L’Ascoli ha messo in scena una prestazione di alto livello, regalando ai propri tifosi una serata all'insegna del calcio spettacolo. Nonostante il dominio territoriale e le numerose occasioni create, il gol decisivo è arrivato solo nel finale, lasciando il tecnico Francesco Tomei sospeso tra l'orgoglio per la prova dei suoi e il rammarico per la poca concretezza sotto porta. «Sì, hanno deciso proprio di farmi invecchiare perché, fondamentalmente, il primo tempo abbiamo avuto diverse situazioni per poter far gol. Secondo me abbiamo tenuto un ritmo elevatissimo contro una squadra che ha una grande intensità. Oggettivamente abbiamo approcciato molto bene, ma io di questa cosa ero molto sereno e molto sicuro perché so che, quando giochiamo in casa, l'elettricità che si crea col nostro pubblico ti dà sempre una grande energia», ha dichiarato l'allenatore al termine del match.
Il tecnico non ha risparmiato complimenti per gli avversari, riconoscendo il valore di una sfida complessa: «Non mi rimane che fare i complimenti sicuramente al Potenza e a Pietro, che è un amico, perché sono stati un avversario veramente duro. Vi faccio i complimenti perché, secondo me, sono una grande squadra e affrontare una formazione così non è semplice. Quindi, secondo me, abbiamo fatto un'ottima prestazione». Una prova, tuttavia, che ha visto l'Ascoli sprecare una mole impressionante di gioco, una tendenza che Tomei ha commentato con una battuta: «Ma io ho capito perché: i ragazzi si divertono a farmi soffrire, quindi è giusto che si divertano. Siccome nel calcio bisogna divertirsi, va bene così».
Entrando nel merito tecnico della sfida, il mister ha evidenziato la necessità di una maggiore determinazione negli ultimi sedici metri, soprattutto in vista dei prossimi impegni: «Detto ciò, giustamente dobbiamo essere un po' più attenti a queste cose perché poi, in queste partite, le puoi pagare. Sono partite secche, partite dove il dettaglio ti fa la differenza e bisogna essere un po' più cinici. Se posso fare un appunto ai ragazzi è questo, ma va da sé che loro già la sanno questa cosa qui». Nonostante questo limite, resta la soddisfazione per un’identità tattica ben precisa che la squadra non ha mai tradito.
«Dall'altra parte, la cosa che veramente mi rende orgoglioso è che costruiscono tutta questa roba qui perché, fondamentalmente, abbiamo dimostrato anche che il nostro DNA rimane sempre lo stesso. Non si specula, non si fanno ragionamenti su doppi risultati: si gioca a calcio sempre, si cerca di fare il massimo e questo per noi, secondo me, è anche un grosso risultato mentale», ha sottolineato con forza il tecnico, confermando la bontà del lavoro svolto nelle ultime settimane, in particolare sulla gestione delle transizioni offensive.
Fondamentale, nel corso della ripresa, è stato l'apporto dei giocatori subentrati, pronti a dare nuova linfa alla manovra in un momento in cui i ritmi fisiologicamente tendevano a calare. «In queste partite devi assolutamente ricorrere e cercare di poter gestire queste cose, perché i ritmi sono alti, si gioca ogni tre giorni e sei quasi obbligato, devi essere anche lucido nel sapere che devi cambiare. Come al solito, i complimenti a chi è entrato vanno fatti perché questo, per l'ennesima volta, dimostra che questa, come tutto durante l'anno, per noi è una grande forza», ha concluso Tomei, guardando già alle prossime sfide decisive per il prosieguo del campionato.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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