La pesante battuta d'arresto maturata sul campo del Brilla Campi ha spalancato le porte a una fase d'analisi profonda in casa Taranto. A metterci la faccia nel post-partita è stato il direttore sportivo rossoblù, Francesco Montervino, intervenuto direttamente ai microfoni dell'emittente Taranto TV per fare il punto della situazione, affrontare la rabbia dei sostenitori e ribadire la linea d'azione del club ionico.

Il dirigente si è assunto fin da subito la piena responsabilità dell'accaduto, senza cercare giustificazioni: «Non abbiamo scuse da trovare. Oggi è giusto che la gente ci contesti e ci scriva quello che ha letto poco fa. Bisogna subire le critiche, stare al proprio posto e accettarle con la massima serenità e serietà».

L'amarezza cresce specialmente guardando alla condotta della ripresa, dove la reazione è mancata del tutto: «Dopo un secondo tempo come quello di oggi, cosa vuoi dire al tifoso tarantino? C’è da assumersi le responsabilità e basta. Sono abituato a metterci la faccia. Oggi sono qui per accettare le critiche».

Di fronte alle pressioni della piazza, il direttore sportivo esclude decisioni affrettate o stravolgimenti: «Non credo sia giusto pensare a eventuali cambi di giocatori, allenatore o direttore sportivo. Questo, chiaramente, è il mio pensiero».

La fiducia nell'operato del tecnico Luca Tiozzo viene fermamente confermata: «È l’allenatore del Taranto con il quale abbiamo iniziato un percorso. Credo in lui, anche dopo una sconfitta del genere. Io non credo che un cambio possa portare beneficio, credo possa portare al contrario confusione, non darebbe una scossa. Il lavoro deve essere tanto, ma la strada è tracciata».

Per l'organico e la dirigenza non c'è dunque alcuna intenzione di fare un passo indietro: «Non mollo niente. Ho un obiettivo e non sono venuto in Eccellenza per dare le dimissioni o farmi mandare via. Dobbiamo accelerare, capendo dove sono i problemi. Sono arrivati calciatori forti, anche se leggo che a qualcuno non piacciono: queste sono le nostre idee. Oggi c’è da lavorare e io non mollo niente. Sono sicuro del nostro operato».

Nel suo intervento c'è spazio anche per la partnership e la sinergia con la società guidata da Sebastiano e Vito Ladisa: «Oggi ho lasciato i miei presidenti dicendo che le responsabilità dobbiamo prendercele noi. Considero Sebastiano e Vito Ladisa persone intelligenti e capaci, tanto da mandare me davanti alle telecamere. Questi non sono i risultati che ci aspettavamo, ma non dimentichiamo che, dopo sei partite, i punti conquistati non sono da buttare via».

Il traguardo finale resta invariato e chiaro negli intenti della dirigenza: «L’obiettivo è salire di categoria e ci sono due strade per riuscirci. Per arrivare primi in campionato bisogna accelerare e incanalarsi in un percorso più veloce, e io sono pronto a farlo».

Il messaggio diretto alla tifoseria punta a preservare l'equilibrio generale dell'ambiente: «È giusto che la gente sia arrabbiata, ma indurre la proprietà, attraverso messaggi o post, a cambiare credo sia un enorme errore. Ricambiare tutto adesso vorrebbe dire iniziare da capo, e questo non esiste. Non è una questione di allenatori o giocatori di categoria: esiste gente forte».

Sulla composizione della rosa e sui correttivi richiesti, la visione del dirigente rimane ferma: «La squadra non l’avrei mai fatta così. Se ho accettato di venire qui è perché credo che questa squadra possa fare bene con gli innesti che ho indicato io, che possano piacere o meno».

L'attenzione si sposta ora sulla reazione immediata attesa nel prossimo match contro il Soccer Trani: «I punti da recuperare sono tanti, ma non tantissimi. Siamo alla nona giornata e le chiacchiere stanno a zero: la gente vuole i fatti, i risultati, il cuore e la personalità. Domenica non ci sarà partita migliore di quella che ci aspetta. Incontrare avversari come il Trani non può che aiutarti a restare concentrato e a preparare la gara. La preparazione di questa settimana sarà difficile, ma siamo pagati per fare questo. Non bisogna pensare a nient’altro: bisogna pedalare».

Infine, le strategie per la finestra di riparazione vedono la ricerca attenta di un innesto di qualità in avanti: «Non voglio prendere un attaccante tanto per fare numero. Ho le idee molto chiare su chi dovrebbe arrivare a Taranto e, se non è il profilo giusto, non vale la pena prenderlo. Abbiamo tre giocatori bravi in attacco e non li vado a cambiare con calciatori mediocri. Chiaramente, gli attaccanti che cerchiamo sono in altre società e in altri campionati. Prima di scendere di categoria o accettare determinate situazioni economiche, ci pensano, perché le società di appartenenza non li lasciano andare facilmente».

In attesa dei movimenti ufficiali, la richiesta all'attuale gruppo avanzato rimane altissima: «Dai miei attaccanti mi aspetto molto di più. Fino a quando non arriverà il nuovo centravanti, pretendo che facciano molto meglio. Lo devono a noi e alla società».

Sezione: Eccellenza / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 14:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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