Nel corso di un articolato intervento telefonico rilasciato ai microfoni della trasmissione "Fuori Campo" su Umbria Tv, il responsabile del Perugia, Alessandro Gaucci, è tornato sull'acceso sfogo del post-partita contro il Vado, spiegando le motivazioni profonde che lo hanno spinto a prendere una posizione così dura e dai toni decisamente accesi.

Il dirigente del club umbro ha chiarito la natura della sua scelta, rivendicando la necessità di richiamare l'attenzione di tutti sui torti patiti dalla propria squadra: «Sì, non cambierei le espressioni che ho utilizzato. Io sono il responsabile del Perugia e devo difenderlo da quello che accade. Fatti gravi, danneggiamenti dall’inizio dell’anno. Ho cercato la diplomazia con gli organi arbitrali fino al giorno prima ma quando vedi che la diplomazia non serve a nulla devi prendere una decisione».

Un atto forte, affrontato nella piena consapevolezza delle ripercussioni personali e delle imminenti decisioni del giudice sportivo: «Ho sacrificato me stesso rischiando una squalifica importante perchè volevo che i riflettori si accendessero sul Perugia, era l’unica maniera per essere ascoltato andare fuori dalle righe. Sei avessi fatto una normale conferenza con fanno tutti, non credo che avrebbe avuto lo steso effetto. Mi prendo la squalifica ma lo scopo è raggiunto. Poi gli effetti li vedremo più avanti».

Gaucci ha tuttavia espresso rammarico per aver fatto di tutta l'erba un fascio nei concitati momenti del dopo-gara: «Posso essere pentito di una cosa e non avrei voluto dirlo, quando hai l’adrenalina di una partita lateralmente scippata, dove sei stato trattato in maniera inadeguata, parlo anche del quarto uomo e non solo dell’arbitro, la rabbia ti fa dire cose che non pensi. Non ho mai pensato in vita mia a generalizzare sugli arbitri, rispetto tutti i lavoratori di qualsiasi tipo e la classe arbitrale, non era quello il mio scopo. Lo scopo era alzare i toni e far sì che l’arbitro e il quarto uomo fossero messi alla gogna pubblica come loro hanno fatto con noi danneggiandoci».

Passando alla disamina dei singoli episodi da campo, il responsabile biancorosso è sceso nei dettagli delle valutazioni dei direttori di gara: «Con i punti che ci hanno tolto da inizio campionato ora parlavamo di un’altra classifica, io ho parlato di malafede dell’arbitro, non di un sistema. E’ andato al Fvs a decidere che non era rigore ma guardate che anche la possibile espulsione del giocatore del Vado era da considerare oltre il rigore, visti i tacchetti sulla gamba di Van Amersfoort. E lo stesso era accaduto in occasione del rosso a Kabashi a Ravenna. E poi il rosso a Papazov, i fallo a 50 metri dalla porta non può essere considerato da ultimo uomo e chiara occasione quando hai due altri uomini che possono recuperare, l’arbitro era un pivello alle prime armi e non è normale che il quarto uomo dovesse suggerirgli qualsiasi decisione».

Il dirigente ha difeso la bontà delle sue azioni anche alla luce delle enormi risorse economiche che vengono investite costantemente nel club: «Io sono il primo a voler dialogare con loro, poi però se gli arbitri quando ti rivolgi loro sembra ti vogliano mordere, allora non c’è possibilità di dialogo. Non ho fatto un intervento a piedi tesi contro il palazzo, l’ho fatto per evitare danneggiamenti continui ad una squadra che continua a perdere soldi, non mi pare che ci fosse la fila per un club che ogni anno perde 6-7 milioni, se continuano i danni chi mette i soldi si stuferà. Io faccio gli interessi del Perugia».

Ricordando i precedenti passaggi istituzionali per fare presente il malcontento generale della piazza e della dirigenza, Gaucci ha proseguito: «Ho avuto modo di parlarne con diverse persone ma sempre con toni pacati, anche dopo sconfitte che potevano portare arrabbiature vere. Ma se l’equilibrio non serve e ti danno calci in faccia, devi trovare un’altra strada».

I fari si spostano poi sul fronte societario e sul passaggio di consegne del club, con rassicurazioni molto chiare sulla solidità del progetto: «Sufficientemente forte per un progetto importante e possibilmente vincente. Il progetto non è sicuramente a partire da quest’anno, abbiamo gettato le basi importanti, siamo partiti con 4-5 giocatori al 5 di agosto cambiando un intero staff e prendendo due giocatori al giorno. Ci siamo buttati nel progetto senza paura, non credo sia bridges andata così male, la squadra ha una base, vedremo se già da quest’anno potremo fare qualcosa per impensierire i nostri rivali o se dovremo aspettare il prossimo anno per essere ancora più competitivi».

