La sfida appena conclusa rappresentava un banco di prova tutt'altro che banale per la formazione blucerchiata, chiamata a chiudere nel migliore dei modi un trittico di impegni settimanali decisamente dispendioso sotto il profilo delle energie nervose e fisiche.
Il tecnico Angelo Gregucci, analizzando la prestazione dei suoi ai canali ufficiali del club, ha sottolineato come la gestione della gara sia stata figlia di valutazioni ponderate, dettate non solo dall'importanza cruciale della posta in palio per la classifica, ma anche dalla caratura di un avversario come il Padova.
I veneti, infatti, si sono confermati compagine ostica, capace di vendere cara la pelle fino all'ultimo istante, mettendo in seria difficoltà la retroguardia doriana soprattutto nella seconda frazione di gioco, quando la stanchezza ha iniziato a farsi sentire.
Proprio nel momento di massima pressione degli ospiti, che con pericolosità iniziavano a stazionare stabilmente negli ultimi trenta metri, è emerso l'elemento che secondo l'allenatore traccia un solco netto tra la realtà genovese e il resto del campionato.
Secondo Gregucci, infatti, «il pubblico della Sampdoria è una cosa troppo seria», un fattore determinante che agisce come un vero e proprio propulsore psicologico per i calciatori in campo, spingendoli a superare i propri limiti strutturali nei momenti di affanno.
L'incitamento incessante della gradinata ha permesso alla squadra di non soccombere, portandola a «raschiare il barile» delle energie residue. Per il mister, è quasi «innaturale non avere una reazione d'orgoglio» quando i sostenitori alzano il volume del tifo per difendere il risultato.
La gestione dei cambi è stata un altro tema caldo del post-partita, caratterizzata da una necessità di rischiare dovuta agli eventi fortuiti del match. L'uscita forzata di Pierini nel primo tempo ha infatti condizionato le strategie successive della panchina.
Il tecnico ha dovuto operare con estrema cautela nell'ultimo slot disponibile, sostituendo i due interni di centrocampo che erano stati sanzionati con il cartellino giallo, una mossa obbligata per evitare di restare in inferiorità numerica in un finale ancora lunghissimo.
C'era il timore concreto che un eventuale infortunio a cambi esauriti potesse compromettere tutto, ma la tenuta mentale del gruppo ha prevalso. «Attraverso la nostra gente e l'orgoglio dei ragazzi siamo riusciti a portare a casa tre punti fondamentali», ha ribadito Gregucci.
Ora l'attenzione si sposta sulla gestione della sosta e sul recupero delle condizioni atletiche. Il mercato invernale ha portato volti nuovi che vanno ancora integrati pienamente nei ritmi partita, un compito reso difficile dai ritmi serrati delle ultime settimane.
La fase di recupero che si apre adesso sarà delicata e strategica, poiché il calendario proporrà presto un altro ciclo intenso di tre incontri ravvicinati a cui la squadra dovrà presentarsi con una brillantezza diversa e una forma fisica ottimizzata.
L'obiettivo resta quello di farsi trovare pronti a ogni chiamata, consapevoli che la coesione tra squadra e ambiente possa sopperire anche a quei cali fisiologici che una stagione così compressa inevitabilmente presenta lungo il cammino.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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