Archiviata l'ottava giornata del girone I di Serie D, il campionato inizia a delineare i suoi veri valori, ma soprattutto conferma la sua spietata natura. Tra conferme in vetta, favole di provincia e piazze storiche in profonda crisi, il "Campionato d'Italia" si sta rivelando, come da tradizione, un vero e proprio tritacarne per le panchine.

In vetta alla classifica la Reggina (19 punti) fa la voce grossa. Il blitz esterno per 2-1 sul campo della Nissa, firmato in un primo tempo scoppiettante da Abonckelet e Magrassi, scaccia via i fantasmi del passo falso patito con il Trapani due turni fa. La squadra di Marchionni dimostra cinismo e maturità, tenendo a distanza le inseguitrici.

Dietro gli amaranto, tiene banco il pareggio nell'atteso scontro diretto tra Avola e Sambiase (1-1). Un punto a testa che muove la classifica e certifica come queste due formazioni (rispettivamente a 16 e 17 punti) non siano più delle semplici sorprese, ma solide realtà costruite per restare nei quartieri alti.

Ma la squadra più in forma del momento è senza dubbio il Licata (17 punti). I gialloblù, con il 2-1 inflitto al Siracusa (reti di Corallo e Minacori), centrano la terza vittoria consecutiva e si accomodano al secondo posto in coabitazione col Sambiase. Un trend di crescita spaventoso che li candida a ruolo di anti-Reggina. Bene anche la Nuova Igea Virtus (14 punti) che liquida la pratica Ragusa e il Milazzo (13 punti), tornato a correre superando un coriaceo Praia Tortora. Prosegue a fari spenti, ma con enorme costanza, il cammino della Vibonese (15 punti), che impatta 1-1 col Gela e allunga a quattro la sua striscia di risultati utili consecutivi.

Curiosità di giornata, infine, a Modica: la sfida tra i padroni di casa e l'Athletic Palermo è stata sospesa alla mezz'ora per un infortunio occorso all'arbitro.

Scorrendo la classifica verso il basso, il clima si fa rovente. L'inizio zoppicante di molte big ha già fatto scattare la ben nota "ghigliottina" degli allenatori.

Il caso più emblematico è quello del Trapani. Penalizzati di 5 punti e partiti malissimo, i granata avevano sollevato Salvatore Aronica dall'incarico già a fine settembre, affidando la panchina a Giuseppe Misiti. La cura ha funzionato: le vittorie contro Ragusa, Reggina e, ultima in ordine di tempo, quella per 1-0 sul Castrumfavara firmata ancora una volta da un incontenibile Jallow (vero trascinatore del nuovo corso), hanno rimesso in carreggiata i granata. Sul campo avrebbero 9 punti, la classifica dice 4, ma la china è stata invertita.

Non si può dire lo stesso per la Nissa (9 punti). Il clamoroso esonero di Francesco Di Gaetano dopo il tracollo di Avola alla quarta giornata e l'arrivo in panchina di Ivan Moschella (ex collaboratore di Juric e Zenga) non hanno ancora portato la scossa sperata. La sconfitta interna contro la capolista Reggina prolunga il momento no: appena 1 punto raccolto nelle ultime 4 partite. La pressione sulla piazza nissena inizia a farsi insopportabile.

Debutto amaro, invece, per Giacomo Modica sulla panchina del Ragusa. Subentrato in settimana per provare a risollevare una squadra a secco di vittorie (solo 3 punti frutto di 3 pareggi e 5 sconfitte), il neo tecnico è inciampato subito contro l'Igea Virtus (3-1). La squadra è apparsa fragile difensivamente e la "graticola" ora si sposta sui giocatori, chiamati a un repentino cambio di rotta.

Situazione da allarme rosso vivo, infine, in casa Enna. Fanalino di coda solitario a quota 1 punto, la compagine gialloverde è al collasso. Le note vicende extra-campo di inizio ottobre, con il tecnico Cimino e la squadra che avevano persino minacciato la sospensione delle attività per la mancanza di condizioni minime di lavoro, si riflettono sul rettangolo verde. Il 3-0 subito senza appello dalla Vigor Lamezia è l'ennesima prova di uno smarrimento totale. Se la società non interverrà per rassenerare l'ambiente (e magari operare l'ennesimo ribaltone tecnico o dirigenziale), il rischio di una retrocessione anticipata è più che concreto.

Delude ancora il Siracusa: la corazzata aretusea cade a Licata, confermando una pericolosa altalena di risultati. Al netto del fardello dei 7 punti di penalizzazione, i 14 punti conquistati finora sul campo sono un bottino troppo magro per chi puntava a dominare il girone. La panchina per ora regge, ma in Sicilia, si sa, la pazienza è una virtù rarissima.

Sezione: Serie D / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 15:00
Autore: Maria Lopez
vedi letture