A proposito dei rumor sull'investitore e sulle caratteristiche del gruppo in entrata, il dirigente non ha mostrato dubbi: «E’ una verità che sarà scoperta presto, manca una settimana, poi chi sarà si presentarà. Quando ci stanno i mezzo i fondi gli investitori sono molteplici. Quello che mi sta a cuore è che ci sia finalmente la possibilità di fare qualcosa di serio dopo tanti anni di sofferenze per i tifosi del Perugia. Io stavo tanto bene in Spagna dove si vive bene ma questa è una sfida che vale la pena affrontare perchè c’è la possibilità di fare il mio lavoro».

In merito alla sede geografica e alla consistenza patrimoniale dell'operazione, la posizione è assolutamente pragmatica: «Se anche fosse a Terni, cosa che sarebbe poco gradita ai tifosi, la sede lascia il tempo che trova, a me importa che il fondo abbia i soldi. Non il paese. E’ un fondo solido comunque».

I margini di rischio corsi in caso di mancato subentro sarebbero stati altissimi per le sorti della società perugina: «Non fossimo arrivati, la società avrebbe rischiato tanto. Lo scorso anno la squadra nonostante un investimento importante ha rischiato fino all’ultima giornata e non mi riferisco all’operato di Riccardo e Giovanni. ma quest’anno con una squadra con tutti giovani si sarebbe rischiato l’osso del collo».

Sulle trattative di mercato e la possibile caccia a giocatori attualmente senza contratto, Gaucci si è espresso negativamente per il momento: «No, in questo momento la lista è piena e fino a gennaio non ci saranno altri cambi. poi a gennaio vedremo, è presto per dirlo, non abbiamo avuto il tempo di prendere ancora in considerazione tutti i ragazzi della rosa».

Parlando invece delle reali ambizioni e delle prospettive della squadra in termini di graduatoria: «Non è l’obiettivo, non ci siamo prefissati obiettivi, impossibile quando costruisci una squadra dal 5 di aggotto prendendone 18 nuovi. Magari ogni anno per carità, sarebbe stato bello e importante farla a giugno per fare tranquillamente la preparazione. Se quest’anno saremo ai playoff già sarà un grosso paso avanti rispetto alla passata stagione».

Sulla scelta di puntare sul tecnico Diana per la panchina rossoblù, Gaucci ha svelato retroscena sulla stima nata fin da subito: «Lo conoscevo, mi ricordo che guardavo le partite del suo Renate, ricordo che con quella capigliatura da scienziato pazzo mi destava qualche dubbio. Poi la svolta sulla trattativa è stata il colloquio, abbiamo parlato al telefono un’ora e mezzo, ci siamo piaciuti subito e capiti al volo. Sono contento che abbia accettato, è una delle persone più intelligenti e capaci che ho incontrato nel calcio, mi auguro che possa restare con noi tanti anni per fare le fortune del Perugia».

Il dirigente del Perugia ha infine evidenziato la vicinanza dell'ambiente e il calore dimostrato dal pubblico dei sostenitori: «Non mi piace parlarne ma una delle tante che mi hanno fatto piacere è quanto l’altra domenica contro il Vado sono passato dalla Tribuna alla Curva e sono andato negli spogliatoi dopo l’espulsione. Tanta gente mi ha fermato ringraziandomi per il risveglio di una città assopita. Spero di poter fare cose ancora più importanti per tutta questa gente che ci sta appoggiando con tantissimo affetto, se ho fatto quell’uscita è stato anche per loro. Sapevo ancora prima di andare in conferenza stampa che avrei dovuto delegare qualcuno perchè sarei stato squalificato».

Le pratiche relative al closing rimangono pienamente sotto controllo e non destano preoccupazioni in dirigenza: «Io mi preoccupo della partita col Pescara perchè so che verrà fatto, questa o la prossima settimana non ci sono dubbi. Mi spiace solo che a volte le persone non comprendono gli slittamenti dovuti a tante cose che in questi casi sono invece normali, tantissimi aspetti che con i nuovi regolamenti sono diventati ancora più restrittivi. Vanno presi in considerazione tantissimi aspetti».

E la chiusura non poteva che essere dedicata all'importante ruolo giocato da chi ha propiziato il suo ritorno alla guida del club: «Mauro è veramente stato uno degli artefici di tutto questo, a lui va tutta la mia gratitudine, è stato lui a convincermi a tornare, altrimenti non avrei mai preso in considerazione di tornare a Perugia dopo 21 anni. Mi ha fatto tornare la voglia lui, spero che alla fine avrà ragione».

Sezione: Serie C / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 15:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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