Il Novara si appresta a vivere una delle trasferte più delicate della stagione, facendo rotta verso Trieste in un clima di grande concentrazione. Mister Andrea Dossena, intervenuto nella consueta conferenza stampa della vigilia, ha voluto mettere subito in chiaro le gerarchie emotive e tecniche necessarie per affrontare un impegno di questo calibro.
L'allenatore ha esordito analizzando la situazione dell'infermeria e delle squalifiche, sottolineando che, nonostante le defezioni in settori chiave, la rosa dispone di alternative valide. «Ho visto un gruppo che ha recuperato soprattutto mentalmente» ha spiegato il tecnico, rimarcando come il post-partita precedente sia stato difficile da digerire, specialmente per quegli episodi di scarsa concentrazione che hanno portato a subire reti evitabili.
Dossena ha puntato il dito contro le «frivolezze» e le distrazioni che troppo spesso hanno caratterizzato il percorso della squadra nell'ultimo mese e mezzo. La priorità assoluta è eliminare queste lacune, poiché a certi livelli ogni pallone può diventare determinante. «Ho 25 giocatori a disposizione, quindi gli squalificati possono essere sostituiti da compagni che hanno lavorato bene» ha garantito, ribadendo la sua fiducia totale nel collettivo.
Un tema centrale della discussione è stato l'avversario: una Triestina definita «difficile da leggere» a causa dei suoi forti alti e bassi. I giuliani sono reduci da una sconfitta pesante nel turno infrasettimanale, ma il tecnico del Novara sa bene che giocare tra le mura amiche restituisce spesso certezze ai padroni di casa. Sarà fondamentale gestire bene le energie, considerando che si tratta della terza gara in soli sette giorni.
Proprio ripensando ai precedenti tra le due squadre, Dossena ha toccato un tasto molto sensibile legato alla storia recente del club. «Spero che quel veleno di far vedere che è stato solo un incidente di percorso risuoni in alcuni di loro» ha dichiarato, riferendosi a passate debacle che non devono più ripetersi. La sua posizione in merito alla determinazione agonistica è stata categorica, quasi una sfida aperta ai suoi stessi calciatori.
«Se dovessimo tornare a casa con un 6-0 non tornerebbero sul pullman, tornano a piedi» ha sentenziato il mister con una battuta che però nasconde una verità profonda sul livello di impegno richiesto. Per Dossena non ci sono alibi: anche lui si sente parte integrante di questo patto, dichiarandosi pronto a fare lo stesso percorso a piedi se dovesse sbagliare la lettura della gara o l'approccio tattico.
Dal punto di vista della strategia, l'idea è quella di non stravolgere i concetti tattici ormai assimilati. Cambiare continuamente significherebbe creare solo caos in una fase del campionato dove servono punti di riferimento certi. «I concetti devono rimanere in quella direzione da qui alla fine dell'anno» ha spiegato, pur ammettendo che piccoli accorgimenti sulle posizioni dei singoli sono sempre possibili a seconda dell'avversario.
Un'attenzione particolare è stata rivolta anche alla condizione fisica dei singoli, come nel caso di Marco Da Graca. Il giovane attaccante non ha ancora i 90 minuti nelle gambe e il suo impiego potrebbe essere strategico a partita in corso, quando gli spazi si allungano e le difese avversarie sono meno lucide. La scelta tra lui e Alberti dipenderà molto dal tipo di interpretazione che il mister vorrà dare alla fase offensiva.
Il tecnico ha poi analizzato alcuni dati statistici che vedono il Novara positivo in molti parametri, ma ancora lacunoso nei passaggi chiave e nell'ultimo passaggio. Questo limite richiede non solo la qualità del singolo, ma anche un movimento corale più «feroce» per liberare l'uomo nella zona calda dei sedici metri. Serve più visione e, soprattutto, la voglia di rischiare la giocata che sposta gli equilibri.
In chiusura, Dossena ha voluto ribadire che non cerca salvatori della patria, ma uomini pronti a dare il proprio cento per cento. «Non chiedo a nessun giocatore di fare il Salvatore della Patria, ma di avere un atteggiamento positivo» ha concluso, sigillando una vigilia carica di elettricità e consapevolezza. Il Novara va a Trieste per combattere, con la promessa che la maglia uscirà dal campo intrisa di sudore.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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