Il Cosenza centra un successo fondamentale ai fini della classifica e del morale, superando la Casertana con un netto 3-1 che vale il sorpasso in graduatoria e l'approdo al quarto posto. Antonio Buscè, intervenuto ai microfoni della stampa, ha voluto dedicare un pensiero profondo alla prestazione dei suoi uomini, sottolineando quanto questo risultato sia vitale per un gruppo che sta attraversando una fase della stagione estremamente complessa e ricca di insidie.
L'allenatore rossoblù non ha nascosto l'orgoglio per la reazione mostrata dalla squadra, rivolgendo un ringraziamento sentito ai propri calciatori per la dedizione dimostrata sul rettangolo verde. «Questa vittoria dà entusiasmo alla squadra perché sta vivendo un momento particolare. Devo solo dire grazie a questi ragazzi», ha esordito il mister, ponendo l'accento sulla forza caratteriale necessaria per superare i pregiudizi e le critiche che hanno accompagnato il percorso dei silani nelle ultime settimane.
Buscè ha poi utilizzato parole forti per descrivere lo spirito di sacrificio dei suoi, non senza lanciare una frecciata polemica che sembra puntare verso l'esterno o verso chi non ha creduto pienamente nel progetto. «Ancora una volta hanno dimostrato di metterci il cuore e gli attributi, anche se qualcuno non lo merita», ha sentenziato il tecnico, richiamando poi un insegnamento familiare per spiegare la sua filosofia di gestione delle delusioni: «Quando ci si aspetta qualcosa dagli altri poi non ci devi rimanere male, non devi aspettarti nulla da nessuno nella vita. Mi hanno insegnato questo i miei genitori».
Il bottino di quaranta punti fin qui accumulato rappresenta, secondo l'allenatore, un traguardo eccezionale se parametrato alle enormi criticità gestionali e fisiche riscontrate quotidianamente. Nonostante il feeling tra guida tecnica e spogliatoio sia ai massimi livelli, le defezioni e i problemi fisici continuano a tormentare i rossoblù. «Il Cosenza ha fatto 40 punti nonostante tante difficoltà. Con i ragazzi c’è grande intesa però abbiamo grossi problemi», ha ammesso Buscè con schiettezza.
Il bollettino medico emerso dalla sfida contro la Casertana è apparso subito preoccupante, con diversi elementi chiave che hanno concluso il match in condizioni precarie, spinti solo dall'attaccamento alla maglia. «Caporale non ce la fa più, è rimasto in campo solo per i compagni e per lo staff tecnico. Così anche Cannavò, Dametto e Langella», ha rivelato il mister, evidenziando una situazione di emergenza totale che richiede risposte immediate anche in sede di trattative.
Proprio il tema del calciomercato resta sullo sfondo, con le ultime ore a disposizione per puntellare una rosa martoriata dagli acciacchi. Buscè ha spiegato che vivrà le fasi conclusive delle negoziazioni a distanza, essendo impegnato professionalmente altrove, ma l'auspicio è che arrivino rinforzi. «Vediamo cosa succede nell’ultimo giorno di mercato, io sarò a Coverciano», ha sottolineato, lasciando intendere che la società sia ben consapevole delle necessità primarie della squadra.
Riguardo all'andamento della gara, il tecnico ha riconosciuto una partenza difficoltosa, con una prima frazione di gioco sottotono che non lasciava presagire un finale così entusiasmante. Tuttavia, la capacità di restare in partita ha fatto la differenza. «La Casertana è un’ottima squadra e l’abbiamo battuta. Il primo tempo è stato brutto, lo ammetto anche io, ma le partite durano cento minuti», ha spiegato Buscè analizzando la dinamica del match.
La svolta è arrivata dopo la rete del pari, che ha agito da sblocco psicologico per i calciatori silani, trasformandone l'atteggiamento e la fluidità di manovra. «Dopo il pareggio è sembrato un altro Cosenza, sintomo che il blocco era soprattutto di tipo mentale», ha osservato l'allenatore, convinto che la squadra abbia ancora molto da dare e che non debba essere sottovalutata. «Chi ci ha dati per morti si sbaglia», ha concluso con orgoglio, rilanciando le ambizioni del Cosenza in questo campionato.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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