacchi che vanno valutati». Ha riconosciuto che qualche problema fisico è normale per chi lavora intensamente, soprattutto per un giocatore come Paolo che «non ha mai saltato un allenamento e non si è mai tirato indietro». La situazione difensiva è particolarmente critica, con Sampirisi, Rozzio e Meroni ai box, creando una «emergenza, specialmente sul braccetto di sinistra». Tuttavia, il mister ha ribadito che la squadra è «in piena costruzione» e questa condizione non deve intaccare la «cultura del lavoro e della fatica». L'obiettivo è persistere su questa strada, anzi, intensificare gli sforzi, perché «siamo indietro. Questa è la mia linea».
Riguardo alle aspettative per le prossime amichevoli, Dionigi è stato chiaro: «Assolutamente. Io non guardo mai ai risultati in questo periodo». L'attenzione è focalizzata sull'atteggiamento dei giocatori, osservando chi, «anche nella fatica, prova ad andare oltre i propri limiti». Questi segnali sono cruciali per capire come la squadra reagirà quando la condizione fisica sarà ottimale. Ha enfatizzato che «tra un mese sarà un’altra storia, ma ora contano solo sacrificio e mentalità». La fase attuale, sebbene dura, è vista come un passaggio necessario per «mettere benzina nel serbatoio» in vista del campionato.
Guidare una squadra fin dal ritiro è un'opportunità che Dionigi apprezza profondamente. È la seconda o forse terza volta che gli accade, e «fa piacere, perché così puoi lavorare con più calma, costruire una base atletica e un’idea di gioco». L'ideale sarebbe avere l'intera rosa disponibile sin dall'inizio per integrare subito i giocatori nella mentalità e nella condizione fisica richieste. I nuovi arrivi tardivi, specialmente con il loro metodo di lavoro, richiedono più tempo per l'adattamento. Nonostante le difficoltà del mercato, che richiede anche delle cessioni, la collaborazione quotidiana con il direttore Fracchiolla è stretta, e la società ha ben chiaro cosa serve per completare la squadra. L'imperativo rimane «continuare a lavorare».
L'arrivo di Rover è stato accolto con soddisfazione, in quanto «Rover era uno dei profili che avevamo individuato». Il giocatore è stato descritto come «duttile, può giocare sia a destra che a sinistra». Sebbene Rover abbia giocato solo un quarto d'ora e Tavsan mezz'ora, mentre Bertagnoli non è ancora sceso in campo, la squadra è «in piena costruzione». Dionigi ha anticipato che le prossime partite saranno di livello superiore e richiederanno ancora più fatica, ma «va bene così». In questa fase, l'obiettivo principale non è il risultato o la manovra, ma «solo il lavoro fisico e mentale».
Infine, l'amichevole del 2 agosto contro la Juventus a Torino rappresenta un momento speciale. Dionigi la vede come una «bella soddisfazione, soprattutto per i ragazzi, perché avranno l’occasione di confrontarsi con dei campioni». L'incontro deve essere percepito come «un premio per il lavoro fatto fin qui». Già solo la possibilità di essere presenti nel centro sportivo della Juventus è «un motivo d’orgoglio».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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