Il Taranto si prepara a vivere una domenica dal sapore particolare, non solo per l’importanza della posta in palio ma anche per la cornice inedita che ospiterà la sfida contro l’Atletico Acquaviva. Per la prima volta, infatti, i rossoblù giocheranno sul manto erboso del Dimitri di Manduria, inaugurando una settimana che il tecnico Ciro Danucci ha definito cruciale per le ambizioni di rimonta verso la vetta occupata da Brindisi e Bisceglie.
Forte di cinque successi consecutivi, la compagine ionica cerca il sesto squillo per accorciare ulteriormente le distanze, ma l’allenatore predica calma e massimo rispetto per l’avversario. «Sarà una settimana molto importante per noi. Domani affronteremo una buona squadra, che ci ha dato del filo da torcere sia in campionato che in Coppa» ha esordito Danucci, sottolineando come la consapevolezza dei propri mezzi debba andare di pari passo con l'umiltà necessaria per affrontare una gara che nasconde molteplici insidie.
L’analisi del tecnico si è poi spostata sulla tenuta difensiva e sugli errori che, in alcune occasioni, hanno vanificato l’ottimo lavoro di reparto. Nonostante i numeri parlino di una squadra che concede pochissimo, la distrazione individuale resta il nemico numero uno da combattere. «Sugli errori individuali si può migliorare ma sono anche frutto della qualità del giocatore. Dobbiamo migliorare la concentrazione per evitare queste sbavature» ha precisato l'allenatore, ricordando con rammarico alcune reti subite in passato su situazioni facilmente leggibili.
Per quanto riguarda la gestione della rosa, l’infermeria continua a pesare sulle scelte tecniche. Danucci ha confermato le assenze certe di Delvino, Trombino, Labianca e Monetti, mentre resta il dubbio legato all'impiego di Zampa e Hadziosmanovic, quest'ultimo tornato a correre solo da pochi giorni. Nonostante le defezioni, il tecnico confida nella forza del collettivo per superare un Acquaviva descritto come una compagine ben allenata e propositiva.
«Affronteremo una squadra con giocatori di ottime qualità individuali come Girardi, Guglielmi e Reyes. Gioca a calcio e cerca di costruire» ha osservato Danucci, aggiungendo che l'intensità e l'attenzione saranno le chiavi per scardinare il gioco degli avversari. Anche il fattore campo giocherà il suo ruolo, dato che il Taranto dovrà adattarsi rapidamente a un terreno di gioco nuovo e leggermente più largo rispetto a quello di Massafra.
Il ritorno a Manduria ha risvegliato nel mister sentimenti profondi, legati agli albori della sua esperienza nel mondo del calcio. «Lì è cominciata la mia carriera calcistica, è sempre bello tornarci e sono sicuro che questo sarà un motivo in più per fare una grande partita» ha confessato con emozione, ricordando i volti e le avventure vissute anni fa su quello stesso rettangolo verde che ora lo vede protagonista in panchina.
In merito alla volata promozione, Danucci ha ammesso che convivere con l'obbligo costante della vittoria non è semplice, ma ha ribadito che la squadra non deve farsi condizionare dai risultati altrui. «Abbiamo il destino nelle nostre mani, vincendo si potrebbero disputare almeno i playoff. Dobbiamo pensare a noi e a vincere le partite prima di dare un’occhiata alle squadre che ci precedono» ha dichiarato, pur restando alla finestra per cogliere eventuali passi falsi delle battistrada.
Il tecnico ha preferito non sbilanciarsi troppo sulle vicende extra-campo che hanno colpito le rivali, come la penalizzazione del Bisceglie, focalizzandosi invece sul recupero di pedine fondamentali come Aguilera e Loiodice. Per entrambi, la continuità negli allenamenti e il minutaggio in campo sono le uniche medicine per ritrovare la forma migliore dopo i recenti problemi fisici che ne hanno limitato l'impiego.
Un pensiero speciale è stato rivolto anche a Incerti, giocatore dalle potenzialità ancora inespresse secondo il mister: «Per caratteristiche fisiche e tecniche non ha nulla a che fare con l’Eccellenza. Dipende solo da lui, se crescesse sotto l’aspetto della cattiveria agonistica potrebbe puntare a categorie molto più alte». Parole che sanno di stimolo per un ragazzo che potrebbe rappresentare l'arma in più in questo finale di stagione.
In chiusura, Danucci ha analizzato alcune criticità emerse nelle ultime uscite, in particolare una certa difficoltà nell'uscire dalle pressioni alte durante le fasi convulse del match. «A Bisceglie nel secondo tempo siamo stati meno puliti, cercando spesso la palla lunga invece di trovare uscite più semplici» ha spiegato, garantendo però che il lavoro settimanale è mirato proprio a rendere la manovra più fluida e meno soggetta alla paura di sbagliare.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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